Buono a tassi step-up, cioè crescenti con il passare del tempo, o BTP a cedola fissa? Per capirlo, vediamo quanto guadagno di più se vendo un buono postale a cedola per un BTP a cedola. P
Dal 10/11/’25 al 07/04/’26 Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’emittente dei buoni fruttiferi postali (BFP), ha emesso buono a Cedola 5 anni (serie: TC005A251110). Oggi il prodotto non è più disponibile, per cui le alternative possono essere o tenerlo in piedi per chi lo comprò a suo tempo o valutare eventuali switch. Questo buono paga cedole semestrali mentre ha tassi nominali annui per ognuno dei 5 anni di vita fruttifera. Vale a dire l’1% lordo per il 1°, l’1,25% nel 2°, l’1,50% nel 3°, l’1,75% nel 4° e il 2,50% nel 5°, per rendimento anno lordo a scadenza dell’1,59%.
Ad oggi solo chi lo ha comprato entro il 6 gennaio ’26 ha già incassato la 1° delle due cedole del 1° anno, uno 0,50% lordo del nominale sottoscritto. Detta in numeri, 4,375 € per ogni 1.000 € di buono posseduto (è il taglio minimo di sottoscrizione). Invece chi lo ha comprato dopo il 6 gennaio (al tempo dell’articolo) riceverà la 1° cedola nei giorni a venire. Per tutti i titolari, il rendimento totale complessivo sarà del 12,50% lordo e del 10,93% netto. Ossia un residuo 12% per chi ha già incassato lo 0,50% della prima delle dieci cedole, e il 12,50% pieno per gli altri (sempre alla data del 06/07/’26).
Nell’arco del ‘31, tra 5 anni, ci saranno diversi BTP in scadenza. Tra i vari, prendiamo il BTP Fx 2.85% (ISIN IT0005671273) in scadenza il 1° febbraio ’31, tra 4 anni e 7 mesi scarsi. Il tasso cedolare annuo è fisso e non step-up, con cedola semestrale all’1,425% staccata ad ogni 01/02 e 01/08. Nel buono, essa arriva a distanza di 6 mesi esatti dal proprio giorno di acquisto, per cui in teoria tutti i giorni sono date di stacco cedola.
Anche sul BTP Fx 2.85% Feb31 il taglio minimo è di 1.000 € mentre al momento prezza a 99,31 centesimi sul MOT. Ai corsi attuali l’effettivo a scadenza è del 3,05% (12,1% netto totale), più del ritorno del buono a Cedola a 5 anni. Un eventuale switch buono-BTP porterebbe a un aumento dei guadagni totali del 2% circa (per chi ha già incassato la 1° cedola sul buono). Tutto poi dipenderà dagli effettivi prezzi/tempi di acquisto sia del prodotto postale che del BTP.
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La divergenza di rendimenti è più evidente sul buono a Cedola 8 anni e il corrispondete BTP pari durata. Il maggior orizzonte temporale, infatti, consente di ampliare i guadagni.
Buono a Cedola 8 anni è giunto l’8 aprile (serie: TC008A260408) ed è ancora in sottoscrizione. Qui nessuno di coloro che lo ha già acquistato ha incassato la 1° cedola, dato che il buono non ha ancora 6 mesi di vita. Il prodotto postale paga i seguenti 8 tassi nominali annui lordi: 1,00%; 1,25%; 1,50%; 1,75%; 2,00%; 2,25%; 2,50% e 4,00%. L’effettivo a scadenza si attesta quindi al 2,00% per un rendimento totale, cioè in 8 anni, del 20% lordo e del 17,50% netto.
Il BTP Fx 5% Ag34 con matricola ISIN IT0003535157 prezza invece 110,94 per un credito d’imposta dell’1,23% e uno yield a scadenza del 3,48% annuo lordo. Siamo all’incirca sul 22% netto complessivo a seconda dell’effettivo tempo e prezzo di carico.
Ecco quanto guadagno di più se vendo un buono postale a cedola per un BTP a cedola
A parità di garanzia sovrana del capitale, orizzonte temporale e regime fiscale, i ritorni dei BTP battono i rispettivi buoni a Cedola pari durata. Anzi, nella misura in cui si riesce a ottimizzare l’ingresso sui bond c’è che i guadagni a scadenza si arrotondano ancora.
Tuttavia, le obbligazioni del Tesoro prevedono spese bancarie di gestione che invece non hanno i BFP. Inoltre espongono al rischio di mercato, cioè di oscillazione dei prezzi fino a scadenza, pericolo del tutto assente sui BFP. Questa assenza varrebbe anche sui BTP ma solo e soltanto nella misura in cui si è assolutamente certi di portare a termine l’investimento. Il (possibile) rischio diventa realtà solo in caso di rivendita anticipata. Ad ogni modo, la duration di un bond, qualunque esso sia, scema progressivamente man mano che la durata residua si contrae.
Al netto del rischio di mercato, le convenienze BFP-BTP si ribaltano invece in favore del bond in caso di rivendita anticipata. Questo perché sul prodotto postale sono gli ultimissimi step quelli con i tassi più ricchi, e i primi penalizzanti in termini di tassi nominali annui. Sui due BTP qui esaminati, invece, i tassi sono fissi e costanti dal principio alla fine. Per cui nella misura in cui in 1 o 2 o X anni si acquistano e rivendono agli stessi prezzi, si è sicuri della buona cedola e del proprio controvalore. Operazione perfetta.