Meglio non avere queste azioni in portafoglio (secondo Goldman Sachs)

Claudia Cervi

10 Febbraio 2025 - 07:48

Goldman Sachs (ma non solo) lancia un allarme sui titoli più a rischio con l’introduzione dei dazi di Trump. Ecco le azioni da evitare.

Meglio non avere queste azioni in portafoglio (secondo Goldman Sachs)

Meglio non avere queste azioni in portafoglio (secondo Goldman Sachs). I dazi imposti da Trump a Canada, Messico e Cina potrebbero far scendere l’S&P 500 del 5% nei prossimi mesi, con un impatto diretto sugli utili delle aziende quotate a Wall Street.

Gli analisti hanno stimato un calo degli utili per azione dell’1%-2% ogni aumento di 5 punti percentuali nei dazi. Questo significherebbe una riduzione delle stime sugli utili di circa il 2%-3%.

In una lettera agli investitori, la banca d’affari americana ha analizzato i settori più esposti ai dazi imposti da Trump:

Settore automobilistico (mondiale): l’introduzione dei dazi avrà conseguenze significative sull’industria automobilistica globale, con ripercussioni negative sulle performance azionarie delle principali aziende del settore nei prossimi mesi. L’aumento dei costi di produzione e la riduzione della competitività internazionale potrebbero innescare una spirale negativa, colpendo sia i produttori sia i consumatori, con prodotti più costosi e meno innovativi.

In particolare, l’eventuale applicazione di dazi sulle auto europee rischia di aggravare ulteriormente la crisi dei produttori OEM tedeschi. Già recentemente, Volkswagen, Mercedes-Benz Group e BMW hanno emesso profit warning, segnalando difficoltà crescenti.

Settore tecnologico Usa: la produzione di componenti elettronici, come semiconduttori, circuiti integrati e microchip, dipende da una rete globale di fornitori, concentrati soprattutto in Asia. I dazi imposti su paesi come la Cina rischiano di interrompere la catena di approvvigionamento, rendendo la produzione più costosa.

Settore farmaceutico Ue: circa il 15% delle merci importate negli Stati Uniti proviene dall’Europa, con prodotti farmaceutici e chimici in testa che determinano un surplus commerciale con Washington di 155,8 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati di Eurostat, riferiti al 2023. Le case farmaceutiche europee potrebbero perdere quote di mercato negli States e ridurre i margini di profitto a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e dei principi attivi.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono le azioni da non avere in portafoglio, secondo gli esperti di Goldman Sachs.

1) Ford

Azioni Ford Azioni Ford Fonte Tradingview

Ford ha perso oltre 6 punti percentuali nella seduta di giovedì. Il colosso automobilistico statunitense dipende da una catena di fornitura globale altamente integrata, con componenti provenienti da Messico, Canada e Cina. L’aumento delle tariffe può generare un effetto domino sui costi di produzione, riducendo la competitività dei veicoli Ford sia sul mercato interno sia su quello internazionale. Ma non è solo colpa di Trump se il titolo affonda: negli ultimi risultati finanziari, le stime per il 2025 indicano un Ebit compreso tra 7 e 8,5 miliardi di dollari, ben al di sotto ai 10,2 miliardi di dollari del 2024.

2) Dick’s Sporting Goods

La catena di negozi di articoli sportivi Dick’s Sporting Goods è un altro titolo che è meglio non avere in portafoglio secondo Goldman Sachs. L’azienda importa una vasta gamma di articoli sportivi e abbigliamento, molti dei quali provenienti dalla Cina. Dazi del 10% sulle importazioni cinesi potrebbero aumentare significativamente i costi operativi, obbligando l’azienda a rivedere la propria strategia di approvvigionamento o a trasferire parte dei costi sui consumatori.

3) Nike

Azioni Nike Azioni Nike Fonte Tradingview

Anche il noto brand dello swoosh è a rischio con i dazi di Trump. Con una parte significativa della produzione concentrata in Asia, in particolare in Cina, Nike è tra le più esposte all’aumento dei costi di importazione. La prospettiva di una contrazione dei margini di profitto potrebbe costringere l’azienda a ridurre la sua dipendenza dalle aree soggette ai dazi.

4) Lowe’s Companies

Come per le precedenti aziende, anche Lowe’s è molto vulnerabile ai dazi. Il settore del fai-da-te e della ristrutturazione dipende fortemente da materiali importati, molti dei quali provenienti da paesi come la Cina. L’aumento dei costi delle materie prime può tradursi in un incremento dei prezzi al consumo e in una compressione dei margini di profitto.

5) Constellation Brands

Constellation Brands Constellation Brands Fonte Tradingview

Constellation Brands, noto produttore e distributore di bevande alcoliche, è una delle principali vittime della politica commerciale di Trump. L’introduzione di dazi del 25% sulle importazioni dal Messico ha avuto un impatto significativo, considerando che una parte rilevante dei ricavi dell’azienda dipende proprio dai marchi di birra Modelo e Corona, entrambi prodotti nel paese. Secondo gli analisti, l’effetto di queste misure protezionistiche potrebbe tradursi in una riduzione degli utili per azione compresa tra 3,00 e 3,75 dollari.

6) Elenco dei titoli da evitare (secondo Goldman Sachs)

TitoloMercatoPerformance YTD
Ford Nyse Usa -5,10%
Lowe’s Companies Nyse Usa +3,64%
Tesla Nasdaq Usa -5,93
Nike Nyse Usa -2,10%
Dick’s Sporting Goods Nyse Usa +4,10%
Constellation Brands Nyse Usa -21,86%
Canada Goose Holdings TSX Toronto -0,21%
Gsk LSE Londra +10%
Roche Svizzera +11,90%
Asml Euronext +5,73%
Nestlé Svizzera +3,66%
Novartis Svizzera +10,2%
Novo Nordisk Danimarca +1,59%
L’Oréal Euronext +2,46%
Lvmh Euronext +8,73%
AstraZeneca LSE Londra +14,89%
Sap Xetra Germania +15,11%
Sanofi Euronext +11,59%
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