Manovra, è ufficiale: la procedura d’infrazione non ci sarà

C’è l’ok dei commissari alla manovra di bilancio: l’Italia ha scongiurato la procedura d’infrazione

Manovra, è ufficiale: la procedura d'infrazione non ci sarà

L’Italia si è salvata: la procedura di infrazione per debito eccessivo non ci sarà.

I commissari europei hanno aperto all’accordo sulla manovra trovato in via informale nella serata di ieri, martedì 18 dicembre.

I dubbi dei più scettici sono stati fugati dalle ultime notizie in arrivo da Bruxelles: la procedura di infrazione contro l’Italia non verrà attivata.

“La soluzione sul tavolo non è ideale, non fornisce una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani, ma ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente”,

ha affermato il Vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.

Procedura di infrazione scongiurata: mercato festeggia

Secondo quanto trapelato negli ultimi minuti, la Commissione europea ha deciso di sospendere la procedura d’infrazione e di tornare a fare il punto della situazione a gennaio, dopo l’approvazione della manovra di bilancio da parte del Parlamento.

Immediata la reazione dei mercati che hanno festeggiato l’ok sulla manovra accentuando le performance del mattino: la Borsa Italiana ha incrementato i guadagni sostenuta ancora dai bancari, mentre lo spread Btp-Bund è sceso ulteriormente aiutato da un rendimento del decennale in caduta libera.

Ottimismo anche da parte dell’esecutivo gialloverde, con Matteo Salvini che si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti e ha parlato di una manovra persino migliorata.

“I soldi per la riforma della legge Fornero e il reddito di cittadinanza erano anche troppi, meglio essere prudenti. Sono salvi quota 100 e reddito di cittadinanza, era il nostro impegno per cominciare a passare dalle parole ai fatti. Quota 100 è una possibilità di liberarsi dal’inizio del 2019 dalla gabbia della Fornero”.

Positiva anche la reazione di Luigi Di Maio, felice di non aver «tradito le promesse» fatte agli elettori e di aver contemporaneamente evitato la procedura.

Tutti gli occhi saranno ora puntati sul Premier Conte che alle 13 riferirà in Senato. Poi bisognerà modellare definitivamente il maxiemendamento alla manovra che vedrà la luce soltanto nella giornata di domani. Quel che importa, oggi, è che la procedura di infrazione contro l’Italia è stata scongiurata. Tutti possono tirare un sospiro di sollievo.

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