Mandato a La Russa o elezioni: cosa succede se Meloni e Berlusconi rompono

Alessandro Cipolla

17 Ottobre 2022 - 08:32

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Oggi l’incontro decisivo tra Berlusconi e Meloni: senza un chiarimento, Matterella potrebbe dare un mandato esplorativo a La Russa con nuove elezioni a fare da sfondo.

Mandato a La Russa o elezioni: cosa succede se Meloni e Berlusconi rompono

Si terrà oggi l’atteso faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, con l’ex presidente del Consiglio che scenderà a Roma e farà tappa in via della Scrofa, dove si trova la sede di Fratelli d’Italia, per incontrare quella dovrebbe essere la prossima inquilina di Palazzo Chigi.

Il condizionale però rimane d’obbligo visto che, dopo le turbolenze dei giorni scorsi culminate con lo sgarbo degli azzurri a Palazzo Madama, urge un chiarimento con le posizioni dei due leader che al momento sarebbero ancora distanti nonostante il ravvicinamento delle ultime ore.

Entro giovedì prossimo però la pace dovrà essere siglata considerando che, in quella data, si dovrebbero tenere le rapide consultazioni da parte del presidente Sergio Mattarella. Se Giorgia Meloni non dovesse trovare un accordo con Silvio Berlusconi, a quel punto Forza Italia potrebbe presentarsi da sola al Colle.

Meloni invece vorrebbe recarsi al Quirinale insieme a tutti i suoi alleati, oppure con una delegazione che rappresenti comunque tutti i partiti della futura maggioranza di centrodestra. Un modo questo per far capire al presidente Mattarella che ci sono i numeri per avere l’incarico di formare il prossimo governo.

Se invece Giorgia Meloni non dovesse riuscire a ricucire lo strappo con Silvio Berlusconi entro giovedì prossimo, a quel punto nessuno scenario potrebbe essere escluso compreso quello che prevede un rapido ritorno alle urne.

L’incontro tra Meloni e Berlusconi

La storia ormai è nota: Silvio Berlusconi sarebbe adirato per il comportamento di Giorgia Meloni nei suoi confronti, ritenuto arrogante e irrispettoso. Una convinzione che sarebbe stata aizzata dai cosiddetti falchi di Forza Italia che lo circondano, Licia Ronzulli e Gianfranco Miccichè in primis.

Le colombe invece, vedi Antonio Tajani ma nelle ultime ore si sarebbero aggiunti anche i due figli maggiori di Silvio Berlusconi, Marina e Piersilvio, vorrebbero siglare la pace al più presto nella speranza di poter ugualmente ottenere i ministeri sperati.

Tutto ruota infatti attorno alle poltrone. E che poltrone. Berlusconi dopo aver metabolizzato obtorto collo il depennamento di Ronzulli dalla lista dei ministri del governo Meloni, vorrebbe adesso cinque ministeri di cui due “pesanti” usando un termini alla manuale Cencelli: Giustizia e Sviluppo economico.

Giorgia Meloni invece sembrerebbe avere progetti differenti anche a riguardo: Carlo Nordio alla Giustizia e Guido Crosetto al Mise. Distanze queste che dovranno essere azzerate nel corso dell’incontro di oggi altrimenti il centrodestra potrebbe implodere.

Mandato a La Russa poi elezioni?

Il sentore è che alla fine Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni possano arrivare a una tregua che garantirebbe al centrodestra di iniziare a governare già a partire dalla prossima settimana.

Se invece non dovesse arrivare una fumata bianca, visto che entrambi i leader appaiono decisi a mantenere fino in fondo le loro posizioni, ecco che Forza Italia potrebbe presentarsi per conto proprio alle consultazioni: Berlusconi a quel punto difficilmente comunicherebbe a Mattarella la sua disponibilità a sostenere un incarico dato a Meloni.

Senza una maggioranza de facto, i forzisti sono numericamente indispensabili anche se potrebbero giungere in soccorso della presidente di FdI diversi parlamentari azzurri e cespugli vari, a quel punto a Sergio Mattarella non resterebbe che affidare un mandato esplorativo a Ignazio La Russa, fresco nuovo presidente del Senato.

Se anche il tentativo di La Russa dovesse andare a vuoto, Meloni potrebbe gettare la spugna con il Paese che si ritroverebbe di fronte a un bivio: altro governo di larghe intese o nuove immediate elezioni a gennaio.

Giorgia Meloni ovviamente, forte anche dei sondaggi, in questo scenario cercherebbe di spingere per le urne dove si presenterebbe staccata da Forza Italia, con Matteo Salvini che si ritroverebbe in una autentica situazione di limbo.

Con i tanti problemi che affliggono il Paese e con molti parlamentari alla loro prima legislatura, considerate anche le insidie del Rosatellum l’ipotesi delle elezioni appaiono essere remote anche se, nella politica nostrana degli ultimi anni, abbiamo imparato che non si può dare più nulla per scontato.

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