Legge di Bilancio, cosa può succedere all’Italia se l’Europa la boccia?

L’Europa ha mandato una dura lettera (inascoltata) al governo Conte: cosa può succedere all’Italia se Bruxelles ci boccia la legge di Bilancio?

Legge di Bilancio, cosa può succedere all'Italia se l'Europa la boccia?

Nel lungo cammino verso l’approvazione definitiva della legge di Bilancio 2019, finora ci si è messi alle spalle soltanto le prime tappe: la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def e l’invio a Bruxelles del testo della Manovra.

L’aver forzato la mano nel Def per quanto riguarda il deficit e una stima del Pil troppo ottimistica, potrebbe portare a una bocciatura dalla legge di Bilancio da parte della Commissione Europea}.

Il primo avviso è già arrivato, con una dura lettera consegnata personalmente dal commissario europeo agli Affari Economici Pierre Moscovici: parole dure dove si evidenzia una “deviazione del bilancio senza precedenti nella storia del Patto di stabilità”.

La risposta del ministro Tria però è stata, come previsto, di chiusura a ogni possibilità di modifica. La bocciatura a questo punto sembra inevitabile, ma cosa può accadere all’Italia adesso?

L’Europa e la legge di Bilancio

La Grande Recessione o meglio la crisi scoppiata nel 2007, è stata una sorta di spartiacque per quanto riguarda le politiche economiche in tutto il mondo. Anche l’Europa quindi ha optato per delle maggiori misure di controllo per evitare che possano accadere altre situazioni del genere.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, per scongiurare il pericolo che delle scelte di politica nazionale possano poi mettere a rischio la stabilità dell’intera Eurozona, si è deciso che la Commissione Europea abbia il compito di vigilare anche sui bilanci dei singoli Stati membri.

Ecco dunque che per prima cosa il Parlamento italiano ha votato la nota di aggiornamento del Def . Una volta che è stato approvato e recapitato alla Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri ha approvato salvo intese la legge di Bilancio che il 15 ottobre è stato inviato anch’esso a Bruxelles.

La Commissione Europea così sarà chiamata a esaminare i documenti di tutti i Paesi dell’Unione. Martedì 23 ottobre l’organo comunitario darà un suo primo responso in merito alla legge di Bilancio, ma già con la lettera spedita a Roma si capisce che per l’Italia sarà dura evitare la bocciatura.

La Commissione quindi farà una nuova richiesta, questa volta formale, di modifica con il governo italiano che a quel punto avrà a disposizione tre giorni di tempo per cambiare il testo oppure può continuare per la propria strada.

Nel caso l’Italia dovesse scegliere ancora di non ascoltare i dettami di Bruxelles, cosa molto probabile nonostante la volontà di sedersi attorno a un tavolo, potrebbe scattare l’apertura di una procedura europea per deficit eccessivo in relazione al mancato rispetto della regola di riduzione del debito.

Dopo un Consiglio Europeo a metà dicembre, la Commissione però darà il suo giudizio definitivo sulla Manovra soltanto a primavera 2019, quando la legge di Bilancio sarà già stata approvata da mesi (ok definitivo del Parlamento al massimo entro il 31 dicembre).

Il rischio bocciatura per l’Italia

Il responso definitivo di Bruxelles sulla legge di Bilancio arriverà soltanto a primavera. La Commissione Europea quindi esprimerà prima delle osservazioni per giungere poi a un giudizio, ma non può bloccare quello che ogni Stato decide di mettere in atto nella Manovra.

Come spiegato da Pierre Moscovici, Commissario agli Affari Economici, Bruxelles quando riceve un documento di Bilancio può scegliere tra tre opzioni: dire che è tutto ok, chiedere delle correzioni oppure bocciare il testo chiedendo che venga riformulato.

Con un deficit al 2,4% è quindi da escludere fin da subito la prima opzione, ovvero che l’UE dica che non c’è alcun problema. Apparentemente è difficile però anche il terzo scenario, quello dell’immediata bocciatura, visto che si andrebbe subito verso un pericoloso muro contro muro ma questa volta per la prima volta questo potrebbe accadere.

Visto che ormai il governo carioca sembrerebbe essere deciso ad andare dritto per la propria strada, appare difficile che possa tenere conto a pieno delle correzioni che arriveranno dall’Europa.

Se quindi alla fine Bruxelles dovesse bocciare la nostra legge di Bilancio, potrebbero scattare alcune sanzioni: nel caso sarebbe inevitabile una multa, ma il Consiglio Europeo potrebbe anche chiedere alla Banca Europea per gli Investimenti di interrompere i finanziamenti verso l’Italia.

In generale, i pericoli maggiori per quanto riguarda il nostro paese potrebbero arrivare più dai Mercati che dall’Europa: in caso di una bocciatura da parte di Bruxelles si andrebbe incontro a delle sanzioni (fatto comunque grave), ma se la stroncatura dovesse arrivare dagli investitori e dalle agenzie di rating a quel punto ci sarebbero seri rischi per la tenuta economica del paese.

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