Le borse europee stanno per invertire rotta?

Tommaso Scarpellini

28 Febbraio 2023 - 16:00

Il recente rialzo dell’inflazione in alcuni Paesi europei torna a far preoccupare gli analisti riguardo a una correzione dei prezzi di borsa degli indici europei. Siamo vicini a un’inversione?

Le borse europee stanno per invertire rotta?

In area euro torna a preoccupare l’inflazione. La banca centrale è sempre più decisa nel percorso intrapreso e il mercato pare scontare a rialzo il picco dei tassi d’interesse. Cosa aspettarsi dalle borse europee? Un’inversione di rotta è davvero possibile?

Mercati: cosa sta accadendo in Europa?

L’inflazione nell’area dell’euro ha raggiunto un record a gennaio mostrandosi superiore alle aspettative, secondo i dati della scorsa settimana dell’Eurostat. Allo stesso modo dai Paesi inter-europei arrivano altre spiacevoli novità: i prezzi al consumo francesi sono aumentati al 7,2% a febbraio mentre quelli spagnoli al 6,1% nonostante gli analisti avessero stimato che gli aumenti dei prezzi sarebbero rimasti invariati in Francia e rallentati in Spagna.

Questi dati preoccuperanno proprio perché la Francia e la Spagna sono solitamente i Paesi dell’area euro ad avere un’inflazione più propensa ad allentarsi. Anche in questo caso il problema viene imputato al settore dei servizi, dove lo Stato può intervenire meno facilmente. A quanto pare i governi dei Paesi EU hanno speso ingenti somme per contenere lo shock sui prezzi dell’energia del 2022 e per tale ragione le tensioni sulle finanze pubbliche li hanno costretti ad allentare le misure di sostegno, causando un innalzamento dei prezzi.

Cosa aspettarsi dalle borse europee?

L’economia si muove sopra una bilancia: i timori recessivi svaniscono e l’inflazione mostra segni di picco alimentando l’idea che il soft landing possa mostrarsi più complicato del previsto. Come se non bastasse si sono riaccesi anche i timori legati al mercato energetico. La carenza di gas naturale è diventata sempre più improbabile grazie al clima di questo inverno ma a quanto pare la vera incognita del 2023-2024 sarà l’acquisto di GNL dalla Cina. Un nuovo innalzamento del prezzo dei beni energetici risulterebbe deleterio a livello economico per la zona euro.

Questo scenario complica il posizionamento monetario da parte della banca centrale europea, concentrata esclusivamente sul raggiungimento del 2% d’inflazione. Sebbene l’aumento dei tassi d’interesse possa comportare in molti Paesi importanti rallentamenti economici, i funzionari della BCE, guidati Christine Lagarde, hanno dichiarato di voler aumentare il tasso sui depositi dal 2,5% al 3%. I mercati giocano a rialzo ed hanno recentemente aumentato le scommesse sul picco del ciclo dei tassi a circa il 4%.

Uno scenario di questo genere potrebbe spaventare gli investitori che, di fronte al recente sprint rialzista, potrebbero pensare di liquidare un po’ delle loro posizioni e prendere profitti.