Le 2 azioni europee che il mercato non ha ancora capito. E che non devi perdere di vista

Gerardo Marciano

24 Maggio 2026 - 15:39

Edenred e Siemens Healthineers: due azioni europee sottovalutate dai fondamentali e dagli analisti, ma con rischi opposti. Quale delle due merita davvero un posto in portafoglio?

Le 2 azioni europee che il mercato non ha ancora capito. E che non devi perdere di vista

In finanza si dice spesso che il mercato ha sempre ragione. È un’affermazione comoda, quasi un modo per chiudere le discussioni difficili, ma non è sempre vera. Alcune delle opportunità più interessanti nascono proprio dove il mercato sembra aver deciso troppo in fretta, dove la paura ha preso il posto dell’analisi e il prezzo non racconta più la storia dell’azienda, ma quella degli investitori che la vendono.

Il problema, naturalmente, è distinguere i titoli davvero sottovalutati da quelli semplicemente economici perché meritano di esserlo. Non è un’operazione banale. Richiede di guardare i fondamentali senza farsi trascinare dalla narrativa dominante, di leggere il consensus degli analisti senza prenderlo come un oracolo, e di accettare che la tesi d’investimento possa avere torto anche quando i numeri sembrano darle ragione.

Due aziende europee, entrambe con capitalizzazione superiore ai cinque miliardi di euro, incarnano in questo momento due approcci quasi opposti alla stessa domanda: cosa significa essere sottovalutati? La prima è un caso contrarian nel senso più classico del termine, compressa da rischi regolatori e giudiziari che il mercato sta scontando con brutalità. La seconda è una storia di qualità industriale messa temporaneamente in ombra da una fase difficile in un mercato chiave. Stessa diagnosi di sottovalutazione, ragioni e profili di rischio molto diversi.

Il contrarian: Edenred

Edenred non è un nome che si sente spesso nelle conversazioni sull’azionario europeo, eppure chiunque abbia mai usato un buono pasto aziendale in Francia, in Italia o in Brasile ha quasi certamente utilizzato un servizio di questa società. Il gruppo parigino gestisce programmi di welfare aziendale, buoni mensa, soluzioni di pagamento per la mobilità e fleet management in oltre quaranta paesi. Un business apparentemente difensivo, ad alto contenuto regolatorio, con barriere all’ingresso significative e una clientela captive fatta di imprese, lavoratori dipendenti e governi.

Eppure il titolo quota intorno ai 21 euro, mentre Morningstar stima il fair value a 37 euro e assegna a Edenred un rating a cinque stelle con un «wide moat», ovvero un vantaggio competitivo strutturale e duraturo. Il rapporto tra prezzo e valore equo stimato si aggira intorno a 0,50: in altri termini, secondo quella metodologia, il titolo vale il doppio di quanto il mercato è disposto a riconoscergli. Il forward P/E è sceso sotto le dieci volte, circa un quarto rispetto alla media storica del settore.

Il motivo di questo sconto è chiaro, e il mercato non ha torto a prenderlo sul serio. Edenred è sotto pressione su due fronti geografici. In Brasile, una riforma del programma nazionale dei buoni pasto ha accorciato i tempi di rimborso, limitato i rebate ai merchant e aperto il mercato all’interoperabilità tra operatori, erodendo parte del vantaggio competitivo che il gruppo aveva costruito in anni di presenza dominante. In Italia, la controllata locale è coinvolta in un procedimento giudiziario legato a una gara pubblica del 2019 che il management ha definito gestibile, ma che il mercato continua a trattare come un’incognita. L’effetto combinato di queste pressioni ha portato la società a proiettare per il 2026 un calo dell’EBITDA nell’ordine dell’otto-dodici percento rispetto all’anno precedente.

Quello che rende il caso interessante è che i fondamentali sottostanti non raccontano una storia di deterioramento. Nel 2025 Edenred ha registrato un EBITDA organico in crescita dell’undici percento abbondante, superando le attese, e ha proposto un dividendo in aumento del dieci percento. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi organici sono cresciuti del tre virgola uno percento, e la guidance è stata confermata nonostante il quadro regolatorio più difficile. Il business funziona. Il problema è che il mercato non sta più valutando il business: sta valutando i rischi che lo circondano.

Il consensus degli analisti resta prevalentemente orientato al Buy, con un prezzo obiettivo medio che si colloca intorno ai 26-27 euro, un upside potenziale nell’ordine del venticinque percento rispetto ai livelli attuali. Non è un consenso blindato come quello di altri titoli, perché il numero di analisti incerti o in attesa di sviluppi è superiore alla media. Ma è sufficiente a dire che la comunità finanziaria non ha ancora abbandonato il titolo.

Edenred è, in sostanza, un caso di value investing ad alto rischio specifico: lo sconto sui fondamentali è reale e documentato, ma chi compra sta scommettendo che i rischi regolatori e legali siano già ampiamente scontati nel prezzo, e che il business abbia la solidità per uscirne senza danni permanenti.

Il «solido»: Siemens Healthineers

A settecentocinquanta chilometri da Parigi, a Erlangen, in Baviera, ha sede una delle più grandi aziende di diagnostica per immagini e attrezzature medicali del mondo. Siemens Healthineers è controllata al settantacinque percento da Siemens AG e ha una capitalizzazione di circa quaranta miliardi di euro. Non è un titolo di nicchia, non è un’opportunità nascosta in un angolo dimenticato dei listini europei: è una società ampiamente seguita, coperta da venti analisti, con un modello di business che chiunque nel settore healthcare conosce bene.

Eppure anche lei quota con uno sconto significativo rispetto alla stima del valore equo. Morningstar attribuisce a Siemens Healthineers un fair value di 63 euro e cinque stelle di rating, con un «wide moat» fondato sulla forza del brand nella diagnostica, sulle barriere tecnologiche e sul ciclo di sostituzione delle apparecchiature ospedaliere che favorisce i player con installata di riferimento. Il titolo quota intorno ai 33-34 euro, con uno sconto che oscilla tra il trentacinque e il quaranta percento rispetto a quella stima.

La ragione della penalizzazione è più industriale che regolatorio-giudiziaria. La Cina, che è uno dei mercati più importanti per i device di imaging di fascia alta, sta attraversando una fase di contrazione della spesa ospedaliera dopo anni di investimenti accelerati. Siemens Healthineers è esposta a questo ciclo più di molti concorrenti, e il mercato ha reagito con una compressione del titolo che si è protratta per diversi trimestri. Il management ha inoltre tagliato la guidance sui ricavi 2026, portando la previsione di crescita dal cinque-sei percento al quattro virgola cinque-cinque percento, e i risultati del secondo trimestre hanno mancato le stime sia sul fatturato che sull’utile per azione.

Ma qui si vede la differenza rispetto al caso Edenred: la debolezza di Siemens Healthineers è ciclica, non strutturale. Il mercato cinese della diagnostica non è andato perso; è rallentato. Il posizionamento tecnologico del gruppo nella risonanza magnetica, nella TAC e nel PET-CT non è stato eroso; ha subito pressioni di prezzo temporanee. Il franchising industriale è intatto.

Ed è probabilmente per questo che il consensus degli analisti su Siemens Healthineers è tra i più netti tra i titoli europei a grande capitalizzazione: quindici Buy, cinque Hold, nessun Sell su venti analisti coperti. Il prezzo obiettivo medio si attesta intorno ai 49-55 euro, con un’implicazione di upside vicina al cinquanta percento rispetto ai prezzi correnti. È un segnale forte: chi segue il titolo professionalmente e ha accesso alle call con il management non ha cambiato idea sulla tesi strutturale, nonostante le delusioni trimestrali.

Il multiplo è più alto di quello di Edenred, con un P/E che dipende dalla fonte consultata ma che si colloca comunque tra le diciotto e le ventidue volte, lontano dai livelli «da distressed» della società francese. Il che significa che chi compra Siemens Healthineers non sta facendo value investing puro: sta pagando una qualità industriale che ritiene ancora sottovalutata rispetto al potenziale di lungo periodo.

Mettere i due casi a confronto

Il parallelismo tra Edenred e Siemens Healthineers funziona proprio perché le due società condividono la diagnosi, ma non la terapia. Entrambe hanno un vantaggio competitivo riconosciuto dagli analisti fondamentali. Entrambe quotano con uno sconto importante rispetto al valore intrinseco stimato. Entrambe hanno un consensus analitico orientato al Buy. Eppure rappresentano due rischi molto diversi e due profili d’investitore altrettanto distinti.

Edenred è il titolo per chi accetta di stare in bilico su questioni regolatori e legali in evoluzione, convinto che il mercato stia esagerando nella punizione e che il business sottostante abbia le spalle abbastanza larghe da assorbire i colpi senza cedere strutturalmente. Lo sconto è estremo sui multipli e il potenziale di rialzo, se le cose si normalizzano, è proporzionalmente ampio. Ma il rischio è specifico, concentrato, e non facilmente quantificabile finché i procedimenti italiani e le riforme brasiliane non trovano un punto di stabilizzazione.

Siemens Healthineers è il titolo per chi preferisce un rischio più industriale e ciclico, meno esposto a incognite giudiziarie. Il business è grande, diversificato geograficamente, e la debolezza cinese non è una novità che solo lei subisce: è una pressione di mercato condivisa dall’intero settore. La qualità del franchising è difficilmente contestabile, e il fatto che nessun analista tra i venti che seguono il titolo abbia un rating Sell dice qualcosa sulla fiducia di lungo periodo che la comunità finanziaria conserva.

Se dovesse prevalere un recupero guidato dalla normalizzazione dei rischi percepiti, Edenred avrebbe probabilmente il potenziale di apprezzamento più rapido, partendo da una base di valutazione più compressa. Se invece il mercato dovesse premiare la qualità e la visibilità dei cash flow nel tempo, Siemens Healthineers offre una tesi più lineare e meno esposta a variabili esterne difficili da controllare.

Due titoli europei, due filosofie di investimento. La risposta giusta dipende da quanta incertezza si è disposti a portare in portafoglio, e per quanto tempo.