Lavoro: 1,8 milioni di posti disponibili in Italia, ma non sono occupati. Ecco perché

Lavoro: ci sono in Italia 1,8 milioni di posti disponibili, ma non vengono occupati e a spiegare perché è il presidente di ANPAL Domenico Parisi alla Camera. Lo stesso ha fornito i dati sul reddito di cittadinanza.

Lavoro: 1,8 milioni di posti disponibili in Italia, ma non sono occupati. Ecco perché

Lavoro: ci sono 1,8 milioni di posti disponibili in Italia, ma che non vengono occupati.

Il perché lo spiega colui che ha fornito anche i dati sul reddito di cittadinanza, Domenico Parisi, presidente dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), in audizione alla commissione Lavoro della Camera sui sistemi di protezione sociale dei lavoratori.

Parisi infatti non ha parlato solo degli 1,8 milioni di posti di lavoro in Italia che non sono però occupati per mancanza di professionalità, ma anche del reddito di cittadinanza (proprio oggi INPS ha informato sulla data del pagamento del primo mese di rinnovo) e della situazione dell’occupazione dei beneficiari soffermandosi anche sulla centralità dei Navigator.

Vediamo cosa ha detto e perché quei posti di lavoro disponibili non sono occupati nel nostro Paese e in piena emergenza Covid.

Lavoro: ecco perché ci sono 1,8 milioni di posti disponibili non occupati

Lavoro: ci sono 1,8 milioni di posti disponibili in Italia a detta di Parisi, ma che non sono coperti per mancanza di professionalità. Non ci sono pertanto competenze disponibili nella forza lavoro del nostro Paese secondo Parisi di ANPAL per far sì che quegli 1,8 milioni di posti vengano occupati. Mancherebbero le middle skills vale a dire le competenze tra il diploma e la laurea.

Intervenuto alla Camera Parisi ha aggiunto che ANPAL vuole promuovere il modello delle industry accademy, un partenariato tra pubblico e privato proprio per colmare lo skill gap. In questo verrebbero coinvolti diversi attori su tutto il territorio nazionale e sarebbero pertanto: imprese, Centri per l’Impiego, Agenzie del Lavoro private, Consulenti del Lavoro e anche Università e Centri di formazione.

E per quanto riguarda i beneficiari del reddito di cittadinanza? Qual è la situazione degli occupati? Parisi è intervenuto anche sulla questione fornendo i numeri dopo quasi due anni di sussidio. Ricordiamo infatti che molti beneficiari hanno già terminato le prime 18 mensilità e chiesto il rinnovo.

Lavoro: occupati con il reddito di cittadinanza

Parisi ha comunicato che i percettori del reddito di cittadinanza che hanno trovato un lavoro da quando la misura è stata introdotta sono 352.068 a fronte di 1.369.779 cittadini tenuti alla stipula del Patto per il Lavoro, si tratta pertanto del 25,7%. In particolare al 31 ottobre i titolari di reddito di cittadinanza con ancora un lavoro erano 192.851. In particolare informa Parisi che:

  • il 15,4% dei beneficiari ha stipulato contratti di lavoro a tempo indeterminato;
  • il 4,1% un contratto di apprendistato;
  • il 65% un contratto di lavoro a termine;
  • il resto contratti di collaborazione o anche intermittenti.

Per quanto concerne i contratti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione:

  • il 69,8% ha una durata inferiore ai 6 mesi;
  • il 20,9% tra i 7 ed i 12 mesi;
  • il 9,3% supera i 12 mesi.

Sempre ANPAL evidenzia che 55.000 beneficiari circa hanno ottenuto un contratto per professione non qualificata, mentre oltre 48.000 sono stati occupati con lavoro qualificato nella ristorazione per esempio e nelle attività ricettive.

ANPAL evidenzia anche la situazione delle regioni e tra coloro che hanno ottenuto un lavoro:

  • il 47,5% dei beneficiari sono nella provincia di Trento;
  • il 35,8% in Veneto;
  • il 37% in Emilia Romagna;
  • il 31,1% in Lombardia;
  • il 24,1% in Calabria;
  • il 19,2% in Sicilia;
  • il 19% in Campania.

Queste ultime tre regioni sono sotto la media nazionale che è del 25,7%.

Non solo dati sul lavoro e il reddito di cittadinanza, posti occupati e liberi per mancanza di qualifica della forza lavoro, perché Parisi ha parlato anche di Navigator.

Il presidente di ANPAL li ha descritti come essenziali, figure che dovrebbero essere impiegate nei Centri per l’Impiego non solo per il reddito di cittadinanza. Secondo Parisi il contratto dei Navigator dovrebbe essere prorogato almeno per un altro anno. Assunti con un contratto di collaborazione lo stesso infatti scade ad aprile 2021.

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