Token a 0,09$. la rivoluzione dell’intelligenza artificiale che può cambiare anche gli stipendi.
Una nuova logica economica sta emergendo nel mondo dell’intelligenza artificiale, e potrebbe ridefinire in profondità il modo in cui aziende e mercati valutano il valore generato dalle macchine. Al centro di questa visione c’è Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, che ha recentemente delineato un futuro costruito attorno alla produzione, al consumo e alla monetizzazione dei token.
L’idea, promossa con forza durante l’evento annuale del gruppo, parte da un presupposto semplice ma potente: i token rappresentano l’unità fondamentale di output dei modelli linguistici avanzati. Per dare un ordine di grandezza, servono circa 1.300 token per generare 1.000 parole di testo. In questa prospettiva, il parametro chiave diventa il costo per token, destinato a trasformarsi nella metrica centrale per valutare efficienza e redditività dei sistemi di intelligenza artificiale.
Non è difficile comprendere perché questa narrativa sia così funzionale agli interessi di Nvidia. In un contesto in cui Wall Street mostra segnali di nervosismo per gli elevati investimenti richiesti dall’AI e per la crescente concorrenza, spostare l’attenzione sui token consente di semplificare il quadro: finché la domanda supera l’offerta e i chip dell’azienda riescono a produrre token al costo più basso possibile, il modello regge. [...]
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