In un contesto di guerra e instabilità economica, le banche ucraine stanno dimostrando una sorprendente resilienza, offrendo spunti utili al governo di Volodymyr Zelenskiy su come gestire il settore finanziario e le imprese statali.
Nei mesi scorsi, Mikael Björknert, alla guida della più grande banca del paese, PrivatBank, ha aperto alcune filiali al pubblico non per attrarre nuovi clienti, ma per offrire riscaldamento a chi era rimasto senza energia a causa dei missili russi. Questo gesto simboleggia come, anche in tempi difficili, il settore bancario ucraino mantenga un legame con la società.
PrivatBank detiene il 37% dei depositi bancari ucraini. Nonostante i prestiti in sofferenza (NPL) rappresentino ancora il 45% del portafoglio, si tratta di un calo significativo rispetto al 70% di gennaio 2022, prima della nazionalizzazione della banca. Björknert sottolinea che la maggior parte di questi NPL risale al periodo in cui la banca era controllata dagli oligarchi Igor Kolomoisky e Gennadiy Bogolyubov. Una volta depurato questo retaggio, il rapporto NPL reale sul resto del portafoglio scende al 4,9%.
A novembre, il London High Court ha ordinato a Kolomoisky e Bogolyubov di risarcire PrivatBank per oltre 3 miliardi di dollari, un passo che potrebbe ridurre ulteriormente i prestiti in sofferenza.
Sergii Naumov, CEO di Oschadbank, seconda banca più grande dell’Ucraina, attribuisce la solidità del settore a diversi fattori. Primo, il sostegno finanziario occidentale ha permesso a Kyiv di perseguire politiche macroeconomiche prudenti, finanziando la spesa pubblica anche in tempo di guerra. Secondo, la guerra ha rafforzato l’importanza di una banca centrale indipendente. Andriy Pyshny, governatore della National Bank of Ukraine dal 2022, era stato presidente e CEO di Oschadbank dal 2014 al 2020, contribuendo a rafforzare la gestione bancaria.
Inoltre, la popolazione mobilitata dallo sforzo bellico ha modificato le proprie abitudini creditizie: il mancato rimborso dei prestiti non è più tollerato come pratica comune. Il credito a piccole e medie imprese è in crescita: nei primi nove mesi del 2025, i prestiti alle famiglie sono aumentati del 21%, mentre quelli alle imprese del 17%, compresi i monopoli statali colpiti dalla guerra nei settori energetico e dei trasporti.
Nonostante la crescita dei prestiti, le banche faticano a impiegare i depositi. A ottobre, PrivatBank aveva 16 miliardi di dollari in depositi a fronte di un portafoglio prestiti di poco più di 3 miliardi. Questo porta le banche a finanziare in larga parte il governo, approfittando dei tassi elevati della banca centrale (15,5%), mentre i depositi al dettaglio rendono circa il 10%.
Il settore beneficia anche della fiducia internazionale e del monitoraggio da parte di istituzioni come IMF, World Bank ed EBRD. La governance delle banche statali è regolamentata: due terzi dei membri dei consigli devono essere indipendenti e i CEO hanno mandati di tre-cinque anni rinnovabili una sola volta.
La resilienza del settore bancario può servire come modello per Volodymyr Zelenskiy. Un governo forte e indipendente, supportato da istituzioni trasparenti, può rassicurare i donatori occidentali e ridurre la corruzione. Negli ultimi mesi, il settore energetico ha mostrato cosa non fare: la gestione di Energoatom, la compagnia nucleare statale, è stata coinvolta in scandali per corruzione dopo interferenze governative.
Mantenere l’indipendenza della banca centrale ha già portato benefici evidenti: l’inflazione è scesa dall’9% del 2021 all’8%, proteggendo il settore finanziario da intrusioni politiche indesiderate. Zelenskiy potrebbe estendere questo modello ad altri settori statali, favorendo trasparenza, stabilità e fiducia degli investitori.
In definitiva, le banche ucraine mostrano che anche in condizioni estreme è possibile combinare resilienza, gestione prudente e trasparenza. PrivatBank, Oschadbank e le altre istituzioni finanziarie offrono un esempio concreto di come il rigore e l’indipendenza possano sostenere l’economia, anche sotto la pressione della guerra.