Prima della guerra in Ucraina, la Federazione russa rappresentava il «terzo mondo» nel campo dei droni.
Ora, dopo oltre tre anni di guerra, lo scenario è drasticamente cambiato. Grazie al conflitto in corso, infatti, Mosca sta consolidando una superiorità nella cosiddetta «guerra dei droni». Motivo? Con una produzione industriale su larga scala, upgrade tecnologici con intelligenza artificiale (IA) e un approccio basato sul volume, la Federazione russa sta sopraffacendo le difese aeree ucraine.
Come ha sottolineato l’Atlantic Councilin un’analisi - non certo una la Pravda - inizialmente dipendente dai droni iraniani Shahed, la Russia ha rapidamente internalizzato la produzione. «Mosca dipendeva inizialmente dall’Iran per la fornitura di droni Shahed, ma ha presto stabilito impianti di produzione domestici in Tatarstan e altrove. Queste fabbriche di droni avrebbero importato lavoratori dall’Africa e dall’Asia e ora producono più di 5.000 droni al mese» scrive il think-tank americano.
La Russia e gli attacchi droni senza precedenti
Questa capacità industriale permette alla Russia di lanciare attacchi su scala senza precedenti. Durante la primavera e l’inizio dell’estate 2025, le città ucraine hanno subito bombardamenti record, con ondate di oltre 500 droni in una sola notte. «Sulla base delle attuali traiettorie, gli analisti ucraini avvertono che attacchi aerei russi con 1.000 droni potrebbero presto diventare realtà» osserva l’Atlantic Council. Non è solo questione di quantità. I droni russi stanno evolvendo in sistemi autonomi e letali. «I droni d’attacco russi hanno subito una serie di aggiornamenti. Ad esempio, alcuni modelli recentemente intercettati incorporano tecnologie di intelligenza artificiale che consentono loro di operare in modo autonomo, mentre la maggior parte ha testate più grandi ed è in grado di volare a quote molto più elevate, rendendoli molto più difficili da intercettare». L’IA permette voli indipendenti, eludendo la guerra elettronica ucraina. Le testate più pesanti colpiscono infrastrutture critiche; le quote elevate sfuggono ai radar. Questo rende i droni russi non solo strumenti di ricognizione, ma vere e proprie armi strategiche.
La strategia russa
Come nota The National Interest, i sistemi aerei senza pilota hanno aggiunto un livello di complessità senza precedenti alle operazioni di terra in Ucraina. Ucraini e russi, minuto dopo minuto, tengono d’occhio il cielo, in ascolto di quel rumore sinistro che annuncia un drone in caccia. Le contromisure variano in efficacia: anche quando intercettazioni cinetiche o guerre elettroniche funzionano, non bastano, dato che entrambe le parti impiegano centinaia di UAS al giorno per cacciare truppe nemiche, colpire obiettivi militari e infrastrutturali chiave o effettuare ricognizioni suò terreno.
Per questo, le forze in campo devono spesso tornare a metodi più tradizionali e antichi per celare i propri movimenti. Come osserva l’Institute for the Study of War (ISW) in un recente aggiornamento intelligence: «Le forze russe sembrano condurre assalti meccanizzati più ampi durante condizioni di pioggia e nebbia, che complicano le operazioni dei droni ucraini».
Maskirovka: l’arte russa dell’Inganno
La tradizione russa della Maskirovka – l’inganno militare – ha una lunga storia di successi. Gli ucraini hanno usato i droni con grande efficacia per individuare e colpire concentrazioni di blindati e veicoli russi. Di norma, prima di un attacco meccanizzato contro posizioni ucraine, le forze di Mosca radunano asset come carri armati da battaglia principali, veicoli da combattimento della fanteria, trasporti truppe corazzati, camion tattici e pezzi di artiglieria.
Ora, gli assalti meccanizzati russi su larga scala coincidono sistematicamente con condizioni meteorologiche avverse: forti piogge e fitte nebbie che riducono la visibilità e limitano l’operatività dei droni ucraini. Questo approccio non solo maschera i movimenti, ma riecheggia tattiche usate in conflitti passati, dalla Seconda Guerra Mondiale alle operazioni sovietiche in Afghanistan.
Oltre a sfruttare il maltempo, le forze russe stanno tentando di nuovo di condurre operazioni di armi combinate (combined arms). L’ISW nota: «Le forze russe potrebbero tornare a meccanizzati in aree dove la fanteria fatica ad avanzare». Gli ucraini combattono una campagna difensiva, creando roccaforti fortificate ovunque possibile. Gli assalti puramente di fanteria si rivelano inadeguati contro posizioni pesantemente trincerate, come i russi hanno dolorosamente appreso. Per massimizzare le probabilità di successo, soprattutto nel Donbas, Mosca prova limitate offensive di armi combinate: un pugno unico che integra fanteria, genieri da combattimento, artiglieria, supporto aereo, blindati e droni per sfondare le difese avversarie.Quando eseguite con efficacia, queste operazioni sono estremamente difficili da contrastare.
L’ISW suggerisce: «Queste unità potrebbero tornare a condurre assalti meccanizzati di fronte a posizione difensive ucraine più impegnative vicino a Shakhove, o potenzialmente dopo che le forze russe valutano che le difese ucraine siano logorate a seguito di settimane di assalti di fanteria russi».
Dalla linea di produzione in Tatarstan ai cieli nebbiosi del Donbas, la Russia sta quindi combattendo una guerra di droni su due livelli: uno industriale e tecnologico, per sopraffare con i numeri e l’IA, e uno tattico, per ingannare e adattarsi. Una combinazione che, per ora, sta dando ai russi un vantaggio difficile da contrastare.