La manipolazione del profilo di rischio: la madre di tutte le truffe finanziarie

Vincenzo Imperatore

13 Novembre 2024 - 07:02

Verifica e aggiorna il tuo profilo di rischio in banca per evitare prodotti non adatti e proteggere al meglio gli investimenti, mettendo così un freno alle pratiche degli intermediari finanziari.

La manipolazione del profilo di rischio: la madre di tutte le truffe finanziarie

«Cosa posso fare per difendermi dalla malafinanza?»

È la domanda più frequente che mi è stata posta negli ultimi dieci anni. Come racconto in Io so e ho le prove – 10 anni dopo(Chiarelettere), se desideriamo davvero capire come difenderci, dobbiamo compiere un primo fondamentale e inevitabile passo: recarsi in banca e chiedere di verificare (e, se necessario, modificare) il nostro profilo di rischio.

L’obiettivo è eliminare dalle mani delle banche lo strumento che consente loro di proporre e vendere al cliente il prodotto che intendono collocare, tutelandosi con un «paracadute» in caso di eventuali contestazioni.
Se il cittadino medio prestasse maggiore attenzione al proprio profilo di rischio, potrebbe evitare molti problemi con le banche.
Le mie denunce e le cronache degli ultimi dieci anni, che un giorno diventeranno storia, hanno dimostrato che la madre di tutte le truffe finanziarie è stata la manipolazione dei profili di rischio da parte degli intermediari finanziari. Non esiste scandalo finanziario che non abbia all’origine tale alterazione. Dunque, concentrati e seguimi.
Ma cos’è il profilo di rischio?

La direttiva comunitaria sui servizi di investimento, in vigore dal 2007 e conosciuta come MiFID (Market in Financial Instruments Directive), richiede che le banche, per ogni cliente e per ogni prodotto offerto, valutino obbligatoriamente l’adeguatezza e l’appropriatezza del prodotto o servizio proposto.
La normativa stabilisce che ogni banca proceda obbligatoriamente a una classificazione dei clienti basata sulle loro caratteristiche e competenze finanziarie, tracciando quindi un profilo di rischio o profilo finanziario.
Il profilo di rischio è una vera e propria «fotografia» dell’investitore, realizzata tramite un questionario chiamato Test di appropriatezza, che raccoglie e documenta i dati forniti dal cliente alla banca.
Il test è strutturato per adattarsi ai diversi livelli di rischio riconosciuti ai prodotti finanziari che si intende offrire o vendere.
Ma perché questa precauzione? Cosa fanno di solito le banche?

So per esperienza che il Test di adeguatezza (e di conseguenza il profilo di rischio) in numerosi casi non riflette l’effettiva situazione dell’investitore, ma quella che la banca, spesso in modo surrettizio, prepara per il cliente. Predispone il test precompilato con la «spunta» nelle caselle più convenienti per sé (come è accaduto a un mio assistito pochi giorni fa) e poi lo sottopone alla firma del cliente, tra le centinaia di documenti prodotti.
In pratica, le banche decidono autonomamente: «Che ne sai tu di titoli di Stato, obbligazioni strutturate, azioni o addirittura strumenti derivati? Lascia fare a noi.»
Così, le banche si preparano la «base» necessaria per collocare e vendere prodotti come obbligazioni subordinate, polizze assicurative, diamanti, swap su tassi di interesse e azioni delle stesse banche a seguito di aumenti di capitale. In altri termini prodotti non coerenti con il profilo del risparmiatore.
Ma cosa deve fare il cliente?

Ecco un «To Do» di difesa in tre punti che può trasformare il rapporto tra banca e cliente:

1. Andate in banca e chiedete di verificare il vostro profilo di rischio.

2. Se notate (anche con l’aiuto di consulenti indipendenti) che non rispecchia il vostro profilo di rischio, richiedetene la modifica, adeguandolo alle vostre effettive caratteristiche di investitore.

3. In questo modo, la banca non potrà più offrirvi e vendervi, in futuro, prodotti che non avreste mai voluto acquistare.

Reagite: in questo Paese, tendiamo troppo spesso a pensare che la responsabilità dello status quo sia di qualcun altro. Ma il cambiamento passa, molte volte, da ciascuno di noi. Altrimenti, non lamentiamoci.