OpenAI valuta tagli drastici ai prezzi dei token in risposta al successo economico di Claude di Anthropic. Ecco come le aziende possono sfruttare la guerra dei prezzi nel mercato AI enterprise.
OpenAI starebbe valutando una significativa riduzione dei prezzi dei propri modelli di intelligenza artificiale per difendersi da Anthropic. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, apre uno scenario inedito nel mercato dell’AI enterprise: una possibile guerra dei prezzi tra i due principali protagonisti del settore, con implicazioni rilevanti per le aziende che hanno già integrato questi strumenti all’interno dei loro processi operativi.
Il modello di fatturazione dell’intelligenza artificiale si basa sui token, l’unità di misura utilizzata per quantificare il consumo dei modelli linguistici. OpenAI starebbe valutando tagli consistenti su questo fronte, anticipando interventi analoghi che si aspetta da Anthropic. Lo stesso CEO di OpenAI, Sam Altman, ha riconosciuto pubblicamente il problema: i costi sono diventati un “problema enorme” per i clienti enterprise e l’azienda intende offrire “più valore a un costo inferiore”.
La pressione sui colossi tecnologici arriva direttamente dal mercato. Basti pensare ad Uber, che avrebbe già esaurito l’intero budget 2026 destinato all’AI agentica - ossia quella in grado di operare con elevati livelli di autonomia - mentre diverse aziende hanno iniziato a limitare l’accesso agli strumenti AI dopo aver registrato un’impennata dei costi senza un ritorno economico misurabile. In uno degli episodi più citati dai media, il CFO di un’azienda avrebbe persino accumulato in un solo mese fatture per 500 milioni di dollari legate all’utilizzo di Claude, il modello di punta di Anthropic.
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La competizione tra le due aziende è già entrata in una fase di forte accelerazione. Anthropic ha registrato una crescita esplosiva dei ricavi grazie a Claude Code, il suo strumento di programmazione assistita diventato rapidamente popolare tra gli sviluppatori software. Un successo tale che avrebbe contribuito a spingere la valutazione della società oltre quella di OpenAI per la prima volta. OpenAI ha risposto con Codex, la propria piattaforma dedicata allo sviluppo software assistito dall’AI, oggi al centro della strategia commerciale dell’azienda.
Entrambe le società avrebbero inoltre presentato in via riservata la documentazione per una futura quotazione in borsa nello stesso periodo: OpenAI con una valutazione stimata di 852 miliardi di dollari, Anthropic con una valutazione vicina ai 965 miliardi. Si tratta di una scommessa ad alto rischio: ridurre i prezzi significa comprimere ulteriormente i margini di aziende che già bruciano miliardi di dollari all’anno per sostenere i costi di infrastrutture e data center.ì. Eppure nessuna delle due sembra potersi permettere di restare immobile, pena il rischio di perdere quote di mercato in vista dell’IPO.
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Come le aziende possono sfruttare la guerra dei prezzi sull’AI
Per le imprese che già utilizzano - o stanno valutando di adottare - strumenti di intelligenza artificiale, questo scenario potrebbe tradursi in opportunità concrete.
- Il primo vantaggio è di natura negoziale: una maggiore concorrenza tra fornitori rende più semplice ottenere condizioni economiche favorevoli, soprattutto in presenza di volumi elevati. Le aziende con contratti in scadenza o in fase di rinnovo possono sfruttare questo contesto per rafforzare il proprio potere contrattuale.
- Il secondo elemento riguarda la governance dei costi. L’episodio delle fatture da 500 milioni di dollari rappresenta un caso estremo, ma il fenomeno del cosiddetto “tokenmaxxing”, ovvero l’utilizzo indiscriminato di token senza una chiara logica di ritorno sull’investimento, è già al centro del dibattito nella Silicon Valley. Le organizzazioni che intendono beneficiare della riduzione dei prezzi dovrebbero innanzitutto dotarsi di strumenti di monitoraggio dei consumi e di criteri chiari per distinguere gli utilizzi ad alto valore aggiunto da quelli inefficienti.
- Infine, il terzo aspetto è di natura strategica: l’intercambiabilità dei modelli di OpenAI e Anthropic, indicata da diversi investitori come un rischio strutturale per i fornitori, si traduce invece in un vantaggio per i clienti enterprise. Le aziende non vincolate da accordi pluriennali possono infatti passare da un fornitore all’altro con relativa facilità, rafforzando il proprio potere negoziale in un mercato destinato a diventare sempre più competitivo.
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