La diversificazione del portafoglio con gli ETF, spiegato bene

Guido Giaume

29 Gennaio 2024 - 07:00

Un indice che pondera le azioni in base alla capitalizzazione di mercato offre una sicurezza. Tuttavia, ciò può portare a comperare titoli sopravvalutati.

La diversificazione del portafoglio con gli ETF, spiegato bene

Ricordate questo grafico?

Wirecard Wirecard Andamento del titolo

Ve l’ho mostrato la settimana scorsa. Raffigura l’azione Wirecard, parte del DAX 30, che ha subito un tracollo nel 2020.
Un colosso tecnologico di primaria grandezza è crollato come Parmalat o l’Argentina.

La domanda cruciale è: può l’investitore evitare un disastro? Abbiamo visto che una diversificazione inefficiente avrebbe già potuto proteggere anche se solo parzialmente, mentre un ETF sul DAX avrebbe offerto una difesa decisamente efficiente.

Quindi, come diversificare in modo intelligente? Come dico spesso sul mio canale YouTube “Finanza Serena” acquistare un ETF è il modo più semplice, ma è bene comprendere il funzionamento di questi strumenti per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

La settimana scorsa ho dimostrato che per investire bene è essenziale monitorare come i pesi del tuo portafoglio cambiano nel tempo. Altrimenti, se uno dei tuoi investimenti ha un rendimento eccezionale, il tuo futuro sarà vincolato alle sorti di quel singolo titolo, cosa che può risultare rischiosa per la tua stabilità finanziaria.
La suddivisione del portafoglio di un ETF solitamente segue una media. Ad esempio, il Dow Jones 30 adotta un approccio spartano, assegnando lo stesso peso a ogni titolo. Altri indici e quindi altri ETF invece, possono utilizzare la capitalizzazione ponderata, che tiene conto del valore totale delle azioni in circolazione.

Per comprendere meglio la capitalizzazione ponderata, consideriamo un mercato con sole due azioni: Apple e Xerox.

Apple - Xerox Apple - Xerox Capitalizzazione ponderata

Capite che se facciamo un indice a capitalizzazione ponderata se Apple sale o scende trascina dietro tutto il mercato. E se invece facciamo un indice come quello del DJ30 se Xerox sale - anche se è una pulce - fa salire l’indice di Borsa. Quindi quando vediamo un certo indice che sale occorre sapere come è fatto per capire quanto è buona o cattiva la notizia del suo movimento.

E per portare la questione all’attualità sarebbe stato opportuno un annetto fa farsi la domanda: in un contesto di tassi crescenti con maggiori oneri finanziari per l’industria, sarà più vantaggioso investire nell’indice tedesco che ha più industriali o quello italiano che ha più banche?

Ma torniamo a noi. Genericamente un indice che pondera le azioni in base alla capitalizzazione di mercato offre una sicurezza maggiore eliminando le aziende dalla composizione se perdono la loro centralità economica. Tuttavia, ciò può portare a comperare titoli sopravvalutati, come nel caso dello S&P 500 dove i primi titoli sembrano piuttosto cari e gli altri invece non lo sono.

Gli ETF gestiscono automaticamente queste dinamiche ed è una grande comodità, ma comportano la necessità di “acquistare a pacchetto”, senza possibilità di discriminare in modo più fine. Questo diventa un compito per i professionisti.

Per oggi concludiamo qui, ma la magia più grande degli ETF deve ancora essere svelata…

Nel frattempo se avete osservazioni o domande non esitate a propormele!