Tutto congiura per spingere il prezzo dell’oro ancora più su. I possibili tagli dei tassi da parte della Fed, il dollaro debole, le tensioni geopolitiche e la corsa agli acquisti da parte delle Banche centrali di mezzo mondo, con quelle dei Paesi emergenti assai attente nei suoi confronti, puntando così a una copertura rispetto al calo del biglietto verde, determinano ancora una volta una situazione molto favorevole per il gold.
Questa l’impostazione grafica del suo contratto future in base all’andamento degli ultimi giorni:
| Trend | Rialzista da inizio 2024 |
| Ultima quotazione di chiusura seduta (venerdì 12/9/25) | 3.684,4 Usd (quasi sui massimi storici) |
| Resistenza grafica | 3.715 Usd |
| Supporto grafico | 3.452,8 Usd |
Si noti un aspetto importante: dal 22 agosto si sono susseguite 14 sedute positive contro 2 timidamente negative. Chi avesse impostato una strategia di acquisto basata su un Etc a leva avrebbe conseguito formidabili performance positive.
Per esempio, il Wisdomtree Gold Daily Leveraged – a leva 3 – da inizio anno ha messo a segno il +102,8% e solo nell’ultimo mese il +24,7%. Ora è consigliabile un po’ di prudenza, dato un così prolungato rush. Ciò non esclude che gli operatori professionali restino ancora positivi rispetto all’andamento nei prossimi 12 mesi, con target sui 3.800-3.900 Usd, sebbene ci sia chi ipotizzi i 4.000 e addirittura i 5.000 Usd entro il 2028. Qualcuno tuttavia è prudente e suppone un leggero calo nel breve/medio periodo, consigliando di porre degli stop loss correlati ai prezzi con cui i singoli investitori si siano collocati sul metallo prezioso. Il problema però è un altro: come puntare – in questa fase – sull’oro? La scelta dello strumento utilizzato diventa infatti sempre più decisiva per ottimizzare le possibili ulteriori plusvalenze.
Meglio un Etc o l’oro fisico?
La domanda in realtà non è corretta, perché ci sono altre strade percorribili, fra cui quella dello stesso oro fisco mediante Etc. Inoltre il commercio del settore ha attivato forme aggiuntive, spesso ignorate dai piccoli e medi investitori. È il caso allora di entrare in questo mondo per identificare la soluzione giudicata più idonea da chi voglia trattare l’oro, tanto più in una fase complessa ed esasperata delle quotazioni quale l’attuale.
L’Etc
Spesso erroneamente identificato come Etf, è il classico strumento finanziario con cui si investe sulle materie prime e quindi anche sull’oro. Quotato in Borsa, consente di puntare sulla singola commodity replicando l’andamento del relativo contratto future.
Punti forti
La liquidità e l’immediatezza di realizzo di acquisto e vendita: si opera in Borsa come per qualsiasi azione o bond. C’è inoltre la disponibilità di Etc a leva sia rialzisti sia ribassisti (da saper però gestire, il che non è semplice)
Punti deboli
Rischio emittente in caso di insolvenza della stessa società, al contrario di quanto avviene con gli Etf, che hanno una struttura giuridica diversa. In alcune condizioni di mercato si possono poi manifestare disallineamenti fra quotazioni del metallo e del relativo contratto future e quindi dell’Etc
L’Etc con sottostante oro fisico
È un’evoluzione rispetto al classico Etc. Si basa infatti sul sottostante possesso appunto fisico del metallo (il che non avviene invece per altre commodities difficili da stoccare), detenuto in caveau specializzati, che solitamente sono in Inghilterra o in Svizzera.
Punti forti
C’è la garanzia di investire sull’oro fisico, che si detiene in una quota rapportata all’importo impegnato. Inoltre la quotazione di un Etc fisico può essere facilmente verificabile, in quanto è dato dal prezzo corrente della commodity sottostante, moltiplicato per la quantità specifica detenuta e diviso per il tasso di cambio Usd/Eur. Si consideri poi che ci sono anche Etc a cambio coperto sul dollaro, il che riduce i rischi di andamento negativo del biglietto verde.
Punti deboli
Perché si detiene un Etc fisico? Per la garanzia del sottostante oro fisico. Nel caso però di ipotetico default dell’emittente occorrerebbe entrare in possesso dell’oro appunto e l’eventualità appare più complessa di quanto si creda. Si determinerebbero inoltre delle implicazioni fiscali. Non c’è (per fortuna) una casistica su questa evenienza
L’Etf
Si è detto che l’Etc non è un Etf ma ci sono anche degli Etf sull’oro. In tal caso il sottostante non è il gold ma lo sono le società che operano nella sua estrazione. Si tratta quindi di uno strumento azionario puro, che replica un settore molto volatile e talvolta anticipatore di successivi trend del metallo prezioso.
Punti forti
È un modo per diversificare gli investimenti sull’oro. Esistono inoltre Etf che replicano le società leader oppure quelle minori, il che incrementa ancor più una differenziazione fra gli asset su cui si può puntare
Punti deboli C’è una correlazione con l’oro ma bassa perché si tratta di azionario che risente anche delle dinamiche dei mercati in generale. I business sottostanti si riferiscono a Paesi (e quindi valute) molto diversi
L’oro fisico
Lingotti, lingottini, monete e oggetti in oro: c’è solo l’imbarazzo della scelta. È evidente come la soluzione più praticata sia quella dei lingottini, facilmente commerciabili utilizzando però commercianti di cui bisogna conoscere la serietà.
Punti forti
È il classico investimento di lungo e lunghissimo periodo: si acquistano e poi si detengono fino a quando si ha necessità di venderli. Solitamente vengono accompagnati da certificati di autenticità, che bisogna conservare. Per chi è contrario ai mercati finanziari ecco la risposta giusta in ottica di indipendenza totale da questi ultimi
Punti deboli
Lo spread – cioè la differenza – di prezzo fra quello in acquisto e quello in vendita si amplia e in alcuni casi non di poco per i lingottini, poiché c’è un intermediario che naturalmente vuole guadagnare sulla transazione. Vanno detenuti in un luogo sicuro: meglio di tutti la cassetta di sicurezza di una banca. Ciò implica lungaggini e costi. Infine non sono frazionabili ed è quindi preferibile evitare taglie rilevanti. Attenzione poi all’aspetto fiscale: se si maturano alla vendita delle plusvalenze vanno dichiarate e sono soggette ad aliquota 26%
Il conto corrente in oro
In questo caso l’intermediario utilizzato – società indipendenti attive nel commercio di metalli preziosi - acquista effettivamente oro (lingotti o monete) e lo conserva nei suoi caveau. Perché lo si chiama conto corrente? Perché viene gestito appunto come quello del cash da parte di una banca. Qui il valore del denaro è ancorato all’oro anziché a un sistema monetario convenzionale.
Punti forti
Si gestisce appunto come un conto corrente, consentendo di controllare l’andamento dell’investimento in tempo reale online o via app. Questa formula piace a chi non vuole utilizzare banche o comunque intermediari finanziari
Punti deboli
C’è il rischio controparte. Chi gestisce poi gli aspetti fiscali? Inevitabilmente l’investitore e non la banca come avviene nel caso degli strumenti finanziari. Attenzione, infine, ai costi di gestione/deposito, talvolta elevati
In conclusione
Le soluzioni per investire in oro sono davvero tante, ben più di quanto avvenga per altre commodities o per gli asset finanziari. Si adattano alle diverse propensioni al rischio e soprattutto alla visione che si ha sul collocamento (di breve o di lungo periodo) e sull’intermediario da utilizzare. Ciò complica un po’ le cose ma chi punta sul gold questo lo sa, trasformandosi talvolta da investitore in detentore su estesi lassi di tempo. In quest’ultimo caso è la presunta assenza di rischi il solo fattore di cui si tiene conto. È davvero così? Ciascuno si dia la sua risposta. Le grandi Banche centrali ci credono ancora, mentre i piccoli investitori stanno cominciando a portare a casa i super profitti.