Il panorama del commercio globale sta vivendo un nuovo capitolo nell’eterna battaglia tra produttori asiatici e marchi di lusso occidentali.
Nelle ultime settimane, TikTok è stato invaso da video di presunti produttori cinesi che invitano gli americani a «saltare l’intermediario» e acquistare direttamente da loro, in risposta ai nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump.
I video, che hanno accumulato milioni di visualizzazioni, mostrano persone che si presentano come dipendenti di fabbriche cinesi mentre rivelano quello che definiscono «il segreto del lusso»: prodotti realizzati in Cina, poi spediti in Italia solo per l’aggiunta di un logo e una scatola che garantisce l’etichetta «Made in Italy».
«Perché pagare 1.000 dollari per una borsa quando puoi avere lo stesso prodotto direttamente da noi per 50 dollari?», è il messaggio ricorrente in questi contenuti virali. Un creator, che si fa chiamare @senbags2, ha ottenuto milioni di visualizzazioni mostrando file di borse simili a modelli Hermès, Chanel e Gucci.
Gli esperti ritengono che questa ondata di video rappresenti un tentativo da parte di produttori di articoli contraffatti di sfruttare la confusione generata dai recenti annunci sui dazi.
In un video che ha raccolto quasi 10 milioni di visualizzazioni, una creatrice sostiene di poter vendere leggings provenienti dallo stesso produttore di Lululemon a 5-6 dollari, invece dei 100 dollari richiesti nei negozi americani. «Il materiale e la lavorazione sono praticamente identici perché provengono dalla stessa linea di produzione», afferma nel video.
Le case di moda respingono fermamente queste affermazioni. Hermès, ad esempio, secondo i suoi bilanci finanziari, non impiega personale in Cina. Louis Vuitton ha ripetutamente dichiarato di non produrre in Cina. In almeno un caso, un video falsamente attribuiva a un fornitore la produzione per Lululemon.
Questa controversia emerge in un momento già delicato per l’industria del lusso. Proprio oggi, le azioni di LVMH sono crollate del 5,2% dopo aver registrato un calo del 3% nelle vendite del primo trimestre, ben al di sotto delle previsioni degli analisti che si aspettavano una crescita del 2%.
Il fenomeno ha innescato un ampio dibattito sulla percezione dei prodotti cinesi. Un popolare video inizia con la frase: «Alcuni dicono che, finché c’è un’etichetta con scritto ’Made in China’, la borsa non potrà mai essere di lusso», sostenendo poi che oltre l’80% delle borse di lusso nel mondo sono realizzate in Cina.
Per chi ha investimenti nel settore del lusso, questa tendenza merita particolare attenzione. Ecco alcuni suggerimenti pratici:
- Guardare oltre le fluttuazioni a breve termine: Le reazioni immediate del mercato ai fenomeni virali come questo tendono ad essere esagerate. I marchi di lusso consolidati hanno superato sfide simili in passato.
- Valutare la forza dei marchi: Le aziende con un’identità di marca più forte e una clientela fedele hanno maggiori probabilità di resistere a queste pressioni. Marchi come Hermès, con liste d’attesa per i loro prodotti più prestigiosi, mostrano una resilienza superiore.
- Considerare la diversificazione geografica: I gruppi del lusso con una presenza ben distribuita tra mercati diversi potrebbero essere meglio posizionati per assorbire l’impatto di eventuali cambiamenti nelle abitudini di acquisto americane.
- Monitorare i dati reali delle vendite: Anziché farsi influenzare dal rumore sui social media, prestare attenzione ai prossimi rapporti trimestrali per valutare se questa tendenza sta effettivamente erodendo le vendite.
- Osservare le strategie di adattamento: I marchi che investono in autenticazione digitale, esperienze in negozio uniche e narrativa trasparente sulla provenienza dei prodotti potrebbero rafforzare la loro posizione competitiva in questo nuovo scenario.
Con l’aumento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, questa battaglia sui social media rappresenta non solo uno scontro commerciale, ma anche una sfida alla percezione di valore che i consumatori attribuiscono ai beni di lusso. Resta da vedere se questa strategia porterà a un cambiamento nelle abitudini di acquisto degli americani o se i marchi di lusso tradizionali riusciranno a difendere il loro status esclusivo.