L’Iran perde 160 milioni di dollari al giorno. Il bluff dello Stretto di Hormuz è crollato

Francesco Simoncelli

29 Aprile 2026 - 14:43

Gli USA producono più petrolio di Arabia Saudita e Russia insieme: l’Iran è ormai irrilevante.

L’Iran perde 160 milioni di dollari al giorno. Il bluff dello Stretto di Hormuz è crollato

Per mezzo secolo lo Stretto di Hormuz è stato l’arma dell’Iran; oggi è il suo cappio. I principi matematici dell’energia si sono capovolti e con essi l’equilibrio del potere coercitivo nel Golfo Persico.La strategia di deterrenza implicita dell’Iran era di natura geografica e si estendeva dalle guerre alle petroliere negli anni ’80 alle tensioni legate alle sanzioni negli anni 2010.

Quasi il 20% del petrolio trasportato via mare a livello mondiale, e una quota simile di gas naturale liquefatto, transita attraverso lo Stretto di Hormuz. La formula era semplice: qualsiasi confronto militare che minacciasse il regime di Teheran rischiava di provocare una chiusura che avrebbe bloccato gli scambi commerciali, fatto impennare i prezzi del greggio, danneggiato i consumatori occidentali e, soprattutto, inflitto gravi danni agli Stati Uniti, che erano il maggiore importatore di petrolio al mondo.

Lo Stretto di Hormuz fungeva da polizza assicurativa per Teheran e da suo più potente strumento di negoziazione. La minaccia si basava sulla convinzione del regime di poter bloccare chiunque tranne le proprie esportazioni. Il regime iraniano ha rivelato la sua più grande debolezza minacciando costantemente di danneggiare l’economia mondiale attraverso la chiusura dello Stretto di Hormuz. In realtà una chiusura totale avrebbe l’impatto più grave sull’Iran. [...]

Money

Questo articolo è riservato agli abbonati

Abbonati ora

Accedi ai contenuti riservati

Navighi con pubblicità ridotta

Ottieni sconti su prodotti e servizi

Disdici quando vuoi

Sei già iscritto? Clicca qui

​ ​
SONDAGGIO

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.