L’Europa senza slancio vede la recessione. Il motivo in questi dati

Violetta Silvestri

15 Dicembre 2023 - 12:46

I dati aggiornati indicano un finale di anno cupo per l’Eurozona, con la recessione data quasi per certa. Cosa sta succedendo alla regione europea e alle sue due nazioni più potenti?

L’Europa senza slancio vede la recessione. Il motivo in questi dati

Il rallentamento dell’attività economica dell’Eurozona si è accentuato oltre le attese a dicembre, secondo i dati Pmi che indicano la recessione per l’economia del blocco.

Il declino è stato generalizzato, con un deterioramento dell’attività sia in Germania che in Francia, così come nei servizi e nel manifatturiero. I dati si aggiungono alle previsioni aggiornate dalla Bce ieri, nelle quali la crescita è stata rivista al ribasso e con un sentiment negativo nel breve termine.

Lo scorso trimestre, inoltre, il Pil dell’Eurozona si è contratto dello 0,1%. L’indice PMI, considerato un buon indicatore della salute economica, suggerisce che l’attività è ora diminuita in ogni mese di questo trimestre. Ciò segnerebbe due trimestri consecutivi di contrazione economica, rispondendo alla definizione tecnica di recessione.

Il 2023 sta quindi per chiudersi all’insegna della crisi per i Paesi a moneta unica. L’assenza di slancio dell’attività produttiva e dei servizi potrebbe continuare ancora nei primi mesi del 2024, quando - tra le altre dinamiche - la Bce non intende abbassare i tassi di interesse.

Europa verso la recessione: i dati condannano la regione alla crisi

Il Pmi composito preliminare in Eurozona dell’HCOB, compilato da S&P Global, è sceso a 47,0 questo mese da 47,6 di novembre, segnando il suo settimo mese al di sotto del livello 50 che separa crescita dalla contrazione.

“Il calo del Pmi composito della zona euro a dicembre fornisce un’ulteriore prova del fatto che l’economia è in recessione, ha affermato Andrew Kenningham di Capital Economics.

Non solo, il Pmi per il settore dei servizi del blocco è diminuito a 48,1 da 48,7, molto al di sotto della previsione del sondaggio Reuters di un aumento a 49,0.

“Ciò conferma la nostra aspettativa che l’economia dell’area euro continuerà a contrarsi nel quarto trimestre”, ha sottolineato Christoph Weil della Commerzbank.

La domanda di servizi è nuovamente scesa poiché i consumatori con più debiti e colpiti dai costi di finanziamento record della Bce hanno speso meno. Anche le fabbriche nell’unione monetaria hanno avuto un altro mese deludente. Il Pmi manifatturiero è rimasto stabile ai 44,2 di novembre, mancando le previsioni del sondaggio Reuters per 44,6 e attestandosi per il diciottesimo mese di seguito sotto i 50.

Le aziende della zona euro non vedono un grande miglioramento in tempi brevi e hanno ridotto il personale per il secondo mese. L’indice composito dell’occupazione era al minimo di tre anni pari a 49,6, poco meno del 49,7 di novembre.

“I dati dipingono un quadro scoraggiante poiché l’economia della zona euro non riesce a mostrare alcun chiaro segno di ripresa, ha affermato Cyrus de la Rubia, capo economista della Banca commerciale di Amburgo. “La probabilità che l’Eurozona entri in recessione a partire dal terzo trimestre resta notevolmente elevata”.

I numeri – che hanno anche mostrato che gli afflussi di nuovi affari sono diminuiti drasticamente – coincidono con indicatori e dati secondo i quali la contrazione della regione nei tre mesi fino a settembre si ripeterà nell’ultimo periodo dell’anno.

Brutte notizie da Francia e Germania

Analogamente alla tendenza generale, i Pmi separati per Germania e Francia hanno mostrato che le previsioni per una recessione sono sempre più verosimili nelle due maggiori economie dell’Eurozona.

La geopolitica, la riluttanza alla spesa dei consumatori e la battaglia della Bc contro l’inflazione sono stati citati come ragioni della performance modesta in Germania. Anche l’incertezza sulle finanze pubbliche del Paese, dopo che una storica sentenza della Corte Costituzionale ha scatenato una crisi di bilancio, potrebbe aver pesato sull’attività, ha affermato S&P Global.

C’è un “numero crescente di aziende che segnalano una riduzione della produzione sia nel settore dei servizi che in quello manifatturiero”, ha affermato de la Rubia. “Ciò conferma la nostra previsione di un secondo trimestre consecutivo di crescita negativa entro la fine dell’anno, trainata dal settore manifatturiero”.

In aggiunta a questo quadro a tinte fosche, la Bundesbank ha previsto che la Germania crescerà a malapena nel 2024 dopo la contrazione di quest’anno, con la domanda dall’estero debole, i sussidi statali per la transizione verde n frenata e gli alti tassi di interesse che persistono.

I dati francesi, nel frattempo, indicano una contrazione dello 0,2% nell’ultimo trimestre dell’anno, ha affermato S&P Global. Ciò farebbe seguito a un calo dello 0,1% nei tre mesi fino a settembre.

“L’economia francese sta sprofondando nel pantano della recessione”, ha affermato Tariq Kamal Chaudhry, economista della Hamburg Commercial Bank. I partecipanti al sondaggio attribuiscono livelli di attività più bassi alle deboli condizioni della domanda, al ridotto potere d’acquisto e alla lentezza generale dell’economia – non una buona notizia per la crescita di fine anno

Giovedì l’agenzia statistica francese Insee si è mostrata più ottimista, prevedendo una stagnazione negli ultimi tre mesi di quest’anno. Si prevede un’espansione di appena lo 0,2% in ciascuno dei primi due trimestri del 2024.

Le premesse sono di un inizio 2024 poco incoraggiante per l’Eurozona. La recessione è uno spettro ancora in agguato.

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