L’annuncio delle guardie rivoluzionarie dell’Iran. Nel mirino diverse società USA, ecco a che ora partiranno gli attacchi. L’avvertimento ai dipendenti: lasciate gli uffici.
Mentre i mercati brindano tutti alle parole del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump relative a una possibile fine della guerra in Iran nell’arco di poche settimana, dai pasdaran di Teheran arriva una grande minaccia che affossa le speranze di pace.
Le guardie rivoluzionarie dell’Iran hanno infatti annunciato con un messaggio su Telegram tradotto da Google e riportato dalla CNBC di essere pronte ad attaccare le sedi in Medio Oriente di diverse società USA, incluse le BIG Tech Nvidia, Microsoft, Google, Apple.
L’Iran pronta a colpire sedi di diverse società USA in Medio Oriente. I pasdaran annunciano data e ora
La lista è lunga e comprende in tutto 18 nomi di aziende tech che l’Iran ha detto di considerare “target legittimi” da colpire, sulla scia degli attacchi sferrati da Israele e Stati Uniti.
Nel messaggio i pasdaran hanno indicato l’ora e il giorno precisi in cui partiranno le aggressioni.
Gli attacchi sono imminenti, visto che l’annuncio segnala che gli attacchi prenderanno il via alle 20 ora locale di Teheran di oggi, mercoledì 1° aprile 2026 (le 18.30 ora in Italia).
Non ’solo’ Google, Apple, Microsoft. Gli altri nomi della black list
Oltre a quelli di Nvidia, Microsoft, Google, Apple, nella black list dell’Iran compaiono i seguenti nomi di società USA che dovrebbero essere colpite oggi, tra qualche ora:
- Cisco
- HP
- Intel
- Oracle
- IBM
- Dell
- Palantir
- JP Morgan
- Tesla
- GE
- Spire Solutions
- Boeing
La minaccia di Teheran contro gli USA: “per ogni uccisione, una socuetà USA sarà distrutta”
“A partire da ora in avanti, per ogni uccisione, una società americana sarà distrutta ”, si legge nel canale di Telegram delle guardie rivoluzionarie IRGC (acronimo di Islamic Revolutionary Guard Corps).
Non sarebbe il primo attacco dell’Iran contro le Big Tech USA.
Agli inizi di marzo - qualche giorno dopo l’inizio della guerra USA-Iran che si fa risalire al 28 febbraio scorso - droni e missili dell’Iran hanno messo infatti nel mirino, colpendoli, i data center di Amazon Web Services, divisione del gigante americano Amazon, situati negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrain.
Gli attacchi hanno provocato incendi e danni agli impianti, interrompendo anche i servizi cloud nell’area.
I pasdaran avevano minacciato di colpire le Big Tech USA già alla metà di marzo, quando la stessa agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva pubblicato un elenco di 30 nomi di aziende tecnologiche operative nel Medio Oriente.
Le aziende erano state definite alla stregua di “ infrastrutture tecnologiche nemiche ”.
Dopo l’attacco contro Amazon, che ha provocato disagi importanti, le APP sono tornate a funzionare.
Il precedente Amazon, per ora nessuna scossa per le azioni quotate a Wall Street
Il precedente Amazon ha portato tuttavia diversi colossi hi-tech a valutare l’opzione di spostare i loro server, nell’ambito di una guerra che conferma come le stesse infrastrutture digitali, a causa della loro importanza, siano diventate obiettivi militari.
Per ora le azioni delle società USA incluse nella lista nera non accusano alcun colpo particolare a Wall Street.
La CNBC ha riportato intanto il comunicato di Intel che, ha riferito che “la sicurezza e il benessere del nostro team sono la nostra priorità numero uno” e che “stiamo adottando misure volte a tutelare e a sostenere i nostri dipendenti e i nostri centri in Medio Oriente, monitorando attentamente la situazione”.
La CNBC ha contattato tutte le società incluse nella lista. Microsoft, Google e JPMorgan hanno preferito non commentare.
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