L’altra guerra di Zelensky: lo scontro interno per il potere

Roberto Vivaldelli

3 Novembre 2025 - 07:12

Arresti, processi e critiche per un’autorità sempre più accentrata: l’ombra di Yermak e il rischio di una svolta autoritaria in Ucraina.

L’altra guerra di Zelensky: lo scontro interno per il potere

Mentre l’Ucraina lancia una controffensiva disperata per rompere l’accerchiamento russo su Pokrovsk, operazione a cui - stando a Kiev - avrebbe preso parte anche il generale e capo dell’intelligence Kyrylo Budanov, il presidente Volodymyr Zelensky viene duramente criticato da uno dei più importanti giornali europei, Politico.

L’arresto e il processo per appropriazione indebita contro Volodymyr Kudrytskyi, ex capo di Ukrenergo, la società statale per l’energia elettrica, è visto da oppositori e attivisti come l’ennesimo esempio di «lawfare» – l’uso del sistema giudiziario per silenziare critici e rivali. A ciò si aggiunge il ruolo dominante di Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale, accusato di monopolizzare il potere e minare le istituzioni democratiche.

Critiche contro la svolta autoritaria di Zelensky

Kudrytskyi, che ha gestito con successo la rete elettrica ucraina durante quasi quattro anni di invasione russa su larga scala, è stato costretto alle dimissioni nel 2024. Secondo quanto riportato da POLITICO, al momento del licenziamento, Kudrytskyi ha dichiarato di essere vittima della «centralizzazione incessante dell’autorità» perseguita da Zelensky e Yermak.

«Temo che individui corrotti finiscano per prendere il controllo della società statale», aveva detto Kudrytskyi a Politico. La settimana scorsa, Kudrytskyi è comparso in un’aula di tribunale a Kiev, in una cabina di vetro, accusato di appropriazione indebita per un contratto autorizzato sette anni fa come vicedirettore agli investimenti di Ukrenergo. Il subappaltatore non ha mai iniziato i lavori, e Ukrenergo ha recuperato l’anticipo versato.

L’attivista anti-corruzione Daria Kaleniuk, presente all’udienza di due ore, ha definito il caso «politico». «Il procuratore non ha dimostrato che Kudrytskyi abbia beneficiato materialmente in alcun modo» dal contratto incompiuto, ha spiegato Kaleniuk, aggiungendo che le accuse suonavano «ancora più strane».Anche l’oppositrice Inna Sovsun ha espresso dubbi: «Non c’è alcuna prova che [Kudrytskyi] si sia arricchito». Sovsun si è offerta come garante per la cauzione, insieme ad altri due parlamentari, ma il giudice ha imposto una cauzione di 325.000 dollari per liberarlo dalla detenzione preventiva. Un consigliere senior ucraino, anonimo, ha difeso il caso: «La gente dovrebbe aspettare l’udienza completa».

«Monopolizza il potere»

Critici come il deputato oppositore Mykola Knyazhitskiy temono che queste azioni mirino a «ripulire il campo dai concorrenti» in vista di possibili elezioni nel 2025, in caso di cessate il fuoco. Petro Poroshenko, predecessore di Zelensky, è stato sanzionato e accusato di corruzione quest’anno, un passo che potrebbe impedirgli di candidarsi. Poroshenko ha accusato Zelensky di «autoritarismo strisciante» e di voler «rimuovere qualsiasi concorrente dal panorama politico». Kaleniuk ha aggiunto che il presidente e il suo entourage usano la guerra per «monopolizzare il potere a tal punto da minacciare la democrazia del paese». Ivanna Klympush-Tsintsadze, ex vicepremier, ha definito il caso «preoccupante da ogni angolazione», soprattutto con l’Ucraina che chiede più aiuti energetici all’Europa.

Chi è Yermak

Il ruolo di Andriy Yermak appare piuttosto controverso. Secondo The American Conservative, Yermak è diventato «potente quanto il presidente ucraino, se non di più» dall’invasione del 2022.

Controlla il flusso di informazioni verso l’Occidente, impone una linea negoziale dura e marginalizza figure chiave come il capo dell’intelligence Kyrylo Budanov. Yermak ha «marchiato i critici di Zelensky come agenti russi, weaponizzato istituzioni governative contro nemici politici domestici, ostacolato la campagna anti-corruzione e, secondo i critici, creato un nuovo sistema oligarchico».Ex avvocato e produttore cinematografico, Yermak ha trasformato la sua posizione in un «collo di bottiglia» del governo. «Non c’è più un percorso verso Zelensky che non passi per Yermak», ha detto un ex capo dello staff presidenziale. Kaleniuk ha denunciato: «Non abbiamo un Consiglio dei ministri funzionante. Invece, abbiamo un quasi-Consiglio guidato da Yermak, che controlla l’agenda del presidente e l’accesso al presidente stesso».