Iva agevolata ristrutturazioni e beni significativi: nuova circolare delle Entrate

Iva agevolata ristrutturazioni: nuovi chiarimenti sui beni significativi alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Ecco la circolare n. 15/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 12 luglio.

Iva agevolata ristrutturazioni e beni significativi: nuova circolare delle Entrate

Iva agevolata ristrutturazioni: arrivano nuovi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/E del 12 luglio 2018.

In particolare, la circolare si occupa dell’applicazione dell’Iva al 10% sui beni significativi, anche alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 e dalla norma di interpretazione autentica circa la modalità determinazione del valore di tali beni.

Sugli oneri che concorrono alla produzione dei beni significativi, autonomamente funzionali rispetto al manufatto principale, è possibile beneficiare dell’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

In virtù dei chiarimenti contenuti nella nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate, tale beneficio si estende anche a tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di sicurezza.

Iva agevolata ristrutturazioni e beni significativi: la circolare n. 15/E/2018

La circolare n. 15/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 12 luglio 2018, che di seguito si allega, parte dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio in merito alla definizione e alla determinazione del valore dei beni significativi per i quali si applica l’IVA agevolata al 10%.

Agenzia delle Entrate - circolare n. 15/E del 12 luglio 2018
La disciplina dei beni significativi alla luce della norma di interpretazione autentica dell’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, introdotta dall’articolo 1, comma 19, della legge 27 dicembre 2017, n. 205

L’aliquota IVA al 10 per cento, nel caso di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, si applica anche sul valore delle cessioni e prestazioni dei beni significativi, “fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi”.

L’individuazioni dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell’ambito di lavori di ristrutturazione si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale.

Il valore del bene significativo da assoggettare con IVA al 10% (che non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni) è quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti, tenuto conto degli oneri che concorrono alla produzione dei beni, delle materie prime e della manodopera.

Al netto delle novità introdotte dalla norma di interpretazione autentica contenuta in Legge di Bilancio 2018, per l’individuazione dei beni significativi deve essere preso a riferimento l’elenco “tassativo” contenuto nel DM del 29 dicembre 1999:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • videocitofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza.

Tuttavia, la circolare n. 15/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate specifica che l’elenco dei beni significativi deve essere inteso nel loro significato generico e non tecnico.

Ad esempio, quindi, sono classificabili come beni significativi anche quelli che hanno la medesima funzionalità di quelli menzionati nell’elenco citato, ma che per specifiche caratteristiche e/o per esigenze di carattere commerciale assumono una diversa denominazione, come la stufa a pellet utilizzata anche per il riscaldamento dell’acqua.

Esempi IVA al 10% sui beni significativi

La circolare dell’Agenzia delle Entrate prosegue con alcuni esempi sulla quantificazione del valore delle parti staccate del beni significativi e sull’autonomia funzionali di tali componenti rispetto al manufatto principale.

Le parti staccate dei beni significativi (rectius, il valore delle stesse), solo se connotate dalla loro autonomia funzionale rispetto al manufatto principale (rectius, bene significativo) non sono comprese nel valore del bene significativo, ai fini della verifica della quota di valore non soggetta ad aliquota nella misura del 10 per cento.

Diversamente, se la parte staccata concorre alla normale funzionalità dei beni significativi ed è, dunque, priva di una propria autonomia funzionale, la stessa deve essere considerata parte integrante dei medesimi beni. In quest’ultimo caso, il valore della parte staccata deve confluire, ai fini della determinazione del limite cui applicare l’aliquota IVA del 10 per cento, nel valore dei beni significativi.

Alla luce dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate, vengono forniti alcuni esempi, ovvero la disciplina IVA prevista in caso di installazione di tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di sicurezza.

Tali sistemi, oscuranti o protettivi, sono generalmente autonomi rispetto agli infissi e il loro costo non viene attratto da quello di questi ultimi. Ma, nel caso in cui le tapparelle (o gli altri sistemi oscuranti) o le zanzariere siano strutturalmente integrate negli infissi, il loro valore, ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata, confluisce in quello dei beni significativi. Grate e inferriate, invece, sono sempre autonome e vanno in ogni caso al 10 per cento.

Iva sui beni significativi, norma retroattiva con clausola di salvaguardia

La norma di interpretazione autentica sull’applicazione dell’Iva al 10% sui beni significativi ha valore retroattivo, con la conseguenza che le eventuali contestazioni aventi ad oggetto un comportamento rivelatosi poi corretto in forza della norma in parola, andranno abbandonate, fatto salvo il limite dei rapporti esauriti, intendendosi per tali quelli per cui sia intervenuto un giudicato o un atto amministrativo definito.

La novella normativa prevede inoltre una clausola di salvaguardia in base alla
quale:

“Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in
vigore della presente legge. Non si fa luogo al rimborso dell’imposta sul valore
aggiunto applicata sulle operazioni effettuate ”.

Pertanto non saranno contestati e sanzionati comportamenti difformi tenuti fino al 31 dicembre 2017 e, allo stesso modo, resta precluso il rimborso d’imposta.

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