Italia taglia le tasse sui carburanti, Germania le aumenta: lo scontro sulla crisi energetica che divide l’Europa.
Un’economia di mercato solida dispiega la sua massima capacità di assorbimento proprio durante gli shock esterni. In quei casi i policymaker dovrebbero rimanere inerti, poiché le nubi della tempesta di solito si diradano da sole, in linea con il principio che i prezzi elevati sono la cura per i prezzi elevati. Questo, ovviamente, si applica ai mercati energetici solo se i governi non si sono già tirati fuori dall’equazione attraverso interventi politici ben prima della crisi.
Per le economie europee, tuttavia, vale il contrario. Si tratta di sistemi eccessivamente regolamentati, gravati da un estenuante carico fiscale e strutturalmente fragili, in grado a malapena di attivare efficaci meccanismi di assorbimento degli shock di fronte alla crisi iraniana. Gli alti prezzi dell’energia colpiscono incessantemente e le risposte politiche nazionali divergono nettamente tra le diverse giurisdizioni europee.Politica
La premier italiana Giorgia Meloni ha reagito prontamente alla situazione critica dei prezzi del carburante nel Paese. A seguito di una decisione del Consiglio dei Ministri del 18 marzo, è entrata in vigore per decreto una riduzione delle accise sui carburanti, applicabile sia alla benzina che al diesel. Secondo fonti governative si prevede una riduzione dei prezzi di 25 centesimi al litro, generalizzata per famiglie, imprese e tutti gli operatori del mercato. [...]
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