Italia, terra di fusioni e acquisizioni bancarie. Ecco come approfittarne con gli ETF

R. F.

9 Agosto 2024 - 10:15

Rispetto ai picchi 2014-2015 quando il rapporto npl/crediti era al 18,8% mediamente, nel 2022 siamo scesi al 3,4% medio di sistema. Un eccellente trend di aumento della qualità del credito.

Italia, terra di fusioni e acquisizioni bancarie. Ecco come approfittarne con gli ETF

L’Italia sembra un terreno fertile per una serie di mega-accordi di fusione nel settore bancario.
Al fine di competere ad armi pari con le banche americane e del sud-est asiatico, i politici europei hanno desiderato da molti anni a questa parte banche più grandi in tutto il continente.

E l’Italia potrebbe essere sul punto di esaudire il loro desiderio con un round di fusioni e acquisizioni, proprio nel 2025, secondo alcuni analisti.
Dieci anni fa il sistema bancario italiano veniva visto con sufficienza, o con sospetto.
Tuttavia oggi, a distanza di anni, dopo la crisi del debito sovrano nella UE (2010), dopo la crisi Lehman nel 2008 (che non colpì più di tanto le banche italiane) e un salvataggio governativo per Banca Monte dei Paschi (BMPS) che l’ha salvata dal collasso, molti stanno guardando al settore bancario italiano con occhi nuovi.

Se si valutano le singole banche in Italia, è difficile non credere che qualcosa accadrà, direi, nei prossimi 12 mesi circa. Il loro Roe (return on equity) è un po’ sotto quello delle banche europee, ma se guardiamo al Price/book (prezzo diviso il valore di libro, cioè il prezzo diviso il patrimonio netto per ogni azione ) e anche al dividend yield (tasso di dividendo) le banche italiane offrono notevoli opportunità.

Dobbiamo anche contare sul fatto che in questi anni molto è stato fatto in Italia per diminuire le sofferenze (i prestiti inesigibili, altrimenti detti NPL, Non Performing Loans) che sono stati in massima parte ceduti ad operatori qualificati del settore, e infatti il rapporto sofferenze /impieghi è decisamente migliorato rispetto a 10 anni fa. Secondo uno studio di KPMG, rispetto ai picchi 2014-2015 quando il rapporto NPL/crediti era al 18,8% mediamente, nel 2022 siamo scesi al 3,4% medio di sistema. Un eccellente trend di aumento della qualità del credito, non c’è che dire.
C’è poi Monte dei Paschi.
BMPS è stata riabilitata e necessita di una nuova privatizzazione, anche se credo che il governo italiano favorirà la cessione ad un’altra banca italiana, per far rimanere Monte dei Paschi in territorio italiano, ed evitare quei dolorosi licenziamenti qualora la banca senese venisse acquistata da una banca europea.

Se parliamo poi di UniCredit ora è seduta su una pila relativamente grande di eccesso di capitale, come ha recentemente affermato Orcel.
UniCredit, in particolare, continua a sorprendere i mercati con alcun trimestrali stellari. Ha guadagnato 8,6 miliardi di euro l’anno scorso (in crescita del 54% anno su anno), premiando gli investitori tramite riacquisti di azioni e dividendi.
Nel frattempo, BMPS, che è stata salvata nel 2017 per 4 miliardi di euro, come detto sopra, deve alla fine tornare in mani private in base a un accordo con la UE e il governo italiano. Parlando a marzo 2024, se vi ricordate, il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha affermato che «c’è un impegno specifico» con la Commissione europea sulla cessione della quota governativa in BMPS.

Ad ogni modo, nonostante il recente consolidamento del sistema bancario italiano, che ha coinvolto Intesa-Ubi, BPER-Carige e Banco Popolare-Bpm, permane un numero significativo di banche attive in italia e una eccessiva frammentazione a livello degli istituti di medie dimensioni.
UniCredit, BMPS e alcune banche di medie dimensioni potrebbero svolgere un ruolo nel potenziale futuro consolidamento del settore bancario in Italia, con UniCredit come predatore (ma non di BMPS, visto che Orcel ha abbandonato l’ipotesi anni fa) e Monte dei Paschi come preda.
Al di là delle fusioni ed acquisizioni, le banche italiane sono però da comprare (soprattutto dopo lo scivolone di questi giorni) per il loro tasso di dividendo.

Faccio alcuni esempi dei tassi di rendimento lordi a 1 anno da dividendo (dividendo/prezzo), con i prezzi dell’8 agosto rilevati alle 13:00 e con simulazione di dividendo futuro uguale a quello dell’anno passato per ogni istituto di credito:

  • Banca Intesa 8.50%
  • UniCredit 5.30%
  • Banco Bpm 9.60%
  • Bper 6.30%
  • Popolare Sondrio 8.90%
  • Mediobanca 7.30%
  • BMPS 4.93%

Sono numeri che in altre banche europee non troviamo.
Quindi le banche italiane convengono sia dal punto di vista della generosità per gli azionisti e sia per l’appeal speculativo, perchè coinvolte in processi di fusioni e acquisizioni che nel 2025 le renderanno protagoniste del mercato azionario italiano.
Senza investire direttamente nelle azioni, se volete un prodotto già diversificato al suo interno c’è un ETF sulle banche italiane molto interessante.

Si tratta del Wisdom Tree FTSE MIB Banks (ISIN: IE00BYMB4Q22) che nel 2021 ha reso un +40%, nel 2022 (annus horribilis delle borse) +4% e nel 2023 +39,8 … e dal 1° gennaio 2024 ad oggi 8 agosto 2024 sta facendo un onorevole +33%.

Unico difetto? Non è molto grande: si tratta di un ETF con soli 12 milioni di asset, chi lo compra quindi non deve farci trading, ma applicare una mentalità da cassettista, che male non fa.
Con l’ausilio dell’ insostituibile database Bloomberg, qui in basso ho rappresentato - partendo da zero il 1.1.2021 - la performance relativa 1.1.21-8.8.24 dell’ETF in questione, raffrontandola con la performance del sottosettore banche dello Stoxx 600 europeo e con l’indice di borsa FTSEMIB, dalla quale si evidenzia chiaramente la sovraperformance relativa di Wisdom Tree ETF.

PERFORMANCE COMPARATA DELL'ETF ITBL (LINEA BIANCA) CON IL SETTORE BANCHE EUROPEE DELL' EUROSTOXX600 (LINEA GIALLA) E CON L' INDICE DI BORSA ITALIANA FTSEMIB (LINEA ARANCIONE) DAL 4.1. 2021 ALL' 8.8.2024 PERFORMANCE COMPARATA DELL’ETF ITBL (LINEA BIANCA) CON IL SETTORE BANCHE EUROPEE DELL’ EUROSTOXX600 (LINEA GIALLA) E CON L’ INDICE DI BORSA ITALIANA FTSEMIB (LINEA ARANCIONE) DAL 4.1. 2021 ALL’ 8.8.2024 FONTE: BLOOMBERG

Una più esaustiva analisi dell’ETF in questione, specializzato nelle banche italiane, la potete trovare su MorningStar.

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