Italia rischia nuovo blocco? Mezzo mondo in lockdown

Il coronavirus viaggia nel mondo a ritmi preoccupanti, costringendo molti Paesi a reintrodurre misure di lockdown. Uno scenario che spaventa anche l’Italia.

Italia rischia nuovo blocco? Mezzo mondo in lockdown

Cosa rischia l’Italia in questa delicata fase del coronavirus nel mondo? Con i casi che aumentano a ritmi record, molti Paesi hanno reintrodotto lockdown e misure restrittive per contenere la diffusione dei contagi.

Il nostro Paese ha appena prorogato le misure anti-contagio considerate fondamentali per non abbassare la guardia, e discuterà al più presto sulla possibilità di estendere lo stato di emergenza di ulteriori tre mesi.

L’allarme pandemia, quindi, è ancora alto e l’ombra del lockdown sta avanzando in tante zone del mondo. Dall’Europa all’Asia fino alle Americhe, mezzo mondo è in (semi)lockdown. Uno scenario che fa tremare l’Italia, uscita da poco da tre mesi da incubo.

Nuovi lockdown nel mondo: ecco dove

Con oltre 13 milioni di contagiati e più di 570.000 morti, il virus viaggia veloce nel mondo. Per questo, in diverse città si sta tornando al blocco severo o totale delle persone e delle attività economiche.

Negli USA, gli Stati del sud come la Florida e il Texas sono diventati i nuovi epicentri dell’epidemia. La California, lo stato più popoloso, ha reimposto le restrizioni alle imprese e agli spazi pubblici.

Melbourne, in Australia, ha introdotto un nuovo blocco di sei settimane dopo che una seconda ondata di casi ha superato il primo picco della città registrato alla fine di marzo.

La Catalogna ha imposto un rigoroso ordine di restare a casa per 15 giorni nella città di Lleida e in sette altre località vicine.

Nel Regno Unito, Leicester è diventata la prima città a essere chiusa in un blocco locale molto severo dopo che i funzionari della sanità pubblica hanno espresso preoccupazione per l’allarmante aumento della dei casi COVID-19 all’inizio di luglio.

Sono state imposte di nuovo chiusure, per esempio delle moschee, a Teheran e l’India si sta attrezzando per l’impennata di casi giornalieri. Nella ragione settentrionale del Bihar, che ha una popolazione di 125 milioni, è stato ordinato un nuovo blocco di 15 giorni per combattere il coronavirus.

In America Latina, colpita in modo grave dal coronavirus, dal 15 luglio la capitale venezuelana Caracas entra in lockdown per almeno due settimane e in Colombia, a Bogotà sono state imposte misure di blocco per alcune attività commerciali.

Coronavirus Italia: tutto sotto controllo?

I numeri italiani sull’andamento epidemiologico fanno ben sperare. Nel bollettino del 14 luglio, per esempio, i nuovi positivi sono stati 114 e i morti 17. Attualmente, sono 68 le persone ricoverate in terapia intensiva.

Cifre rincuoranti rispetto a mesi fa, ma abbassare la guardia non è ancora consentito. Lo ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza in Parlamento, ottenendo il via libera per la proroga delle misure di prevenzione quali obbligo di mascherine nei luoghi chiusi e divieto di assembramento.

Il nostro Paese, infatti, non può dirsi ancora fuori pericolo, soprattutto perché inserito in un quadro epidemiologico europeo e mondiale ancora molto preoccupante. Non a caso la lista di Stati considerati pericolosi per l’Italia si è allargata e tanti degli ultimi casi di positività e di focolai di luglio sono stati causati da contagi di importazione.

Bangladesh, India e Paesi balcanici sono nel mirino di un severo monitoraggio da parte delle autorità italiane.

Per questo, pur in mezzo a tanti dubbi e critiche politiche, si è fatta strada la possibilità di estendere lo stato di emergenza oltre la scadenza del 31 luglio. In questo modo sarebbe più facile e rapida l’imposizione di nuove restrizioni laddove fosse necessario per la salvaguardia della salute pubblica.

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