Ci sono possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 che si terranno negli Stati Uniti? Dopo la sconfitta con la Bosnia le speranze degli italiani si spostano sull’Iran.
Italia ripescata ai mondiali se…?
La cocente delusione per la sconfitta ai rigori contro la Bosnia e l’esclusione per la terza edizione consecutiva dalla possibilità di partecipare ai mondiali di calcio che quest’anno verranno ospitati dagli Stati Uniti, fatica ad essere accettata ed è per questo che nelle ultime ore sono in aumento le ricerche rispetto alla possibilità che l’Italia possa essere ripescata.
Proprio oggi, 1 aprile, non mancano tra l’altro gli scherzi di chi vuole approfittare di questa attenzione per fare qualche lettura in più, giocando però con i “sentimenti” di chi ha visto infrangere il sogno di partecipare a un mondiale. Il tema, infatti, è diventato rapidamente virale: tra ipotesi vari e interpretazioni del regolamento, in molti stanno cercando di capire se esista davvero uno spiraglio, anche minimo, per rientrare in corsa.
Ma ci sono davvero ancora possibilità di partecipare al prossimo mondiale di calcio? Assolutamente no, d’altronde l’unica nazione che nelle ultime settimane è stata indicata come “in bilico”, l’Iran, dovrebbe mantenere regolarmente il posto conquistato, fermo restando comunque che una sua eventuale esclusione non comporterebbe automaticamente il ripescaggio dell’Italia.
Cosa succede se l’Iran si ritira?
Dopo la sconfitta contro la Bosnia si è tornato a parlare, seppur in modo molto limitato, di un possibile ripescaggio. L’ipotesi più citata riguarda proprio un eventuale ritiro di una nazionale già qualificata, come l’Iran, scenario che aprirebbe un vuoto nel tabellone del Mondiale 2026 e che, almeno sulla carta, potrebbe rimettere in discussione alcuni equilibri.
Tuttavia, è bene chiarire un punto fondamentale: il regolamento non prevede alcun automatismo. In caso di posto vacante, la decisione spetterebbe comunque alla Fifa, che può scegliere come intervenire sulla base di diversi criteri e valutazioni.
Questo significa che non esiste alcuna regola che garantisca il ripescaggio di una squadra esclusa nelle qualificazioni, neppure se si tratta di una nazionale di primo livello come l’Italia. Le opzioni sul tavolo potrebbero essere diverse: dalla scelta di una squadra appartenente alla stessa confederazione dell’Iran fino a una valutazione più ampia basata sul ranking internazionale o su criteri sportivi stabiliti caso per caso.
Di conseguenza, anche nell’ipotesi - che come vedremo di seguito è già di per sé remota - di un ritiro dell’Iran, l’Italia non sarebbe automaticamente la candidata principale. Si tratterebbe comunque di una decisione discrezionale, non di un diritto acquisito.
L’Iran non si ritira: niente ripescaggio per l’Italia
Va comunque detto che, allo stato attuale, non ci sono segnali di un ritiro dell’Iran dal Mondiale. Anzi, le indicazioni più recenti vanno nella direzione opposta e contribuiscono a spegnere ulteriormente le speranze dell’Italia.
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha infatti ribadito in modo chiaro che la nazionale iraniana prenderà parte alla competizione e che le partite si disputeranno regolarmente nelle sedi previste dal calendario ufficiale.
Le tensioni geopolitiche e le polemiche legate alla sede delle gare, con le partite previste negli Stati Uniti, avevano alimentato qualche dubbio nelle scorse settimane, ma dalle interlocuzioni tra le parti sono arrivate rassicurazioni. Anche i dirigenti della federazione iraniana hanno confermato l’intenzione di attenersi alle decisioni della Fifa, ribadendo che ciò che conta è il rispetto delle regole e degli impegni presi.
Questo elemento è decisivo perché, di fatto, chiude anche l’unico scenario che avrebbe potuto, almeno teoricamente, riaprire i giochi. Senza un ritiro ufficiale, infatti, non esiste alcun margine per interventi straordinari.
Per questo motivo, al di là delle suggestioni, la realtà resta molto chiara: non esistono oggi le condizioni che possano portare a un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026.
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