Italia: l’estate non sarà COVID-free. Le regioni peggiori

In Italia si prospetta un’estate all’insegna, ancora, del coronavirus. Il traguardo zero contagi è lontano. Il nostro Paese non sarà COVID-free, trainato da alcune regioni con positivi in aumento.

Italia: l'estate non sarà COVID-free. Le regioni peggiori

L’obiettivo estate COVID-free era ambizioso per l’Italia, ma in primavera c’erano ancora speranze di poterlo raggiungere. E studi scientifici avevano indicato anche le date regione per regione.

I dati degli ultimi giorni di luglio, però, confermano che il nostro Paese continuerà probabilmente a contare positivi e vittime per COVID-19 anche in questi mesi estivi.

In attesa della temuta e quasi certa nuova ondata autunnale, ci sono territori nazionali in cui l’indice di trasmissione dell’infezione è a livelli allarmanti.

Focolai, positivi importati dall’estero, contagi in luoghi di lavoro hanno condannato l’Italia a una estate all’insegna della massima prudenza. Ecco perché, probabilmente, non saranno vacanze COVID-free in Italia.

Italia: estate all’insegna del virus. Ecco perché

I dati di giovedì 16 luglio hanno suonato di nuovo l’allarme: il virus continua a circolare in Italia, con un balzo giornaliero che è stato di 230 contagiati, di più rispetto al giorno precedente.

Il numero dei decessi si è attestato a 20, una cifra bassa, che però conferma quanto ancora il coronavirus sia presente nel nostro territorio. Il fatto che ci siano più asintomatici e positivi tra gli under 18, inoltre, non rincuora affatto. Anzi, rende lo scenario estivo ancora incerto.

Sicuramente l’obiettivo annunciato in primavera di arrivare entro i mesi caldi delle vacanze a zero contagi in tutte le regioni non è stato raggiunto. Uno studio dell’Università Cattolica di Milano aveva addirittura previsto un’Italia COVID-free entro ferragosto, con il raggiungimento di zero positivi anche in Lombardia.

Qualcosa non ha funzionato? L’andamento epidemiologico è stato sempre monitorato, ma il coronavirus resta molto infettivo e le riaperture necessarie da maggio in poi non hanno giovato.

Nell’ultima settimana di luglio osservata i contagi nuovi hanno raggiunto quota 1.367. Sebbene i pochi ricoverati in terapia intensiva (circa 50) facciano ben sperare, il dato dei positivi non può essere trascurato.

Considerando gli assembramenti delle serate di movida, l’avvio delle vacanze, gli spostamenti tra regioni per le ferie e gli arrivi dall’estero (con l’allerta altissima per i casi di importazione) la conclusione è che l’Italia non sarà - molto probabilmente - COVID-free per l’estate.

Coronavirus: le regioni peggiori

Il focus sul coronavirus in Italia e sulle prospettive di un altro mese estivo è concentrato su almeno 6 regioni.

La Lombardia, innanzitutto, che continua a registrare la maggior parte di positivi su scala nazionale (oltre 400 tra il 10 e il 16 luglio), con Mantova sotto i riflettori dopo i contagi nel mattatoio.

Poi c’è il Lazio, dove l’indice di trasmissione contagi ha superato 1 già da giorni. La causa principale sono stati i focolai bengalesi che hanno travolto Roma e l’arrivo in aeroporto di altri stranieri positivi.

Anche il Veneto è tornato all’attenzione della cronaca contagi. Zaia ha puntato il dito contro i casi importati dall’Italia dell’Est. I Balcani, infatti, sono osservati speciali e il ministro Speranza ha dovuto vietare l’ingresso a Serbia, Montenegro e Kosovo.

Non solo, il centro migranti della Croce rossa a Jesolo ha registrato 43 positivi africani.

L’Emilia Romagna ha visto alzarsi la curva dei contagi a seguito dell’arrivo di stranieri positivi che lavorano nelle riviera romagnola e di focolai in centri lavorazione della carne e in aziende di logistica.

L’attenzione è tutta concentrata sull’indice di trasmissione del virus delle prossime settimane. Le regioni menzionate, comunque, rischiano di essere in bilico per tutta l’estate.

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Italia Coronavirus

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