Isolamento da covid? Ecco cosa accade al tuo corpo

Diversi studi messi assieme dalla CNN descrivono come si trasforma (e soffre) il corpo di una persona durante un lungo isolamento dovuto al coronavirus

Isolamento da covid? Ecco cosa accade al tuo corpo

Cosa accade al nostro corpo quando siamo costretti a un lungo isolamento per via del coronavirus? Una domanda purtroppo ricorrente in piena pandemia, tra quarantene e lunghi periodi di vita domestica che il covid sta imponendo praticamente in ogni Paese del mondo.

A partire dallo scorso marzo infatti milioni di persone sono state costrette a chiudersi per periodi più o meno lunghi tra le mura domestiche, uscendo solo per la spesa o motivi d’emergenza e talvolta - nei casi di certificata positività - non uscendo affatto.

Se da una parte è fuori dubbio che questo sia il metodo migliore per arrestare l’avanzamento dei contagi, dall’altra sempre più medici ed esperti fanno notare come l’isolamento possa causare non pochi disturbi fisici.

Ecco perché la CNN ha messo insieme tutti gli studi che evidenziano le debolezze innescate da un lockdown prolungato, a scopo informativo ma fornendo al contempo anche le giuste contromisure per evitare le conseguenze peggiori.

Isolamento da covid? Ecco cosa accade al tuo corpo

L’analisi di partenza, che è possibile trarre dal lavoro di Keith Baar - professore di fisiologia presso l’Università della California - non è affatto rassicurante.

Baar nota infatti come essere costretti in casa per così tanto tempo possa “contrarre il corpo”, indebolire cuore e polmoni e danneggiare persino le funzioni cerebrali. In più, gli effetti della vita in isolamento possono permanere ben oltre la fine del lockdown.

Gli studi evidenziano come una sola settimana costretti a casa possa perlopiù confortare, ed essere avvertita dalla maggior parte delle persone come necessaria.
Eppure, l’inattività prolungata può farci letteralmente regredire: a livello muscolare, mentale e di adattamento.

Questo perché possono essere necessari mesi per rinforzare i muscoli, ma “basta solo una settimana per perderli”. Quando viene meno la tonicità muscolare non si perde necessariamente massa, ma si perde forza, ovvero “quella che resta uno dei principali indicatori di quanto a lungo potremo vivere”.

Cuore e polmoni si indeboliscono

Non aumentando più la frequenza cardiaca il cuore si indebolisce, così come i polmoni. Lo fa notare uno studio firmato dal dottor Panagis Galiatsatos, pneumologo del Johns Hopkins Bayview Medical Center:

“L’esercizio fisico è l’unica chiave per migliorare le funzioni cardiache e polmonari, non c’è un singolo farmaco che può sostituire la sua funzione. Se non è sicuro uscire di casa, muovetevi, ballate o trovate oggetti domestici che possano servire per l’allenamento”.

Va poi sottolineato - come ha fatto Giles Duffield, professore di anatomia e fisiologia presso l’Università di Notre Dame - che essere a casa tutto il giorno e tutti i giorni significa probabilmente trovarsi costantemente a pochi passi dalla propria dispensa. Mangiare di più o più spesso innalza i livelli di insulina nel sangue. Quest’ultima incoraggia l’accumulo di grasso e la conversione di altre molecole in grasso.

In più, la nostra postura si rilasserà, ci ritroveremo inconsapevolmente accasciati in avanti, “spalle curve, colonna vertebrale ’arricciata’, collo piegato sul petto, gomiti sollevati”:

“Dovremmo alzarci almeno una volta ogni ora, camminare e fare stretching per un momento. Potremmo anche sdraiarci sul pavimento e lasciare che la schiena si riaggiusti da sé”,

suggerisce Brandon Brown, epidemiologo e professore presso il Center for Healthy Communities dell’Università della California.

In ultimo, il sonno di una persona in isolamento va incontro a un deciso e progressivo peggioramento, e questo va oltre le più note spiegazioni legate ad ansia e inattività, trovando bensì basi scientifiche:

“Esporsi alla luce solare al mattino aiuta a sincronizzare il ritmo circadiano del proprio corpo; di conseguenza, se restiamo in casa tutta la settimana lavorando al chiuso il nostro sonno ne risentirà.”

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