Isee al Caf diventa a pagamento: ecco da quando e perché

Giorgia Bonamoneta

23/05/2022

24/05/2022 - 09:09

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La dichiarazione Isee al Caf, un servizio da sempre gratuito, potrebbe diventare a pagamento già a partire dal prossimo mese. Ecco perché.

Isee al Caf diventa a pagamento: ecco da quando e perché

L’Isee è necessario per accedere a diverse forme di assistenza da parte dello Stato. Nel 2022, come mai prima d’ora, i Caf sono sobbarcati di lavoro per il rilascio dell’Isee di quest’anno, utile per richiedere l’assegno unico, il RdC, le borse di studio e molto altro. Sono diversi i sussidi e gli aiuti che hanno scadenza nel mese di giugno. Per questo motivo c’è il rischio concreto che l’Isee diventi a pagamento anche presso i Caf una volta finiti i fondi concessi dall’Inps per questo servizio.

A oggi si può ottenere l’Isee aggiornato in diversi modi, per esempio facendone richiesta presso un commercialista o un Caf, oppure compilando il formato in autonomia sul sito dell’Inps o attraverso il nuovo servizio di Poste Italiane. Le dichiarazioni Isee sono in genere gratuite per legge, tranne nel caso del commercialista che si fa pagare il servizio.

Anche di fronte alla possibilità di compilarlo in automatico, sono molti gli italiani che preferiscono affidarsi a dei professionisti. Dall’inizio dell’anno si sono rivolti ai Caf quasi 8 milioni di persone e si prevede che il numero possa salire ancora, fino a toccare i 10 milioni di utenti entro la fine dell’estate. Questo perché molti dei bonus prevedono come periodo di scadenza proprio la stagione calda, da giugno a luglio.

I Caf faticano già ora dietro le incombenze delle dichiarazioni Isee e in molte località i fondi stanziati dall’Inps, che permettono la compilazione e l’invio dell’Isee in forma gratuita, sono ormai finiti. Proprio in assenza di fondi per lavorare questo genere di pratiche, l’Isee presso i centri Caf potrebbe diventare a pagamento.

La dichiarazione Isee al Caf si paga perché non ci sono più fondi

La dichiarazione Isee è una di quelle pratiche che si fanno presso i centri Caf e non richiedono un pagamento. Questo perché annualmente, grazie a una convenzione con l’Inps, ricevono abbastanza fondi per garantire il servizio gratuito. Almeno questa era la regola fino a oggi, quando i Caf per primi hanno lamentato il lavoro extra e la fine delle risorse stanziate per lavorare senza dover richiedere un pagamento ai cittadini.

In molti centri di assistenza fiscale (Caf) viene quindi richiesto il pagamento di una somma per la compilazione e l’invio della dichiarazione Isee. Il motivo per il quale i fondi scarseggiano è da ricercare nell’aumento di richieste di aggiornamento Isee per usufruire di svariati bonus, sostegni e aiuti alle famiglie, come l’assegno unico.

Isee al Caf: quando costa richiedere la dichiarazione

Anche se, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, la dichiarazione Isee dovrebbe essere effettuata gratuitamente, potrebbe capitare di vedersi richiesto un rimborso per l’attività svolta dal Caf. I Caf dovrebbero seguire la stessa linea di compenso stabilita dall’Inps e quindi chiedere un pagamento a seconda della numerosità del nucleo familiare.

Le fasce di appartenenza sono:

  • prima fascia: da 1 a 2 componenti il nucleo familiare, 10,81 euro;
  • seconda fascia: da 3 a 5 soggetti, 14,33 euro;
  • terza fascia: oltre 5 soggetti, 17,35 euro.

Chi ha lamentato la richiesta di un pagamento per il servizio ha riportato che i costi superano quelli stabiliti dalla convenzione con l’Inps, arrivando anche a 20-25 euro. La conferma arriva anche dalle parole del presidente della Consulta nazionale dei Caf Giovanni Angileri: “Se non ci saranno fatti nuovi il pericolo è che vada a finire così e non possiamo nemmeno escludere che singoli centri chiedano corrispettivi ancora più alti”.

Al momento il tavolo di discussione è aperto, soprattutto in vista dell’ultimo mese di fuoco che si apre per i Caf: giugno. Se non sarà confermata una nuova convenzione, i Caf “non potranno che fermarsi”, riporta Angileri. Al cittadino spetterà scegliere se pagare e ottenere la dichiarazione o se rinunciare all’Isee perché a pagamento.

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