Isee a pagamento o gratuito al Caf, ecco quando ti costa fino a 25 euro

Simone Micocci

8 Gennaio 2026 - 11:18

L’Isee al caf si paga? Alcune volte sì, altre no. Facciamo chiarezza, fermo restando che nella peggiore delle ipotesi il costo non può superare i 25 euro.

Isee a pagamento o gratuito al Caf, ecco quando ti costa fino a 25 euro

La richiesta dell’Isee al caf si paga o meno? Una domanda che si ripete puntuale ogni anno, complice anche il comportamento poco corretto di alcuni centri di assistenza fiscale che noncuranti della convenzione sottoscritta con l’Inps si fanno pagare per il rilascio dell’attestazione.

A questo si aggiunge che da ottobre 2023 sono cambiate le regole per la gratuità dell’Isee, il quale in determinate circostanze può costare alla famiglia anche 25 euro.

Va detto che una soluzione per evitare di dover pagare o comunque di doversi trovare nella spiacevole situazione di contestare la richiesta di un corrispettivo da parte del caf ci sarebbe: da qualche anno ormai è disponibile sul sito dell’Inps un modello precompilato di Dsu (la dichiarazione sostitutiva unica, necessaria ai fini del rilascio dell’attestazione) che oltre a semplificare la procedura non prevede alcun costo. Tuttavia, la richiesta fai da te dell’Isee potrebbe risultare complicata a chi non ha particolare dimestichezza, ed è per questo che molti preferiscono usufruire dell’assistenza di un caf.

Proprio per andare incontro a queste esigenze, però, l’Inps ha sottoscritto una convenzione che prevede il rilascio gratuito dell’Isee, almeno per quel che riguarda la prima richiesta. Dopo sì che è legittimata la richiesta di un compenso, come prevista dal decreto legge n. 48 del 2023, a fronte di un costo che in ogni caso non può superare i 25 euro per pratica.

Ogni decisione è comunque rimandata ai singoli centri di assistenza fiscale, i quali possono anche scegliere - come molte sigle hanno fatto - di lasciare la totale gratuità di rilascio Isee.

Alla luce di quanto detto sopra, facciamo chiarezza su quando si paga l’Inps e in quali casi il costo di 25 euro (massimo) può essere o meno legittimato.

Quando si paga per l’Inps rilasciato da Caf e patronati

Se hai bisogno di richiedere l’Isee 2026, documentazione necessaria per accedere a bonus e agevolazioni, devi sapere che hai di fronte a te due opportunità: la prima è quella di farlo in autonomia dal sito Inps, utilizzando il modello precompilato. Il vantaggio è che non devi raccogliere alcun documento, visto che le informazioni su redditi e patrimoni vengono caricate in automatico, e neppure devi spostarti da casa.

Tuttavia, trattandosi di una richiesta in autonomia, c’è il rischio di commettere qualche errore che potrebbe compromettere la richiesta di uno o più bonus, come pure fare incorrere in una sanzione per falsa attestazione.

Uno scenario che preoccupa coloro che hanno dubbi su come funziona la richiesta dell’Isee e che pertanto preferiscono rivolgersi a un caf autorizzato. Certo in questo caso servono più passaggi e generalmente i tempi per il rilascio sono più lunghi, ma perlomeno ci si affida a una persona esperta che difficilmente commetterà errori.

Ma economicamente parlando, qual è la soluzione più conveniente tra le due? Come anticipato, poco cambia per il cittadino visto che tanto tramite il servizio precompilato disponibile sul sito dell’Inps quanto quando ci si rivolge a un centro di assistenza fiscale il rilascio dell’Isee deve essere gratuito. L’Inps, infatti, ha stipulato delle convenzioni per il riconoscimento di un compenso per i vari servizi offerti, tra i quali rientra il rilascio dell’Isee. È l’Istituto, quindi, a pagare il Caf per il servizio effettuato ed è per questo che non è giustificata la richiesta di pagamento al cittadino.

Lo specifica chiaramente il messaggio Inps 2439/2019, nel quale vengono indicati i termini della convenzione sottoscritta con caf e patronati in merito al rilascio dell’Isee.

A tal proposito, l’articolo 19 - nel quale vengono indicati i compensi erogati dall’Inps per ogni pratica lavorata dai centri - specifica che “i Caf si impegnano a non chiedere corrispettivi all’utenza per lo svolgimento di questo servizio”. Pertanto, non si paga per avere la dichiarazione Isee, in quanto l’intermediazione è un servizio compreso nel compenso erogato dall’Istituto.

Quando l’Isee è a pagamento

Come anticipato, però, l’Isee al caf non è sempre gratuito. Al fine di razionalizzare i costi, infatti, da ottobre 2023 la gratuità viene limitata alla prima richiesta dell’Isee, o meglio alla prima Dsu. Per quelle successive, invece, il caf è autorizzato a richiedere un compenso che in ogni caso non può superare i 25 euro.

E attenzione, perché laddove l’Isee risulti difforme o con omissioni e quindi è necessario presentare una Dsu correttiva, vale lo stesso discorso: anche in quel caso il caf può pretendere il pagamento.

Possiamo quindi riassumere, dicendo che l’Inps si paga ogni qual volta in cui sia necessario:

  • presentare una Dsu successiva alla prima;
  • comunicare una variazione della situazione lavorativa;
  • comunicare una variazione patrimoniale;
  • comunicare una variazione dei trattamenti percepiti dai componenti del nucleo familiare (previdenziali o indennitari).

Quali servizi per il rilascio dell’Isee 2026 sono gratuiti al Caf

È bene sottolineare che nel rilascio dell’Isee sono compresi una serie di servizi.

Nel dettaglio, nell’attività di intermediazione sono comprese l’assistenza nella compilazione della Dichiarazione, la ricezione della stessa e la verifica della sua completezza. È sempre l’intermediario che si occupa della trasmissione della Dsu all’Inps, come pure del rilascio dell’attestazione riportante l’Isee. Ogni passaggio relativo al rilascio, come pure al rinnovo, dell’Isee, quindi, è “offerto” dall’Inps, il quale in un secondo momento pagherà Caf e patronati per l’assistenza fornita all’utente.

Visto quanto detto sopra, l’unico servizio non gratuito è quello di correzione della Dsu in caso di difformità oppure omissioni: solo in questo caso dovrete pagare ma comunque non più di 25 euro.

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