ISA, cosa sono e come funziona l’affidabilità fiscale

Nadia Pascale

8 Aprile 2026 - 08:53

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, semplicemente ISA, corrispondono a una pagella dell’imprenditore che valuta la corrispondenza tra i dati dichiarati e quelli rilevati. Ecco cosa sapere.

ISA, cosa sono e come funziona l’affidabilità fiscale

Cosa sono gli ISA, Indici sintetici di affidabilità fiscale e come viene attribuito il voto all’imprenditore? Perché sono importanti gli ISA e soprattutto perché è importante avere un voto fiscale alto?

Il termine ISA è l’acronimo di Indice Sintetico di Affidabilità. Si tratta di indicatori che attribuiscono un voto ai contribuenti, titolari di partita IVA, per questo motivo vengono anche chiamati “pagella dell’imprenditore”.

Gli ISA nascono con lo scopo di migliorare il rapporto Fisco-contribuenti, incentivando la compliance, cioè l’emersione spontanea di redditi imponibili.
L’obiettivo è stimare il ricavo più probabile del contribuente, avendo come riferimento anche la categoria di appartenenza. In caso di non congruità tra i dati emergenti e le dichiarazioni presentate possono scaturire dei controlli fiscali.

Gli ISA sono diventati obbligatori dal periodo d’imposta 2018 e sostituiscono di fatto gli studi di settore a partire dalla dichiarazione dei redditi 2019.
Vediamo come funzionano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale.

ISA: cosa sono e a cosa serve la pagella dell’imprenditore

Si è anticipato che gli Isa sono degli indicatori di affidabilità fiscale espressi in voto, ma su cosa si basa il voto assegnato ai contribuenti? Sono diversi i fattori che contribuiscono al punteggio. La pagella prevede l’attribuzione di un punteggio da 1 a 10 e per i titolari di partita Iva ritenuti più affidabili, con un voto compreso tra 8 e 10 vi è un meccanismo premiale con attribuzione di vantaggi fiscali.

Si parla di modelli ISA perché sono diversi in base al codice Ateco attribuito all’impresa.. Si tratta di un questionario da compilare in base ai settori di attività. La compilazione è obbligatoria.

I modelli ISA sono basati su un metodo statistico-economico che, misurando dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, forniscono una sintesi di valori che permette di verificare la normalità e la coerenza dal punto di vista fiscale della gestione professionale o aziendale dei contribuenti.

Non tutti i contribuenti titolari di partita Iva sono tenuti alla compilazione dei modelli. Sono esclusi dall’obbligo di compilare i modelli Isa:

  • coloro che iniziano o cessano l’attività nell’anno di imposta;
  • chi si trova nell’anno di riferimento a non svolgere normale attività (stato di liquidazione, attività modificata nel corso dell’anno, sospensione in caso di ristrutturazione...);
  • contribuenti in regime dei minimi e forfettario;
  • contribuenti che svolgono diverse attività non rientranti nel medesimo modello ISA, qualora i ricavi delle attività non prevalenti superino il 30% dei ricavi totali;
  • enti del terzo settore non commerciali che determinano il reddito ai sensi dell’art. 80 del D.Lgs. n. 117/2017;
  • organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • imprese sociali;
  • società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

Sanzioni Isa

In caso di mancato rispetto da parte del contribuente delle norme relative agli Isa, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Le sanzioni si applicano in caso di:

  • omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli ISA, la sanzionevaria dal 120% al 240% delle imposte non versate con importo minimo di 250 euro e massimo 2.000 euro nel caso in cui non siano dovute imposte.;
  • comunicazione inesatta o incompleta degli stessi dati, in questo caso si applica la sanzione dal 70% al 140% dell’imposta non versata.

La sanzione può essere ridotta in caso di ravvedimento operoso.

Le differenze con gli studi di settore

Gli ISA esprimono un voto sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti prendendo in considerazione un periodo di otto anni. Gli studi di settore, invece, avevano come punto di riferimento un solo anno.

Gli Indici sintetici di affidabilità esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente: più alto è il voto, maggiore sarà il grado di affidabilità fiscale e di conseguenza i benefici premiali.

Il proprio punteggio in termini di affidabilità fiscale, attribuito dal software di calcolo degli ISA, può infatti essere migliorato correggendo le eventuali anomalie evidenziate dagli specifici indicatori elementari o dichiarando ulteriori componenti positivi.

A differenza degli studi di settore, il cui scopo era stimare il ricavo più probabile del contribuente, anche rispetto alla categoria di appartenenza, gli ISA puntano a creare un dialogo tra fisco e contribuenti.

I vantaggi fiscali di un buon voto ISA

Gli Indici esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente e più è alto il punteggio, in particolare dall’8 in su, più il titolare di partita IVA potrà avere accesso ad alcuni benefici premiali.

Con il provvedimento del 10 maggio 2019 dell’Agenzia delle entrate sono state disposte le condizioni con cui vengono riconosciuti i vantaggi.
I vantaggi sono molteplici. In primo luogo sono previste soglie più alte per la compensazione dei crediti senza necessità di apporre il visto di conformità.

punteggio ISA pari o superiore a 9:

  • compensazione crediti IVA fino a 70.000 euro annui;
  • compensazione crediti per imposte dirette (IRPEF/IRES/IRAP) fino a 50.000 euro annui.
    punteggio ISA compreso tra 8 e 9:
  • compensazione crediti IVA fino a 50.000 euro annui;
  • compensazione crediti per imposte dirette fino a 20.000 euro annui.

Questi non sono gli unici vantaggi correlati a un punteggio ISA elevato:

  • punteggio pari o superiore a 9 viene esclusa dalla disciplina delle società di comodo;
  • con un punteggio pari o superiore a 8,5 sono esclusi accertamenti fiscali basati su presunzioni;
  • punteggio pari o superiore a 8: riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale;
  • con un punteggio pari o superiore a 9 è esclusa la determinazione sintetica del reddito complessivo, laddove il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato”, si legge nella comunicazione dell’Agenzia delle entrate relativa ai punteggi degli ISA.

Al contrario, per i contribuenti con punteggio pari o inferiore al 6, c’è il rischio di subire controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Punteggio ISA e Concordato preventivo biennale

Il punteggio ISA è al centro della determinazione della base imponibile del Concordato preventivo biennale.

Ricordiamo che si tratta dell’accordo tra Fisco e contribuente circa la tassazione da applicare per due anni di imposta. Maggiore è il punteggio ISA dell’imprenditore e minore è la differenza tra il reddito dichiarato e quello attribuito dal Fisco per la base imponibile e la tassazione per imposte sui redditi e Irap per 2 anni.

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