Il 2022 è stato un anno pessimo per gli investitori tech: il prezzo di molti titoli è tornato sui valori pre pandemici, annullando tutti i guadagni in conto capitale degli ultimi 3 anni.
I 10 principali titoli tecnologici hanno perso un totale di $4,6 trilioni di capitalizzazione di mercato nel 2022 e in borsa il Nasdaq è sceso di circa il 30% principalmente per colpa del pessimo andamento delle società di software.
Molti titoli hanno perso più del 50% del proprio valore di mercato e secondo gli esperti l’unico motivo per cui il Nasdaq si mantiene su queste valutazioni è l’incredibile resistenza che il titolo Apple ha mostrato nel 2022. Non è possibile dire la stessa cosa delle altre big tech: Meta Platforms (Meta) ha perso oltre il 60% nel 2022, Nvidia (NVDA) circa 50% e Amazon (AMZN) oltre il 40%. A eccezione di Meta, che al momento si trova in prossimità dei valori del 2016, il prezzo della maggior parte delle big tech è tornato sui livelli pre pandemici.
Nuovi forti licenziamenti: è il caso di preoccuparsi?
Sebbene il 2023 sembri essere partito positivamente per la maggior parte delle big tech, dai comunicati delle società tecnologiche continuano ad arrivare brutte notizie. È il caso dei licenziamenti a catena che durante la fine del 2022 e l’inizio del 2023 sembrano caratterizzare i grandi player della tecnologia. Ad esempio Microsoft e Amazon si preparano a cancellare 28.000 posti di lavoro. Entrambe le società hanno affermato che le misure dolorose erano necessarie per compensare il rallentamento delle vendite e le prospettive di riduzione dei margini aziendali.
L’industria tech ha beneficiato durante la pandemia di un aumento della domanda di strumenti tecnologici che ha portato a tante nuove assunzioni. Oggi, secondo Nadella (Ceo di Microsoft) la società dovrà attraversare una fase di normalizzazione della domanda. Lo stesso Google taglierà 12.000 posti di lavoro con una riduzione del 6% della forza lavoro globale.
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Il futuro delle big tech: siamo arrivati al minimo di mercato?
Molti esperti leggono in senso positivo la riduzione massiccia della forza lavoro della società tecnologiche: secondo la loro opinione queste operazioni di ridimensionamento aziendale sono state scelte intelligenti. I Ceo hanno infatti deciso di mantenere intatti i margini aziendali cercando di evitare la fuga dei capitali che avrebbe inevitabilmente fatto crollare nuovamente i prezzi di borsa delle big tech.
Il mercato potrebbe quindi leggere questa forte riduzione dei P/E societari come un’occasione irripetibile d’investimento, cosa che sembra accaduta in questo inizio 2023. Il resto dell’anno sarà molto complicato da pronosticare in quando dipende molto dall’andamento di certe dinamiche economiche globali e dalle conseguenze derivanti da una possibile recessione.
Occorre quindi seguire attentamente l’evoluzione dei bilanci societari, in quanto, secondo gli analisti, un peggioramento superiore alle aspettative del fatturato e degli utili aziendali, nonostante la riduzione della forza lavoro, potrebbe impaniare eccessivamente i mercati, amplificando il processo di trasferimento dei capitali verso altri asset e causando nuovi crolli.