Perché le azioni delle Big Tech sono crollate nel 2022?

Giancarlo Marcotti

30 Dicembre 2022 - 08:35

Le aziende GAFAM hanno perso moltissimo in borsa nell’anno appena trascorso, eppure i loro fatturati sono ancora mostruosi. Perché, allora, sono crollate?

Perché le azioni delle Big Tech sono crollate nel 2022?

FAMGA, è uno degli acronimi più brutti, almeno dal punto di vista fonetico, si è quindi anche cercato di migliorarlo, Wikipedia, per esempio, lo riporta come GAFAM, obiettivamente non migliorando di molto la fonetica.

Insomma io mantengo la dicitura FAMGA, un acronimo che, a dispetto della fonetica, è comunque molto importante in quanto indica le cinque super, mega aziende multinazionali del settore tecnologico.

FAMGA infatti sta per Facebook, Apple, Microsoft, Google ed Amazon.

Solo per avere un’idea del peso che hanno queste cinque aziende sommiamo il loro fatturato:

Facebook 86 miliardi di $
Apple 394 miliardi di $
Microsoft 168 miliardi di $
Google 257 miliardi di $
Amazon 470 miliardi di $
Totale 1.375 miliardi di $

Soltanto 14 Stati al mondo nel 2021 hanno avuto un fatturato superiore a questa cifra, quindi il fatturato
delle FAMGA è superiore al Pil di 200 dei 214 Stati al mondo
.

A queste cinque aziende qualcuno ha voluto aggiungere una sesta, Tesla, che dal punto di vista del fatturato rimane la più piccola del gruppo, infatti nel 2021 ha fatturato “solo” 54 miliardi di dollari, ma nell’ottobre del 2021 la capitalizzazione di Tesla in Borsa ha superato la stratosferica cifra di 1.000 miliardi di dollari.

Tuttavia per queste sei aziende il 2022 verrà ricordato come un anno orribile, a Time Square, sede del Nasdaq, la Borsa sulla quale sono quotati questi titoli, il valore delle loro azioni è letteralmente precipitato.

Queste le performance che i sei titoli hanno fatto registrare rispetto alle quotazioni raggiunte nel novembre del 2021, ossia poco più di un anno fa.

Facebook: -66%
Apple: -26%
Microsoft: -31%
Google: -43%
Amazon: -54%
Tesla: -72%

A cosa è dovuto questo sfacelo?

Per molti analisti, la motivazione principale risiede nell’aumento dei tassi che la Fed ha operato nel tentativo di
combattere l’inflazione, altri invece attribuiscono questo crollo alla situazione definita “critica” nella quale naviga l’economia cinese.

A mio avviso la motivazione è semplice: si è sgonfiata la cosiddetta inflazione finanziaria.

Per anni infatti le Banche Centrali hanno emesso moneta che dovremmo definire “vuota”, ossia che non ha avuto un corrispettivo nella produzione. Ebbene questa moneta non può che tradursi in inflazione.

Fino a poco più di un anno fa, tuttavia, non si riscontravano aumenti dei prezzi nell’economia reale, semplicemente perché quell’inflazione aveva riguardato il mercato finanziario.

In parole povere negli anni del quantitative easing quei titoli, in particolare, erano “gonfiati” ed avevano raggiunto quotazioni da capogiro, ora semplicemente … si stanno “sgonfiando”.