Indennità di trasferta e trasferimento: quanto spetta e di quanto aumenta lo stipendio

Claudio Garau

10 Agosto 2022 - 12:29

Indennità di trasferta e indennità di trasferimento sono somme che integrano la tua retribuzione, e ti sono assegnate secondo precise condizioni di cui si trova traccia nei vari CCNL.

Indennità di trasferta e trasferimento: quanto spetta e di quanto aumenta lo stipendio

Se sei un lavoratore alle dipendenze non devi dimenticare che, tra i diritti che ti sono riconosciuti, oltre a quelli più noti e legati - ad esempio - al pagamento dello stipendio, al rispetto dell’orario di lavoro o ai giorni di ferie, vi sono quelli in tema di versamento delle indennità. Queste ultime altro non sono che voci ulteriori e supplementari rispetto alla tua retribuzione ordinaria: ad essa infatti si sommano e integrano di fatto ciò che incasserai mensilmente.

Le tipologie di indennità sono numerose e ciascuna di esse risponde ad una ben precisa finalità. Fonte di riferimento, per quanto riguarda il diritto a percepirle e il loro importo, è il CCNL di categoria, anche di livello locale o aziendale, o la contrattazione individuale. Ma rilevano anche l’inquadramento e le specifiche mansioni svolte dal lavoratore.

Di seguito ci focalizzeremo su due particolari indennità piuttosto conosciute, ovvero l’indennità di trasferta e l’indennità di trasferimento. Vedremo che cosa sono in concreto, perché sono assegnate al lavoratore e perché vanno tenute ben distinte l’una dall’altra. Ecco i dettagli.

Che cos’è l’indennità di trasferta?

Il motivo per cui il lavoratore può avvalersi di questa indennità è contenuto nel suo stesso nome. Detta somma integrativa dello stipendio - detta anche ’diaria giornaliera’ - consiste in una particolare indennità assegnata al lavoratore, in aggiunta o al posto del rimborso delle spese, per l’ipotesi del temporaneo svolgimento dell’attività lavorativa in luogo differente dalla sede di lavoro di cui al contratto.

Tra poco parleremo anche dell’indennità di trasferimento, ma giova già ora chiarirne la differenza con quella di trasferta. Quest’ultima infatti è diversa perché lo spostamento in altra sede lavorativa è momentaneo, e non definitivo. Alla fine della trasferta farai ritorno nel luogo di lavoro abituale, ed è situazione ben diversa dal trasferimento, che manca della temporaneità e invece si fonda su uno spostamento definitivo - o comunque molto lungo - del lavoratore in altra sede aziendale.

Il lavoratore è tutelato dall’indennità di trasferta perché la somma integrativa va a compensare e, in qualche modo, ’risarcire’ il disagio e lo stress psico-fisico provocato al lavoratore dallo spostamento della sede di lavoro.

Non solo: l’indennità di trasferta mira anche ad essere un rimborso effettivo per le spese vive legate agli spostamenti stessi. Comprenderai allora che le regole in materia ti tutelano ampiamente su questo fronte: per conoscere nel dettaglio il funzionamento dell’indennità di trasferta, dovrai fare riferimento al contratto collettivo applicato nel tuo caso. Non esiste infatti una unica disciplina, valevole per tutti i rapporti di lavoro in tutti i settori, ma sarà il tuo CCNL a dettagliarti di volta in volta caratteristiche, peculiarità e importo dell’indennità.

Il rilievo del CCNL in tema di indennità di trasferta

Lo abbiamo appena detto: l’ammontare dell’indennità di trasferta è fissato tipicamente dalla contrattazione collettiva e può essere prestabilito in maniera fissa o in percentuale rispetto alla retribuzione giornaliera.

Ecco perché non esiste una sola tipologia di indennità di trasferta, ma diverse: ci sono ipotesi concrete in cui al lavoratore in trasferta spetta un importo a forfait, con le spese per viaggio, vitto e alloggio che restano a carico del dipendente e altri casi in cui il datore di lavoro semplicemente consegna al lavoratore un rimborso spese di trasferta.

Ma come detto è il CCNL di categoria il faro in materia e lì dovrai guardare per capire quali sono le concrete modalità e i termini di pagamento nella tua situazione.

Le tipologie di indennità di trasferta

A questo punto probabilmente vorrai sapere quali sono le tipologie di indennità di trasferta che possono esserti applicate per i tuoi spostamenti temporanei dalla sede abituale di lavoro ad altra sede. Ebbene, ecco di seguito un quadro sintetico e riassuntivo:

  • nel caso dell’indennità di trasferta forfettaria il rimborso spese è compiuto grazie ad un parametro fisso di cui si trova traccia nel contratto collettivo, e che non è influenzato dalle tipologie di attività e dalle mansioni che ti sono state assegnate. In altre parole, ciò vuol dire che se nel tuo CCNL trovi questa tipologia di calcolo dell’indennità, essa sarà applicata in modo fisso e otterrai la somma indicata senza alcuna modifica o variazione;
  • il datore di lavoro può anche ricorrere al cosiddetto rimborso spese di trasferta a piè di lista. Detta tipologia di rimborso è ammessa soltanto se tu lo richiedi, attestando tutte le spese lavorative sostenute nella trasferta. Ecco perché sono necessarie le note spese e i giustificativi dei pagamenti compiuti;
  • il rimborso spese misto è previsto in determinati contratti e implica una combinazione delle due precedenti tipologie. Si tratta di un’indennità forfettaria, ma si sommano anche il rimborso di alcune spese separate, come ad es. le spese di vitto e alloggio e quelle di viaggio. Pertanto in questi casi oltre al contributo fisso da contratto potrai contare anche su una somma ulteriore, la quale però va documentata.

Sintetizzando, il calcolo dell’indennità di trasferta dipende perciò dalla tipologia d’indennità in concreto riconosciuta al lavoratore.

Quanto spetta al lavoratore come indennità di trasferta?

Lo ribadiamo per chiarezza: l’ammontare dell’indennità in oggetto dipende dal tuo CCNL. Facendo qualche rapido esempio pratico, nel caso del CCNL metalmeccanici ti spetterà un’indennità di trasferta pari a 42,85 euro, a cui si aggiunge un contributo di massimo 11,73 euro per il pasto principale o serale, e di altri 19,39 euro per un pernottamento (molto frequente in caso di trasferta).

Nell’ipotesi invece del CCNL dei lavoratori dell’edilizia, è considerato trasferta il servizio prestato in un cantiere diverso da quello cui l’assunzione si riferisce. In dette circostanze, l’indennità corrisponde al 10% della retribuzione. Ancora, nel caso del CCNL settore chimico-farmaceutico, laddove la trasferta duri tra le 12 e le 24 ore, l’indennità a forfait è uguale al 50% della retribuzione. Ma se il lavoratore periodicamente va in trasferta, l’ammontare dell’indennità si riduce del 20%.

Quindi come puoi agevolmente notare, ogni CCNL ha le sue regole di dettaglio.

Indennità di trasferimento: di che si tratta?

Distinta dall’indennità di trasferta è l’indennità di trasferimento: in gioco è un compenso straordinario e chiaramente maggiore rispetto a quello previsto per il mero spostamento temporaneo, ovvero la trasferta. Il contributo serve ad aiutare il lavoratore subordinato nelle spese che questo deve sopportare per per cambiare residenza e località, in considerazione dello spostamento definitivo e fisso in un’altra sede aziendale.

Anche in questo caso, non vi sono particolari dubbi a riguardo. Se vuoi conoscere quanto ti spetta di indennità di trasferimento dovrai fare riferimento alla contrattazione collettiva. In linea generale, l’indennità in oggetto è di solito proporzionata alla retribuzione di cui al contratto collettivo nazionale e dunque può essere variabile a seconda del testo di volta in volta considerato (ad es. CCNL Commercio, Metalmeccanici, Turismo e così via).

La contrattazione collettiva ti indicherà così l’importo dell’indennità di trasferimento, il quale cambia a seconda che il dipendente sia single oppure abbia dei familiari a carico. Chiaro infatti che il contratto dovrà tener conto del numero dei componenti della famiglia, onde facilitarti il trasferimento dal lato economico e delle spese complessive.

In quali circostanze può essere versata l’indennità di trasferimento?

Devi poi ricordare che l’azienda può trasferire un proprio lavoratore:

  • in ipotesi di acclarate ragioni tecniche, organizzative e produttive;
  • essendo però obbligata a comunicare la sua decisione con un congruo preavviso;
  • versando un’indennità di trasferimento.

Anche per quanto riguarda il preavviso, fonte di riferimento sarà la contrattazione collettiva nazionale per il tuo settore. Attenzione però: l’indennità di trasferimento e il trasferimento stesso non possono essere ’espressione’ di una sanzione disciplinare contro di te, a parte il caso nel quale la condotta del lavoratore non renda doveroso il trasferimento. Pensiamo ad es. al caso dell’incompatibilità con i colleghi che produce un danno produttivo e/o organizzativo all’azienda.

Inoltre il trasferimento deve essere mirato ad un miglior funzionamento dell’azienda e deve essere correlato alle specifiche attitudini del lavoratore a ricoprire il nuovo posto di lavoro in altro luogo.

Tieni infine presente che il datore di lavoro sarà tenuto ad una comunicazione o lettera di trasferimento, in cui dovrà riportare le ragioni esatte che lo hanno spinto a prendere questa decisione. Se non ci sono, avrai diritto a richiederle esplicitamente.

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