Spagna: il caos politico minaccia l’economia

Sanchez è diventato nuovo premier spagnolo dopo aver spodestato Rajoy, ma il suo partito ha solo 84 dei 350 seggi e secondo molti si va incontro a elezioni anticipate. Intanto le azioni spagnole sono in netto calo.

Spagna: il caos politico minaccia l'economia

Secondo l’agenzia di rating DBRS, lo slancio economico in Spagna è finora sopravvissuto alla caotica situazione politica, ma adesso “importanti sfide economiche richiedono ulteriori misure fiscali”.

Dopo il cosiddetto miracolo economico spagnolo in seguito a massicce misure anti-austerity, il Paese è cresciuto ad un tasso del 3,1% lo scorso anno secondo la Commissione europea; un numero che è andato di pari passo con le attese ma che dovrebbe scendere al 2,9% quest’anno. Il suo deficit pubblico è però rimasto superiore al 3% del PIL lo scorso anno, mentre il debito pubblico si è attestato al 98,3% del PIL.

I titoli spagnoli hanno perso ampio terreno nelle ultime due settimane a causa dei cambiamenti politici che hanno agitato non solo il Paese, ma anche il resto dell’Europa.
La Spagna ha infatti un nuovo leader, ma molti analisti ritengono che non governerà fino alla fine del suo mandato, aumentando potenzialmente l’incertezza del mercato.

Pedro Sanchez, a capo del Partito socialista (PSOE), è diventato primo ministro la scorsa settimana dopo il crollo del Governo Rajoy, al centro di uno scandalo di corruzione che ha coinvolto l’intero Partido Popular (PP). Tuttavia, l’instabilità di questo esecutivo socialista sta portando molti a prevedere elezioni anticipate prima della scadenza del mandato, prevista per luglio 2020.

Johannes Mayr, esperto di investimenti di Bayern LB in Germania, ha dichiarato che le possibilità per l’attuale governo spagnolo di rimanere al potere fino a quella data sono molto limitate e ha ipotizzato nuove possibili elezioni già nel 2019.

L’agenzia di rating DBRS è convinta che il PSOE si porrà al comando di un governo di transizione, che avrà però una capacità limitata di indirizzare le politiche a breve termine in una direzione diversa, e che sarà molto probabilmente destinato a richiedere elezioni anticipate nei prossimi mesi viste le difficoltà nel legiferare.

Spagna: verso uno stallo politico e dei mercati?

Uno dei principali ostacoli per l’attuale governo Sanchez è la mancanza di una maggioranza parlamentare: il suo partito ha solo 84 dei 350 seggi. Il voto di sfiducia a Rajoy della scorsa settimana ha avuto il sostegno di 180 legislatori, anche grazie a diverse figure politiche marginali. Lunedì l’attuale partito di opposizione, Partido Popular, ha minacciato di usare la sua maggioranza al Senato per bloccare un voto sul bilancio del Paese entro la fine dell’anno.

Per Maartje Wijffelaars, economista di Rabobank, Sanchez dovrà rendersi conto che le nuove elezioni sono l’unico modo per andare avanti o “sarà il Parlamento a farglielo capire”, vista la mancanza di una solida maggioranza.

Ma c’è anche la possibilità che un nuovo voto non cancelli il divario politico in Parlamento. Jose Luis Abalos, spesso descritto come il braccio destro di Sanchez, ha affermato che è “chiaramente insolito” governare con 84 legislatori, ma la situazione politica rimane molto frammentata e tutto lascia pensare che una nuova elezione non la risolverà.

Secondo gli analisti l’agenda politica poco chiara e lo stallo di diverse riforme del lavoro e delle pensioni, potranno creare una situazione davvero preoccupante. Il nuovo premier ha recentemente chiesto maggiore equità per i cittadini spagnoli, cosa che ha lasciato immaginare il richiamo ad alcune misure di austerità.

I sondaggi d’opinione hanno mostrato che il partito liberale Ciudadanos ha ottenuto il più alto numero di consensi, con il PP e il PSOE in lotta per il secondo posto. Se questo sostegno si concretizzerà in un’elezione generale, potrebbero registrarsi movimenti positivi nei mercati spagnoli.

“A causa del sistema elettorale proporzionale regionale della Spagna è difficile tradurre i sondaggi popolari nella distribuzione dei seggi, ma se Ciudadanos fosse il più grande partito questo potrebbe essere un segnale positivo per la Spagna. Nelle precedenti elezioni avevano un buon programma politico, incluse riforme che dovrebbero favorire la crescita della Paese”.

ha dichiarato Wijffelaars.

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