Imu e Tasi 2019: anziani e disabili ricoverati devono pagare?

Imu e Tasi 2019 non sempre sono dovute dagli anziani e dai pensionati ricoverati in casa di riposo. Ecco quali agevolazioni sono previste e quando si applicano le esenzioni dalle due imposte in scadenza il 17 giugno.

Imu e Tasi 2019: anziani e disabili ricoverati devono pagare?

Imu e Tasi 2019 sono generalmente dovute anche da anziani e pensionati, ma non qualora siano ricoverati in casa di riposo in via permanente.

In tal caso, secondo le delibere dei singoli Comuni, può essere prevista l’assimilazione dell’immobile ad abitazione principale nel rispetto di determinati requisiti.

Il 17 giugno 2019 è prevista la prima scadenza di Imu e Tasi e nello specifico è questo il termine ultimo entro il quale sarà necessario versare l’acconto delle due imposte dovute per l’anno in corso.

Anche nel 2019 è prevista l’esenzione sull’abitazione principale, quella che viene comunemente chiamata come prima casa. L’agevolazione in molti comuni si estende anche alla casa di proprietà di anziani e disabili ricoverati in via permanente in una casa di riposo o in un istituto di cura, nel rispetto di determinati requisiti.

Per capire se i contribuenti ricoverati in maniera permanente debbano versare l’acconto e il saldo Imu e Tasi 2019 bisognerà innanzitutto controllare la delibera del Comune di residenza e stabilire se è prevista o meno l’assimilazione ad abitazione principale.

Inoltre, per poter beneficiare dell’esenzione nel caso in oggetto sarà necessario rispettare determinate regole: la casa di proprietà dell’anziano o disabile ricoverato non dovrà risultare affittata e, in caso contrario, si perderà il diritto a beneficiare dell’esenzione Imu e Tasi nel 2019.

Vediamo quindi nelle righe che seguono quando l’anziano ricoverato non paga Imu e Tasi e quali le condizioni per fruire dell’agevolazione nel 2019.

Imu e Tasi 2019: esenzione facoltativa per anziani e disabili ricoverati

I Comuni hanno la facoltà di equiparare ad abitazione principale (c.d. prima casa) ai fini Imu e Tasi l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani e disabili ricoverati in modo permanente.

Nel caso di assimilazione, l’esenzione Imu e Tasi 2019 sarà rivolta esclusivamente al contribuente che abbia trasferito la propria residenza presso l’istituto di ricovero o sanitario ed, inoltre, la casa di proprietà dell’anziano o disabile non dovrà risultare locata.

Sono queste due delle regole fondamentali da tenere a mente in vista del primo appuntamento dell’anno con Imu e Tasi: entro la scadenza del 17 giugno 2019 bisognerà procedere con il versamento dell’acconto, ma soltanto qualora l’importo dovuti superi il minimo previsto.

Esenzione Imu e Tasi 2019 anziani e disabili ricoverati

Come anticipato sopra, dunque, per capire se il soggetto ricoverato in casa di riposo o di cura deve pagare le due imposte bisognerà far riferimento a quanto stabilito dalla delibera del proprio Comune.

L’elenco delle delibere è presente sul sito delle Finanze ma, per fugare ogni dubbio, si consiglia sempre di far riferimento all’Ufficio Tributi del Comune di residenza.

Uno dei comuni in cui è prevista l’esenzione è quello di Roma, in cui nella delibera Imu e Tasi è previsto che sulla base della facoltà concessa dall’articolo 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 2011, viene considerata adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

In tali casi bisognerà invece seguire le regole previste per il pagamento e la suddivisione Imu e Tasi tra inquilini e proprietari della casa in affitto.

Lo stesso vale anche per il Comune di Milano ed in molti altre zone d’Italia, in cui l’abitazione dell’anziano ricoverato in casa di riposo, così come per i disabili che hanno trasferito la residenza in istituti di cura, è considerata abitazione principale esente Imu e Tasi.

Assimilazione casa di proprietà ad abitazione principale: cos’è?

L’assimilazione ad abitazione principale della casa dell’anziano o disabile residente in una casa di riposo è una facoltà e non un obbligo e rientra tra i casi di assimilazione facoltativa previsti dalla normativa in materia di Imu e Tasi a seguito delle novità introdotte con la Legge di Stabilità 2016.

Con l’assimilazione, in sostanza, il Comune può scegliere di considerare come abitazione principale un immobile anche quando non coesistono i due requisiti di dimora abituale e residenza anagrafica del proprietario. Questo ha l’obiettivo di consentire a specifiche categorie di contribuenti di beneficiare dell’esenzione Imu e Tasi anche non avendone pieno diritto.

Esenzione esclusa in caso di affitto

In ogni caso, si ricorda, l’esenzione Imu e Tasi 2019 per gli anziani e disabili ricoverati in case di riposo o sanitarie non si applica quando l’abitazione, seppur assimilata dalla delibera ad abitazione principale, è data in affitto.

Nel caso in cui dovesse essere così sarà necessario effettuare il versamento del saldo Imu e Tasi 2019 secondo le regole ordinarie ed entro la scadenza del 17 giugno per l’acconto e del 16 dicembre per il saldo.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse per ricevere le news su IMU

Argomenti:

IMU Tasi

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.