Conto corrente postale e bancario: quanto si paga per l’imposta di bollo?

Imposta di bollo conto corrente postale e bancario 2019: importi, agevolazioni ed esenzioni.

Conto corrente postale e bancario: quanto si paga per l'imposta di bollo?

I titolari di un conto corrente postale nel 2019 devono versare l’imposta di bollo, ma non in tutti i casi. Dipende dalla giacenza media del conto corrente medesimo.

Con il decreto Salva Italia varato dal Governo Monti, infatti, è stata introdotta un’imposta di bollo sui conti correnti postali e bancari pari a:

  • 34,20 euro per le persone fisiche;
  • 100,00 euro per aziende e titolari di partita IVA in generale.

L’imposta si applica quando la giacenza media del rapporto considerato è pari o superiore ad euro 5.000,00.

Il riferimento normativo essenziale in materia è quindi l’articolo 19 del DL 201/2011 (come detto sopra, si tratta del decreto giornalisticamente ribattezzato come Salva Italia), che ha introdotto modifiche alla disciplina dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni inviate alla clientela relative ai prodotti finanziari, quest’ultima dettata dall’articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte I, allegata al DPR 642/1972.

Due documenti di prassi molto rilevanti per avere un quadro completo dell’imposta di bollo sui conti correnti postali e bancari sono poi i seguenti:

  • circolare Agenzia delle Entrate numero 48/E del 21 dicembre 2012;
  • circolare Agenzia delle Entrate numero 15/E del 10 maggio 2013.

Imposta di bollo su conti correnti postali e bancari: i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate con tutti i chiarimenti di carattere operativo

Circolare Agenzia delle Entrate numero 48/E del 21 dicembre 2012
Imposta di bollo – Modifiche alla disciplina dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari – Articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642
Circolare Agenzia delle Entrate numero 15/E del 10 maggio 2013
Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari – Articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642 – risposte a quesiti

Imposta di bollo conto corrente postale e bancario 2019: quando si applica

L’art. 19, comma 1, del decreto Salva Italia prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, all’articolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642/1972, il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

Estratti conto, inviati dalle banche ai clienti ai sensi dell’articolo 119 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali: per ogni esemplare con periodicità annuale:

a) se il cliente è persona fisica euro 34,20
b) se il cliente è diverso da persona fisica euro 100

La norma individua, dunque, la misura dell’imposta di bollo che deve essere corrisposta dalle banche e da Poste italiane spa a seguito della instaurazione e tenuta da parte di clienti di rapporti di conto corrente e di libretti di risparmio.

La misura dell’imposta risulta differenziata in considerazione della natura giuridica, persona fisica ovvero soggetto diverso, del cliente intestatario del conto corrente o del libretto di risparmio.

Attenzione: per effetto delle modifiche introdotte con il decreto Salva Italia, sono soggetti all’imposta di bollo anche i rendiconti dei libretti di risparmio bancari e postali.

Imposta di bollo conto corrente postale e bancario: esenzioni ed agevolazioni 2019

Non tutti i rapporti di conto corrente sono soggetti ad imposta di bollo, esistendo delle apposite esenzioni ed agevolazioni.

Sono esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo e, pertanto, non deve essere applicata l’imposta di bollo i cd. conti di base di cui all’articolo 12, comma 6, del decreto Salva Italia, che tra le altre cose reca disposizioni in materia di riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti e contrasto all’uso del contante.

Per la definizione del conto di base, occorre fare riferimento all’apposita convenzione tra il Ministero dell’economia e delle Finanze, la Banca d’Italia, l’ABI, Poste Italiane spa e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento.

Tale convenzione è stata stipulata in data 28 marzo 2012. Nell’ambito della convenzione è stato stabilito, in particolare, che il conto corrente di base qualora si rivolga a fasce socialmente svantaggiate di clientela, deve essere offerto dall’intermediario senza spese; in tal caso, ai sensi del comma 6 dell’articolo 12, il rapporto di conto corrente è esente in modo assoluto dall’imposta di bollo.

La medesima convenzione chiarisce, all’articolo 6, comma 1, che appartengono alle fasce socialmente svantaggiate, i consumatori il cui ISEE in corso di validità è inferiore a euro 7.500.

Tale conto, ai sensi del successivo comma 3, può essere cointestato solo ai componenti del nucleo familiare sulla cui base è calcolato l’ISEE.

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