Impact investing: soluzione per le sfide del futuro

Gli SDG hanno il potere di influenzare il settore finanziario per guardare attraverso un obiettivo diverso ed esaminare il vero valore dell’investimento

Impact investing: soluzione per le sfide del futuro

Le sfide che aspettano l’umanità, in un futuro che non è molto distante da noi, sono molteplici ed inevitabili.

Alcune di queste, come la crescita demografica, il cambiamento climatico, la domanda per consumi delle economie emergenti, l’immigrazione e la sicurezza informatica, sono temi delicati ed è giusto, quanto indispensabile, tenerne conto anche nelle proprie azioni di investimento.

I macro-trend su cui puntare

Il tema della sostenibilità negli investimenti è ormai focale sia per i consulenti finanziari, sia per gli investitori finali, sempre di più interessati a questo modello di investimento.

Inizialmente l’argomento era circoscritto al patrimonio privato, venture capital e infrastrutture green, ma oggi l’impact investing si sta allargando a tutte le principali classi di attività. Se ne è parlato all’evento SI EXPLORE 2019 Impact Investing di Robeco, tenutosi questa mattina a Milano.

Impact investing: cos’è e perché se ne parla

L’impact investing si basa sull’idea che gli investimenti non dovrebbero solamente generare rendimenti per l’investitore, ma anche creare un beneficio sociale e un impatto positivo sull’ambiente e sulla società in generale.

Si tratta di uno degli approcci all’investimento sostenibile che si sta diffondendo sempre di più nell’ultimo decennio. A partire da un obiettivo specifico, l’impatto degli investitori richiede che i loro investimenti producano benefici socio-economici o ambientali quantificabili.

Gli obiettivi di impatto di questi portafogli sono spesso legati all’efficienza delle risorse e in genere riguardano le aree di clima, energia, acqua, salute e cibo. Masja Zandbergen, Head of ESG Integration per Robeco ha spiegato quali sono gli elementi che caratterizzano questo approccio:

  • l’intenzionalità dell’investitore di generare un impatto sociale;
  • l’aspettativa di un rendimento economico che motiva l’investitore;
  • la misurabilità dell’impatto, fondamentale per assicurare trasparenza e accountability.

Gli SDG e l’Agenda 2030

Il mondo già oggi sta affrontando una serie di importanti sfide. Si stima che 2,4 miliardi di persone non hanno accesso alle strutture igienico-sanitarie di base, 168 milioni di bambini in tutto il mondo sono costretti a lavorare, 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo vivono senza elettricità, circa un terzo di tutto il cibo prodotto viene sprecato ogni anno, circa 2 miliardi di persone non hanno accesso alla medicina di cui hanno bisogno e 800 milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà.

«La chiave per risolvere queste criticità sono previste nell’Agenda 2030, e la risposta è la finanza sostenibile», ha detto Enrico Giovannini, portavoce di ASVIS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Governi e settore privato devono dunque dare il proprio contributo per promuovere investimenti che rispettino specifici criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di buona governance.

L’Agenda 2030, è il piano d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU al fine di promuovere, a livello globale, una trasformazione radicale della società e dei suoi modelli di produzione e consumo.

In essa sono contenuti i Sustainable Development Goals, più comunemente noti con l’acronimo SDGs, 17 obiettivi sostenibili lanciati nel 2015 con validità universale. Questo significa che tutti i Paesi aderenti, in base alle proprie capacità, devono contribuire alla loro realizzazione. Questi target dovranno essere raggiunti entro il 2030 per mezzo di 169 sotto-obiettivi.

Gli SDGs rappresentano un seguito dei MDGs, i Millennium Development Goals, includendo nuove aree quali il cambiamento climatico, la disuguaglianza economica, l’innovazione, pace e giustizia, tra le altre priorità. Hanno come scopo quello di portare un cambiamento positivo per i cittadini e il pianeta.

La principale differenza con gli Millennium Development Goals è che questa volta il vero protagonista è il settore privato, con la sua capacità di contribuire a raggiungere questi obiettivi estremamente ambiziosi.

In sostanza per mezzo di essi si intende porre fine alla povertà, lottare contro l’ineguaglianza, promuovere lo sviluppo economico e l’inclusione sociale e affrontare i problemi legati ai cambiamenti climatici, il tutto con una particolare attenzione per la sostenibilità e nel rispetto dell’ambiente.

Il nostro pianeta ha infatti sempre più la necessità di politica indirizzata alla consapevolezza e alla risoluzione di questi problemi, che agisca sensibilmente e in modo sostenibile, in modo da contrastare le gravi problematiche ambientali causate dall’impatto dell’uomo e dallo sfruttamento delle risorse da parte di esso.

Implementazione e vantaggi dell’impact investing sul portafoglio

Tradizionalmente, l’Impact Investing è stato considerato come un concetto di nicchia incentrato sulla micro-finanza e sul private equity. Tuttavia, per ottenere un impatto socio-economico su una scala più ampia, l’Impact Investing viene sempre più applicato alle principali classi di attività che vanno dalle azioni quotate al reddito fisso.

Erik Keller, Senior Client Portfolio di Robeco nel corso dell’evento ha spiegato il processo di analisi e i criteri sui quali si basano i prodotti di investimento che rispondono all’Impact Investing. Le strategie su reddito fisso ed equity analizzano più di 600 aziende al fine di carpire cosa l’azienda produce, come lo fa e se ha avuto in passato qualche controversia, stimando il suo possibile impatto positivo.

I settori che meglio presentano società ad alto potenziale in termini di impact investing misurati con processi quantitativi ed oggettivi sono risultati quello industriale, utilities, finanziario e farmaceutico. L’automotive invece sarebbe quello maggiormente penalizzato.

Da questa prima scrematura, volta a creare un paniere di titoli SDG, il processo di investimento rimane quello tradizionale basato su un’attenta analisi fondamentale e su un approccio top-down o bottom-up.

Investimenti sostenibili: una necessità per il nostro futuro

Gli SDG hanno il potere di influenzare il settore finanziario per guardare attraverso un obiettivo diverso ed esaminare il vero valore dell’investimento e stimolare gli investitori a pensare non solo al rendimento ma anche all’impatto su temi più sociali che, inevitabilmente, influenzeranno direttamente, o indirettamente, la vita di ognuno di noi.

Questo tipo di nuovi prodotti sono rivolti a investitori decisi a dare un contributo positivo alla società. «Lo sviluppo sostenibile non è solo ambientale, non sarà una cosa facile, ma è possibile e necessario», ha concluso Enrico Giovannini, portavoce di Asvis.

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