Se servono 364 «giorni neri» per l’illusorio benessere di un solo Friday, vale la pena?

Mauro Bottarelli

27 Novembre 2022 - 06:30

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Il moltiplicarsi di offerte e sconti non è solo legato a esigenze di consumo ma al consolidamento di un modello basato su indebitamento strutturale e dumping salariale. Ma da non percepire come tale

Se servono 364 «giorni neri» per l'illusorio benessere di un solo Friday, vale la pena?

Non ho nulla contro il Black Friday. Né contro il consumismo in genere. Ritengo che ognuno debba essere libero di spendere i soldi che guadagna come preferisce. Anche acquistando cosa inutili o accumulando scarpe che non potrà mai mettere, a meno di non camminare 23 ore al giorno per tutta la vita. Giova infatti ricordare che alla base del successo di un film culto come Fight club, la Bibbia dell’anti-consumismo, ci sono i soldi di Starbucks e Budweieser che lo hanno finanziato. E ottenuto products placement. .

Chiuse parentesi e premessa, in sé il Black Friday non è più quello originariamente nato nei Paesi anglosassoni. Primo, perché mediamente dura una settimana. Secondo, perché l’e-commerce garantisce dumping sui prezzi retail tutto l’anno e h24. Terzo, perché conseguentemente il commercio al dettaglio tradizionale ha moltiplicato le occasioni per ribassare i prezzi, dalle mid-season sales alle vendite private che, in realtà, sono aperte a chiunque si registri sul sito. [...]

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