Non solo petrolio. Così il conflitto USA-Iran-Israele rischia di colpire l’industria italiana.
Petrolio e gas? Sì, ma non solo.
Mentre il mondo osserva l’ottovolante dei prezzi dell’energia nel pieno della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran, vera e propria “Terza guerra del Golfo” e mentre operatori industriali, governi e cittadini sono in apprensione per forniture, bollette, pieni dei mezzi di trasporto, per Paesi attivi nella trasformazione industriale come l’Italia il fronte a cui badare è ben più ampio.
Le ripercussioni per il sistema-Paese di una prolungata fase bellica nel Golfo sono su più direttrici e spesso le testate principali non segnalano quelle meno note ma, paradossalmente, più impattanti. Sul fronte del petrolio, l’Italia è toccata in maniera indiretta, per il meccanismo di formazione dei prezzi e i futures, dato che tra i primi fornitori ci sono Paesi come Azerbaijan, Kazakistan e, soprattutto, Libia che non hanno subito disruption. Il gas naturale liquefatto vede il sorpasso degli Usa sul Qatar come primo fornitore. Per entrambe le materie prime il guaio globale è legato al fatto che è l’Asia, cuore manifatturiero del mondo, a essere maggiormente toccata. Ma l’Italia rischia ripercussioni durature su altri mercati. [...]
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