La Cina come la Germania di fine Ottocento? Il parallelo inquietante dietro il caso Stellantis.
Il crollo in Borsa di Stellantis, che ieri ha perso circa il 20% dopo aver segnalato un rallentamento e un ripensamento sugli investimenti nell’auto elettrica, non è solo una notizia finanziaria. È un segnale. E riguarda l’intera industria automobilistica occidentale, sempre più sotto pressione per una concorrenza cinese che non si limita a competere sui prezzi, ma segue una strategia industriale di lungo periodo.
Negli ultimi mesi, diverse case europee e nordamericane hanno rivisto piani, rinviato target, ridimensionato ambizioni sull’elettrico. Il contesto è noto: domanda più debole del previsto, margini compressi, costi elevati di produzione e transizione. Ma sullo sfondo c’è un fattore strutturale che pesa più di tutti: l’ascesa dell’industria automobilistica cinese.
La Cina è oggi il primo produttore mondiale di veicoli elettrici e batterie. Non solo esporta auto finite a prezzi aggressivi, ma controlla una parte crescente della filiera: materie prime, raffinazione, celle, software, piattaforme industriali. È questo che rende la competizione così difficile da gestire per i produttori occidentali.
[...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA