Il Servizio Sanitario Nazionale assume medici «da remoto». In questo Paese si può lavorare dalla spiaggia

Laura Pellegrini

21 Febbraio 2026 - 13:20

Data la carenza di personale medico, in questo Paese è possibile svolgere consulenze da remoto e lavorare dalla spiaggia. Ecco come candidarsi.

Il Servizio Sanitario Nazionale assume medici «da remoto». In questo Paese si può lavorare dalla spiaggia

La carenza di medici di base e personale sanitario è un problema che affligge l’Italia e numerosi Paesi europei e mondiali. Per sopperire alla mancanza di professionisti, si cercano soluzioni alternative: una delle più curiose arriva dal Regno Unito, dove sarà possibile ricevere consulenza medica online.

Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) del Regno Unito ha pubblicato una nuova offerta di lavoro molto singolare: si cercano medici di medicina generale provenienti da ogni parte del mondo, purché in possesso dell’abilitazione, per lavorare online e da remoto. Addirittura l’annuncio specifica che è possibile svolgere la professione anche da una spiaggia dall’altra parte del mondo.

Il lavoro consiste infatti nello svolgimento di consulenze online per i pazienti del Regno Unito. Vediamo chi può candidarsi e come si svolge il lavoro.

Medici “da remoto”: il progetto pilota del Regno Unito

Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) del Regno Unito ha lanciato un progetto pilota con Asterix Health, che permette ai medici provenienti da altri Paesi di entrare nel settore sanitario britannico offrendo la possibilità di lavorare dalla spiaggia o da qualsiasi luogo del mondo, senza doversi trasferire. Sono inclusi anche eventuali corsi per imparare la lingua inglese.

Secondo quanto riportato dal Telegraph, possono candidarsi a questa offerta tutti i medici di medicina generale già qualificati e registrati, anche se residenti all’estero. L’idea è quella di reclutare personale medico e sanitario proveniente da altri Paesi per offrire consulenza online ai pazienti e per revisionare i risultati di laboratorio.

La selezione si rivolge in particolare agli Stati in cui il sistema sanitario e i percorsi formativi siano comparabili a quelli britannici: via libera quindi alle candidature di medici provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Canada e Paesi del Commonwealth, oltre a professionisti britannici che si sono trasferiti all’estero e intendono rientrare nel Paese d’origine.

L’offerta è particolarmente interessante, considerando che il Regno Unito (come molti altri Paesi europei) ha bisogno di tantissimi medici per coprire i posti vacanti.

Carenza di medici: un problema comune

Anche il Regno Unito sta affrontando una pericolosa crisi del sistema sanitario: negli ultimi anni il numero di medici di base a disposizione della popolazione è drasticamente calato, mentre è aumentata l’età media della popolazione e quindi la necessità di cure e consulti sanitari.

Basti pensare che a settembre 2015 c’erano circa 50 medici di base ogni 100.000 pazienti nel Regno Unito, mentre a dicembre 2024 questo numero è calato a 43 medici per 100.000 pazienti. Un calo del 13,8% che pesa sul sistema complessivo. Nell’autunno del 2025, inoltre, più di 7 milioni di pazienti inglesi hanno dovuto attendere quattro settimane o più per un appuntamento dal medico di base, con un aumento di 300.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2024.

In Italia la situazione non è migliore, considerando che nell’ultimo decennio sono spariti più di 7.000 medici di famiglia (circa il 20% del totale), scendendo sotto le 38.000 unità nel 2023.

Medici da remoto: opportunità o fallimento?

Molto presto la visita in ambulatorio potrebbe diventare soltanto un ricorso: con la selezione di nuovi medici da remoto, infatti, i pazienti potranno richiedere una consulenza direttamente dallo smartphone o dal pc, senza aver bisogno di alcuna visita.

L’idea di reclutare nuovi medici che possano lavorare da remoto non è piaciuta ai critici britannici, che hanno definito l’iniziativa come una «delocalizzazione della salute delle persone verso call center all’estero» e hanno sottolineato che molti medici di base formati presso il Servizio Sanitario Nazionale sono ancora in cerca di lavoro nel Regno Unito.

Su questa linea anche il ministro della Salute Stuart Andrew: “Sebbene la tecnologia possa contribuire a migliorare l’accesso - sottolinea -, l’esternalizzazione delle cure all’estero rischia di trasformare la medicina generale in un modello di call center remoto, il che potrebbe minare la fiducia tra paziente e medico, nonché la qualità dell’assistenza al paziente”.

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