Che si tratti del rally di Natale o di euforia post elettorale, i mercati finanziari continuano a mostrare una chiara tendenza al rialzo: l’S&P 500 non si allontana dai 6.000 punti, Bitcoin ha raggiunto i $100.000 e il dollaro è sui massimi dal 2022. Ma qualcosa non torna. I fondamentali economici degli Stati Uniti raccontano una storia diversa: il debito pubblico crescente - salito alla cifra record di 34 trilioni di dollari nel 2024 -, il piano fiscale e i dazi commerciali sul tavolo della nuova amministrazione Trump, che rischiano di riaccendere l’inflazione, potrebbero cambiare l’ordine economico mondiale.
Vediamo di seguito quali sono le dinamiche globali da monitorare nel 2025 per cercare di anticipare il prossimo crollo (che potrebbe essere su questo mercato).
Il prossimo crollo sarà su questo mercato
Confronto serie storiche post elezione (2016-2024)
Fonte Javer Analytics
L’economia americana sta vivendo un momento di euforia che potrebbe presto svanire. La liquidità iniettata nel sistema durante gli anni della pandemia e le politiche fiscali espansive degli ultimi anni - pari a 8 punti di Pil/l’anno- , hanno spinto alle stelle i tassi applicati all’economia reale. Nonostante il tentativo della Fed di abbassare i tassi ufficiali, i tassi d’interesse sul credito sono nel range 24%-28%, sui prestiti auto del 12%-16%, sui finanziamenti alle piccole e medie imprese del 9%.
Con il debito pubblico destinato a salire ulteriormente con le politiche di Trump e le pressioni sulla Fed per abbassare il costo, il dollaro potrebbe iniziare a crollare, analogamente a quanto accaduto nel 1971 e nel 1986. Seguirebbe poi un effetto domino sui mercati finanziari con una fuga di capitali dagli asset americani, sia sui Treasury che sul mercato azionario, con una conseguente crisi dell’economia.
DXY vs Fed funds rate
Fonte Bloomberg
Il crollo del dollaro è supportato anche da un altro fattore: negli ultimi 12 mesi, la crescita del biglietto verde ha trovato sostegno nelle aspettative di politica monetaria della Federal Reserve. Dopo le elezioni Usa, il movimento del dollaro è stato più marcato rispetto a quanto previsto dai fondamentali economici e dalle aspettative sui tassi di interesse. Ora però è probabile assistere a un ritracciamento.
Perché il dollaro non crollerà
Non tutti ritengono realistico lo scenario di un crollo del dollaro. L’attuale forza del dollaro - con il Dollar Index a quota 107,70 punti - riflette la sua posizione dominante nel mercato valutario. In primo luogo, il rialzo dei rendimenti dei Treasury decennali, saliti dal 3,6% al 4,2% nelle ultime settimane, ha rafforzato l’attrattiva del biglietto verde rispetto alle principali valute.
Dollar Index
Fonte Tradingview
Inoltre, un rallentamento nel taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, con un decoupling rispetto alle altre banche centrali, favorisce la forza del dollaro, soprattutto contro euro e sterlina.
Infine, i dati macroeconomici statunitensi confermano la tenuta dell’economia e le politiche protezionistiche di Trump per sostenere la crescita economica non fanno altro che rafforzare il dollaro.
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