Nuovo allarme sull’intelligenza artificiale. Il premio Nobel 2024 Hassabis mette in guardia dallo sviluppo indiscriminato dei modelli

Andrea Fabbri

22 Luglio 2026 - 18:28

Continuano gli allarmi sullo sviluppo indiscriminato dell’IA. Questa volta è il premio Nobel Hassabis a mettere in guardia sui rischi della perdita di controllo

Nuovo allarme sull’intelligenza artificiale. Il premio Nobel 2024 Hassabis mette in guardia dallo sviluppo indiscriminato dei modelli

“Nessuno sa con certezza cosa accadrà”. Con queste parole il premio Nobel Demis Hassabis ha recentemente messo in guardia sui rischi della perdita del controllo sull’IA.
Un avvertimento da non sottovalutare perché Hassabis, oltre ad aver conquistato il premio per la chimica, è anche il capo di Google DeepMind.

Fino al 2021-2022 l’intelligenza artificiale era soltanto uno strumento integrato nei motori di ricerca, nei servizi digitali e nei device tecnologici. Oggi è la priorità di tutte le più grandi aziende tecnologiche mondiali e non esistono produttori o piattaforme che non abbiano messo in piedi strategie commerciali legate al suo sviluppo.

È sufficiente guardare la mole di investimenti in chip, server e data center sparsi in ogni angolo del globo messi in campo dai dai privati e da governi come quelli cinese e statunitense per capire la portata del comparto.

Chi è Demis Hassabis e perché il suo allarme non può essere sottovalutato

Uno sviluppo di cui l’uomo rischia di perdere il controllo e che ha spinto, Demis Hassabis co-fondatore e CEO di Google DeepMind, nonché premio Nobel per la chimica nel 2024 insieme a John Jumper, a lanciare l’allarme sulle possibili conseguenze di uno sviluppo incontrollato della tecnologia.

Hassabis, una delle menti dietro a progetti come AlphaGo e AlphaFold, ritiene che che l’intelligenza generale artificiale (AGI), definita come un sistema in grado di visualizzare tutte le capacità cognitive del cervello umano, potrebbe arrivare entro pochissimi anni.

Un sistema, l’AGI, che rischia di aumentare esponenzialmente i problemi di sicurezza informatica, i pericoli biologici e quelli nucleari.

Come porre un freno allo sviluppo dell’IA

Per Hassabis l’intelligenza artificiale può essere uno strumento straordinario ma deve essere regolata tramite controlli e meccanismi severi di supervisione.

La corsa commerciale all’IA e il suo sviluppo in campo bellico stanno garantendo enormi progressi, ma stanno riducendo la nostra comprensione della tecnologia. Ecco perché nessuno è in grado di dire con certezza cosa succederà nei prossimi anni e perché Hassabis chiede a gran voce la creazione negli USA di un organismo specializzato nella valutazione dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati.

Un’istituzione che dovrebbe definire i “limiti” dei modelli, sviluppare valutazioni sulla sicurezza informatica e sulle minacce per l’umanità e, soprattutto, elaborare dei test per la segnalazione di comportamenti ingannevoli da parte dell’IA.

Una proposta che, però, rischia di incontrare le resistenze dei laboratori, da sempre poco propensi a rendere pubblici dati che potrebbero sfavorirli nella “battaglia” commerciale.

Hassabis non è l’unico a lanciare l’allarme

Quello del capo di Google DeepMind è solo l’ultimo degli appelli alla cautela. In precedenza lo scienziato cognitivo Geoffrey Hinton aveva riconosciuto che forse non saremo in grado di controllare sistemi più intelligenti di noi e lo stesso Elon Musk, personaggio non certamente noto per la cautela, aveva firmato una lettere in cui si chiedeva la sospensione per almeno 6 mesi dell’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale più potenti di GPT-4.

Regna l’incertezza, quindi. Nessuno può sapere se l’AGI di cui parla Hassabis arriverà davvero, ma è proprio questo il momento per elaborare meccanismi di controllo e limitazioni che coinvolgano sia il settore pubblico che quello privato. Domani potrebbe essere già troppo tardi.