Il nuovo BTP 10Y pagherà il 40,327% di interesse totali con la cedola staccata ogni 6 mesi

Stefano Vozza

27 Agosto 2026 - 17:33

4 aste di sovereign bond a medio e lungo termine porranno fine all’attività di collocamento di debito pubblico del Tesoro per il mese di agosto

Il nuovo BTP 10Y pagherà il 40,327% di interesse totali con la cedola staccata ogni 6 mesi

Con un comunicato stampa apparso martedì 25 agosto, il Ministero dell’Economia e Finanze ha annunciato le aste di 4 titoli di Stato per giovedì 28. Si tratta di bond differenti per la durata residua, la struttura dei rendimenti tra cedole fisse e variabili, e il loro stadio di vita. Mentre in tre casi su quattro si tratta di bond già in circolo e prezzati sul MOT, in un quarto è in ballo un decennale nuovo di zecca. A prescindere dal rendimento che esiterà, di sicuro il nuovo BTP 10Y pagherà il 40,327% di interesse totali con la cedola staccata ogni 6 mesi. Conosciamolo meglio.

Il BTP a 5 anni con cedola annua al 3,15%

Due delle quattro aste riguarderanno BTP a tasso fisso e costante, e sono gli unici che qui presenteremo. Il più corto dei due è il BTP Fx 3,15% Jun31, un quinquennale che tutto sommato può dirsi ancora all’origine. Il Tesoro l’ha emesso il 4 maggio e ha pagato l’unica cedola corta il 1° giugno, data a partire dalla quale è iniziato il lustro pieno che terminerà il 1° giugno del 2031. Sul bond, quindi, vi sono 92 giorni di dietimi maturati da conteggiare e riconoscere all’emittente.

Ha identificativo ISIN IT0005707614 e un flottante attuale di 12,4 mld di €, a cui si sommeranno i mld della 9° (ordinaria) e 10° asta (supplementare). La forchetta di titoli MEF in offerta nell’ordinaria è tra 2,25 e 2,5 mld di €, e in 0,5 in quella riservata agli Specialisti. La liquidità sul MOT può dirsi buona, tra i 2 e i 10 mld di € giornalieri, con un rischio di mercato modesto. La duration modificata si attesta al 4,28% mentre la volatilità a 1 e 3 mesi, le uniche ad oggi disponibili, sono del 3,47% e del 3,39%.

Quanto rende l’obbligazione del Tesoro a mesi residui?

Il tasso cedola su base annua è del 3,15%, il 2,756% al netto della trattenuta fiscale del 12,50%, ossia l’1,575% lordo semestrale (01/12 e 01/06). Al migliorare il tutto, però, ci pensano due elementi che potrebbero rivelarsi dei preziosi alleati per l’investitore.

Il primo passa per la quotazione di mercato a 98,93 centesimi, sotto la pari, per un rendimento effettivo a scadenza del 3,42% (2,99% netto; dati: Borsa Italiana). Sei mesi fa per avere il 3% serviva un bond MEF a 9-10 anni, mentre oggi basta un’attesa pari alla metà per quel ritorno. L’altro pro è che il prezzo attuale è prossimo ai minimi finora segnati a 98,61 per cui di sicuro non si compra caro. Poi il mercato potrebbe sempre regalare altre occasioni di ingresso a prezzi molto più a sconto dei 98,61 del 24/08, ma sarà tutto da vedere.

Guadagnare il 4% sul reddito fisso per 10 anni

L’altra obbligazione a tasso fisso riguarda un decennale nuovo di zecca, tant’è che l’ISIN della serie non è stato ancora comunicato. La tranche della 1° serie è compresa tra 3,5 e 4 mld di €, mentre è di 1,2 mld l’importo della 2°, la supplementare. Il titolo ha data emissione, godimento e regolamento 1° settembre per cui non vi sono dietimi. Staccherà l’unica cedola corta dello 0,327869% il prossimo 1° ottobre, data a partire dalla quale matureranno 20 cedole piene. Esse saranno pari al 2,00% lordo semestrale, il 4,00% annuo e il 3,50% netto. In soldoni, 35 € netti a stacco per ogni titolo sottoscritto.

Al pari del BTP Fx 3,15% Jun31 anche qui bisognerà attendere il prezzo di aggiudicazione d’asta per conoscere lo yield esitato. Al tempo dell’articolo stiamo parlando di un 4,054% sul 10Y (fonte: Investing), per cui non è detto che il titolo non paghi di più.

Se la seduta di giovedì 27 sarà all’insegna delle vendite e quindi dei rialzi degli yield, il rischio che il neo BTP 10Y esiti un ritorno maggiore al nominale non è remoto. Anzi. Ovviamente si tratterebbe di pochi punti base, ma anche uno 0,10% in più, per esempio, si trasformerebbe in un 1% lordo complessivo.

Rendimento reale a 10 anni

Questo è già successo mercoledì 26, quando il Tesoro ha collocato uno Short Term in scadenza il 30/10/’28 e tasso nominale al 3,00%. L’asta ha esitato un rendimento lordo del 3,02% (dati MEF) per cui non è detto che il copione si ripeti anche venerdì 28.

Ad ogni modo l’obbligazione dovrebbe avere le carte in regola per coprire il potere d’acquisto del capitale da qui al termine. In verità nessuno dispone di stime ufficiali, attendibili e certe sul caro vita per un arco temporale così lungo. Non si sa quale sarà l’inflazione vera del ’28 o ’29 per cui immaginiamo quella dal ’31 o del ’34.

Prendiamo per buona l’inflazione target BCE al 2,00%, anzi ritocchiamola al 2,50% per stare più sicuri. Se così fosse, e ipotizzando un rendimento esitato pari al nominale, il neo decennale si ripagherebbe di tasse, spese e inflazione. In più sarebbe in grado di garantire un ritorno reale positivo, il che non guasta mai neanche sul reddito fisso.

Il nuovo BTP 10Y pagherà il 40,327% di interessi totali con la cedola staccata ogni 6 mesi

In ultimo diamo un cenno al calendario delle operazioni di sottoscrizione. Per chi fosse interessato a sottoscrivere uno o entrambi i bond, il termine ultimo di prenotazione è per giovedì 27 agosto. La prenotazione va fatta online, se abilitati, o allo sportello in alternativa, ma sempre con l’intermediario presso cui si è attivato il conto titoli. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 € nominali più le spese di commissioni bancarie.

Per venerdì 28 e lunedì 31 sono previste le due tipologie di aste, ossia l’ordinaria prima e la supplementare poi. Il primo del nuovo mese, infine, sarà il giorno dello scambio soldi-titoli tra lo Stato e chi sarà riuscito ad aggiudicarseli (e per la quota aggiudicata).