Il biennio 2026-2027 si profila come un periodo decisivo per chi saprà capitalizzare la fase di regolamentazione e crescita strutturale dell’AI in Italia.
Il 10 giugno 2026 il Consiglio dei Ministri, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha approvato i decreti attuativi della Legge 132/2025, realizzando così il primo quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale in Europa.
Questa normativa integra pienamente l’AI Act europeo con regole specifiche per governance, responsabilità civile e penale, uso dell’AI nella Pubblica Amministrazione, forze dell’ordine, scuola, lavoro e giustizia. Al cuore del provvedimento non c’è solo regolazione, ma una chiara strategia industriale: fino a 1 miliardo di euro dal Fondo di sostegno al venture capital destinati allo sviluppo di startup, PMI e campioni nazionali nei settori AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti.
Nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha già raggiunto 1,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 50% rispetto all’anno precedente, con CDP Venture Capital che ha allocato oltre 300 milioni di euro a più di 150 startup. Il decreto rafforza questo momentum creando certezza regolatoria, sandbox per testare soluzioni innovative, incentivi alla formazione (fino a 200-300 milioni di euro complessivi per scuola e università) e priorità agli appalti pubblici per tecnologie conformi e “sovrane”. Per gli investitori quotati questo si traduce in un’accelerazione della domanda da parte di PA, imprese e settori strategici, con effetti che si manifesteranno soprattutto nel medio-lungo termine (2027-2030), ma che già generano visibilità e momentum sui titoli più esposti. [...]
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