Il cofondatore Reed Hastings lascerà il consiglio di amministrazione di Netflix a giugno. Il titolo crolla del 9% in pre-market dopo guidance Q2 sotto le attese e l’annuncio dell’addio del fondatore.
Reed Hastings, cofondatore e presidente di Netflix, lascerà il consiglio di amministrazione della società al termine del suo mandato in corso, in occasione dell’assemblea annuale prevista per giugno. L’annuncio, arrivato insieme ai risultati del primo trimestre 2026, ha provocato una flessione del titolo superiore al 9% nelle contrattazioni pre-market di venerdì 17 aprile. Hastings ha affidato a una lettera agli azionisti le sue parole di commiato:
“Il mio vero contributo a Netflix non è stata una singola decisione, ma la concentrazione sulla soddisfazione degli utenti, la costruzione di una cultura che altri potessero ereditare e migliorare, e la creazione di un’azienda che potesse essere amata dai suoi membri e di grande successo per le generazioni a venire”.
Dopo l’uscita dal CdA, l’imprenditore ha dichiarato di volersi dedicare all’attività filantropica e a progetti personali. Hastings aveva già ceduto il ruolo di CEO a Ted Sarandos e Greg Peters nel gennaio 2023.
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Perché il titolo Netflix sta vacillando
A fare pressione sul titolo non è stato solo l’addio del fondatore. Le guidance per il secondo trimestre 2026 si sono rivelate al di sotto delle attese degli analisti: Netflix ha indicato ricavi per 12,57 miliardi di dollari, a fronte di un consensus di 12,64 miliardi elaborato da Bloomberg.
Anche sul fronte degli utili, la stima di 78 centesimi per azione è rimasta sotto gli 84 centesimi attesi dal mercato. Secondo Reuters, il tasso di crescita dei ricavi guidato per il secondo trimestre, pari al 13%, segnerebbe il dato più basso degli ultimi dodici mesi. Il colosso dello streaming ha attribuito la pressione sui margini alla concentrazione della spesa per i contenuti nella prima metà dell’anno, con l’ammortamento dei contenuti destinato a raggiungere il picco nel secondo trimestre per poi rallentare nella seconda metà.
I risultati del primo trimestre
I risultati del primo trimestre sono stati invece positivi. Netflix ha registrato ricavi per 12,25 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente e superiori al consensus di 12,18 miliardi. L’utile netto ha raggiunto 5,28 miliardi di dollari, pari a 1,23 dollari per azione, quasi il doppio rispetto ai 2,89 miliardi dello stesso periodo del 2024.
A gonfiare il risultato ha contribuito la commissione di risoluzione da 2,8 miliardi di dollari incassata dopo il fallimento dell’acquisizione delle attività di streaming e studio di Warner Bros. Discovery, naufragata a febbraio. Sul collegamento tra quell’operazione e l’uscita di Hastings, il co-CEO Ted Sarandos ha escluso qualsiasi nesso, sottolineando anzi il ruolo attivo del fondatore nel sostenere l’accordo: “Reed era un grande sostenitore di quell’operazione. L’ha difesa davanti al board. Il board ha supportato l’accordo all’unanimità”.
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Cosa aspettarsi adesso?
Sul fronte della crescita strutturale, Netflix ha confermato l’obiettivo di portare i ricavi pubblicitari a 3 miliardi di dollari per l’intero anno, il doppio rispetto al 2025. Il piano con pubblicità ha rappresentato oltre il 60% delle nuove iscrizioni nel primo trimestre nei mercati in cui è disponibile.
A marzo la società ha aumentato i prezzi su tutti i piani negli Stati Uniti, portando il piano standard senza pubblicità a 19,99 dollari al mese, con un incremento di 2 dollari. La società ha indicato che la risposta dei consumatori è stata in linea con i comportamenti storici registrati in occasione di precedenti rialzi. Il flusso di cassa libero nel trimestre ha raggiunto 5,09 miliardi di dollari, rispetto ai 2,66 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, con le previsioni per l’intero anno alzate da 11 a 12,5 miliardi di dollari. La guidance sui ricavi annuali è rimasta invariata tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari, con un margine operativo atteso al 31,5%.
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