L’annuncio del CFO ha attivato subito le vendite sulle azioni della banca, oggi in ripresa, mentre il dubbio è per quel rischio ormai non più nascosto.
Oggi le azioni Deutsche Bank riportano una performance positiva, recuperando terreno dopo le perdite della vigilia, alimentate da una notizia che ha scosso il titolo della banca, la più grande della Germania.
Le vendite sulle azioni sono state innescate dalla dichiarazione del CFO Raja Akram che, in un intervento al Goldman Sachs European Financials Conference, ha avvertito che Deutsche Bank potrebbe essere costretta ad accantonare una quantità di riserve superiore a quanto atteso dai mercati, nel corso del secondo trimestre di quest’anno, per far fronte a possibili perdite sui crediti.
Il manager ha aggiunto che la banca dovrebbe far fronte a un onere straordinario di 100 milioni di euro circa per eliminare i crediti non performanti dal suo portafoglio.
Niente di grave, secondo Akram, che ha rimarcato che il miglioramento del capitale compenserà in modo significativo l’impatto negativo degli accantonamenti.
Deutsche Bank, la notizia sugli accantonamenti ripropone il nodo dell’esposizione al credito privato
Fatto sta che la notizia ha depresso le azioni del colosso, già attenzionate da un po’ per un motivo ben preciso, che fa temere che Deutsche Bank possa essere costretta in futuro ad accantonare ulteriori riserve per fronteggiare il problema degli NPL (crediti deteriorati): la sua esposizione verso il private credit, credito privato.
Le azioni della banca numero uno in Germania sono finite di fatto più volte nel mirino dei sell, quest’anno, a causa dell’esposizione dell’istituto verso questo mercato, cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni, fino a raggiungere la cifra capogiro di 2 trilioni di dollari.
I timori si sono acuiti con la diffusione dei dettagli dell’esposizione di Deutsche Bank verso il private credit, agli inizi di marzo, individuata dalla banca in 25,9 miliardi di euro nel 2025, più dei 24,5 miliardi del 2024.
L’incremento ha subito spaventato gli investitori. Deutsche Bank stessa ha definito “la rapida espansione, l’assenza di trasparenza e i potenziali rischi interconnessi” associati al privat credit e all’esposizione a istituzioni finanziarie non bancarie fattori di rischio crescenti.
Cosa significa esposizione delle banche verso il credito privato
Ma cosa significa esposizione delle banche verso il credito privato?
L’esposizione consiste nel fatto che Deutsche Bank, così come altri istituti, è attiva nell’erogazione di prestiti ai fondi di credito privato (che di norma sono gestiti da colossi del calibro di Apollo e Blackstone), che utilizzano poi quelle somme per finanziare aziende non quotate in Borsa.
Il problema sorge nel momento in cui alcune aziende iniziano a fallire, facendo andare in crisi i fondi di private credit e, di conseguenza - ma non automaticamente - le banche che li hanno finanziati.
Affinché banche come Deutsche Bank perdano soldi, devono verificarsi due condizioni: perdite rilevanti di aziende presenti nei portafogli dei fondi, e perdite che vengono sofferte per questo motivo anche dal fondo, che si trova dunque in difficoltà a rimborsare la banca.
Non solo Deutsche Bank. Le altre banche europee più esposte al fattore di ansia
Va sottolineato che l’annuncio di ieri del CFO, che ha detto di prevedere perdite su crediti superiori alle attese, non è di per sé la prova del nove dei problemi che Deutsche Bank starebbe soffrendo per la sua esposizione al private credit.
Tuttavia, il segnale arriva in un momento in cui gli investitori guardano con crescente attenzione ai legami della prima banca tedesca con questo mercato.
Per questo motivo, il sospetto di analisti e investitori che ogni incremento delle rettifiche su crediti possa essere associato al credito privato è più che comprensibile, mentre monta l’ansia anche per altre banche attive in questo mercato.
Intanto, da un sondaggio di Bloomberg Intelligence, che ha interpellato 29 tra grandi banche UK ed europee è emerso che quattro stituti - Deutsche Bank, Barclays, BNP Paribas and HSBC - incidono per circa 2/3 sull’esposizione delle banche europee al private credit, pari a €137 miliardi.
Deutsche Bank è proprio la banca che rischierebbe di più, nel caso di crisi conclamata del private credit. Crisi che è stata individuata in quella situazione in cui il tasso di perdita sulle esposizioni al credito privato raggiungesse il 5%. In questo scenario, le banche esposte al private credit potrebbero soffrire una perdita aggregata di circa 7 miliardi di euro.
E sarebbe sempre Deutsche Bank la banca che accuserebbe le perdite potenziali più forti, pari al 13% degli utili previsti per il 2026.
Seguirebbero Barclays con il 10%, e Société Générale e BNP Paribas, con un impatto sui conti compreso tra il 6% e il 7% degli utili attesi.
Vale la pena continuare a monitorare il crescente intreccio tra banche e private credit, un segmento che molti osservatori considerano una delle principali aree di vulnerabilità del sistema finanziario. Soprattutto alla luce dei fatti recenti. Proprio ieri, in Europa si è parlato del caso del colosso svizzero Partners Group, che ha spaventato non poco gli investitori retail.
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