9,50% per 2 anni e 6% per altri 2 su questo callable bond in dollari. Conviene comprare?

Stefano Vozza

21 Maggio 2026 - 06:21

Robusti tassi nominali annui iniziali su questo corporate bond che tuttavia espone al rischio e/o opportunità del cambio a scadenza o prima del termine

9,50% per 2 anni e 6% per altri 2 su questo callable bond in dollari. Conviene comprare?
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Una manciata di giorni prima di Pasqua il noto Gruppo bancario tedesco Deutsche Bank ha lanciato due bond retail con simili macro strutture. Ossia stesse date di lancio e di scadenza finale, ma con possibile callability dei rispettivi prestiti obbligazionari, e cedole del tipo step down. Differiscono gli importi nominali di queste ultime e, come spesso avviene, le valute di denominazione dei prestiti, una in $ USA e l’altra in euro.

A suo tempo abbiamo già analizzato l’emissione in euro, ISIN XS3305125802, che oggi prezza a ridosso dei 99 centesimi, sui minimi annui (massimo a 104,67). Il bond in euro non espone al rischio di cambio e parte dal 7% lordo i primi due anni, il 5% nei successi due e poi a scalare. Sono più ricchi, invece, le cedole nominali sul titolo gemello in USD, oggetto di analisi in questa sede. Prevede tassi di interesse step down a partire dal 9,50% per 2 anni il callable bond Deutsche Bank in valuta estera.

L’obbligazione Deutsche Bank in dollari USA

Il titolo ha data emissione 26 marzo ’26 ed è quotato (corso secco) e negoziato sul circuito EuroTLX di Borsa Italiana. Ha identificativo ISIN XS3305125984 e prevede una durata/scadenza massima al 26 marzo del 2038, tra 12 anni.
L’emittente si è tuttavia riservata l’opzione del richiamo a partire dal secondo anno, e poi a cadenza annuale. Cioè a fine marzo del 2028, alla data di stacco cedola (frequenza di pagamento: 12 mesi), DB potrebbe ritirare il titolo dal mercato. In tal caso rimborserebbe il 100% del nominale sottoscritto insieme all’ultima cedola maturata, perdendo quelle successive che non verrebbero più corrisposte.

Data la struttura non proprio semplice del prodotto (cedole step-up e valuta del bond), l’esercizio della call potrebbe non essere un contro. I tassi nominali annui più ricchi sono fondamentalmente nei primi 2 bienni, mentre nulla di certo si può dire sul cross €/$ degli anni a venire. L’unica certezza è che si disporrebbe del capitale prima del termine dopo aver incassato i coupon più ricchi della serie.

Bond da cassettista o da investitore propenso al rischio?

Resta pur sempre in piedi la possibilità di tradarlo per un certo periodo di tempo e ottimizzare il rendimento. L’affermazione è vera in linea di principio e tanto affascina in generale, ma non è di facile applicazione. Bisogna individuare un giusto prezzo di mercato per entrare e uscire dal titolo, più un timing favorevole al trend valutario EUR/USD. Nel tempo in cui si decide di tenerlo in portafoglio, infatti, il biglietto verde non dovrebbe svalutarsi contro l’eurovaluta per evitare di incappare in una perdita da cambio.

Non solo, ma bisogna stare attenti alle dinamiche dell’obbligazionario per evitare di restare incastrati in fasi di rialzi degli yield e, di conseguenza, discese nei corsi. Al riguardo la duration modificata è pari a 8, e nei primi anni resterà relativamente sostenuta. Per fortuna ci sarà la callability che, in un certo senso, soprattutto dal ‘28 in poi servirà a fare da contrappeso all’eccessiva volatilità dei corsi. Ad oggi, i valori minimi e massimi del titolo sono stati, nell’ordine, 99,09 e 103,62 $.

La struttura dei rendimenti del bond targato Deutsche Bank

È un’obbligazione retail con taglio minimo di sottoscrizione di 2.000 $. Al cambio attuale EUR/USD a 1,1619 vuol dire che servono 1.721,32 € per assicurarsi un titolo. In realtà qualcosina in meno, dato l’attuale prezzo di riferimento a 99,32 $, a leggero sconto rispetto al valore di emissione a 100.
I coupon hanno invece periodicità annua e sono fissi e decrescenti (step-down) con il passare degli anni. Nello specifico Detusche Bank pagherà il 26 marzo di ogni anno quanto segue:

  • 9,50% p.a. (7,03% netto) del valore nominale del prestito al termine del 1° e 2° anno, cioè alle cedole del 26/03/’27 e 26/03/’28;
  • 6,00% p.a. (4,44% netto) nei due anni del 2° biennio, cioè alle cedole del 26/03/’29 e 26/03/’30;
  • 4,00% annuo lordo (2,96% netto) alle cedole previste in pagamento dal 2031 al 2034;
  • 2,50% p.a. (1,85% netto) dal nono al dodicesimo anno.

La parte ricca dei guadagni, quindi, sta nei primi due bienni, che da soli garantiscono un 31% di cedole lorde su un complessivo del 57%. Cioè il 54,38% del monte interessi arriva in un terzo della vita massima prevista per il bond. Ecco perché, come dicevamo, l’eventuale callability molto prima del ‘38 potrebbe non essere un contro, anzi.
Ai corsi attuali sotto la parità, infine, il rendimento annuo lordo a scadenza passa al 5,14% (dati: Borsa Italiana).

Tassi di interesse step down a partire dal 9,50% per 2 anni sul callable bond Deutsche Bank

Un altro rischio legato al titolo è quello di liquidità. Ad oggi gli scambi giornalieri si ascrivono al range degli 1-4 contratti conclusi, per controvalori medi daily di poche migliaia di euro. In merito al rischio emittente, cioè di controparte, il rating odierno assegnato alle obbligazioni DB è pari a A1 per Moody’s e ad A sia per Standards & Poors che per Fitch.
Ovviamente ai fini del calcolo del rendimento dell’investimento peseranno tanto i prezzi in/out sul titolo, oltre alle spese di gestione alla propria banca. Ottimizzare in un caso, e minimizzare nell’altro, i relativi valori è altrettanto cruciale nell’economia di questo, come di ogni altra scelta di investimento.