Il cambio euro-dollaro può davvero raggiungere la parità grazie a Trump?

Redazione Finance

18 Novembre 2024 - 10:15

Il cambio euro-dollaro è diretto verso la parità sulle paure legate alle decisioni politiche di Donald Trump e la possibile interruzione dei tagli dei tassi Fed. Raggiungerà l’obiettivo?

Il cambio euro-dollaro può davvero raggiungere la parità grazie a Trump?

La parità sul cambio euro-dollaro è davvero possibile?

Il mercato valutario ha registrato una crescente volatilità nel corso del 2024, alimentata dai tagli dei tassi di interesse sia da parte della Fed che della BCE, oltre che dalle incognite politiche legate al ciclo elettorale negli Stati Uniti.

Tuttavia, si profilano nuovi cambiamenti all’orizzonte: le crescenti preoccupazioni riguardo a una possibile interruzione del ciclo di tagli della Fed, unite all’annuncio di nuove tariffe commerciali da parte di Trump, stanno mettendo in allarme gli investitori.

Il mercato valutario cerca di adattarsi a questo contesto in rapido mutamento, ma mentre il dollaro si rafforza, l’euro continua a perdere terreno, portando il cambio EUR/USD a un livello sempre più basso. In questo scenario incerto, il dollaro potrà davvero raggiungere la parità con l’euro?

L’impatto della Federal Reserve sul cambio euro-dollaro

Powell ha dichiarato, durante l’ultima riunione di novembre, che non vi è alcuna fretta di continuare ad abbassare i tassi di interesse. L’obiettivo della Fed rimane quello di sostenere l’espansione economica, tenendo conto di un mercato del lavoro solido e di un’inflazione vicina al target del 2%. Powell ha quindi sottolineato che l’economia statunitense continua a crescere a un ritmo sostenuto e che il mercato del lavoro è robusto, con una disoccupazione vicina ai minimi storici.

Fino a questo momento, la politica espansiva della Fed ha avuto un impatto negativo sul dollaro. Tuttavia, con l’emergere della possibilità di un’interruzione nel ciclo di taglio dei tassi, il dollaro ha iniziato a mostrare segnali di forza, invertendo parzialmente la tendenza ribassista.

Le politiche tariffarie di Trump, una minaccia per l’euro

Le elezioni presidenziali del 2024 vedono Donald Trump nuovamente protagonista della scena politica statunitense, e le sue posizioni protezionistiche potrebbero avere un impatto significativo sui mercati valutari. Trump ha suggerito l’introduzione di nuove tariffe nei confronti dell’Europa, della Cina e di altri paesi, con l’intento di proteggere l’industria americana e ridurre il deficit commerciale.

L’imposizione di tariffe potrebbe portare a una guerra commerciale su vasta scala, creando instabilità nei mercati finanziari globali e costringendo la Banca Centrale Europea (BCE) a reagire per mantenere competitiva la valuta europea. Se la BCE dovesse adottare misure espansive, come un ulteriore taglio dei tassi o un aumento del programma di acquisto di obbligazioni, l’euro si indebolirebbe ulteriormente rispetto al dollaro, spingendo il cambio EUR/USD verso la parità.

Cosa dicono l’indice DXY e l’indice EXY

Per comprendere meglio l’evoluzione del cambio EUR/USD, è utile dare uno sguardo agli indici DXY ed EXY, due indicatori chiave che misurano rispettivamente la forza del dollaro e dell’euro. Il DXY (Dollar Index) è un indice che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di sei principali valute globali, tra cui euro, yen, sterlina, dollaro canadese, corona svedese e franco svizzero.

Quando il DXY aumenta, significa che il dollaro si sta rafforzando rispetto a queste valute.
L’EXY (Euro Index), simile al DXY, misura la forza dell’euro rispetto a un paniere di valute globali. Una diminuzione dell’EXY indica un indebolimento dell’euro rispetto alle principali valute.

Nelle ultime settimane, abbiamo assistito a un aumento significativo del DXY e a un calo dell’EXY, a causa delle prospettive monetarie delle banche centrali e delle politiche protezionistiche annunciate da Trump.

La parità sul cambio euro-dollaro è davvero possibile?

Alla luce di questi sviluppi, gli hedge fund hanno aumentato le loro scommesse contro l’euro. Secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), pubblicati a metà ottobre, le posizioni corte sull’euro sono in forte crescita. Questo rappresenta un chiaro segnale che il mercato prevede una continuazione del trend ribassista della valuta europea nei confronti del dollaro.

Se questa tendenza dovesse persistere, la parità tra euro e dollaro potrebbe non essere un’ipotesi da escludere, un evento che non si vedeva dal 2002.

Analisi tecnica EUR/USD

Un primo ostacolo da superare al ribasso è il livello di supporto a 1,05, un livello chiave che ha sostenuto il cambio EUR/USD fin da gennaio 2023. La rottura di questo livello aprirebbe le porte a scenari più negativi, con la parità che dista meno del 5% in discesa. Utilizzando oscillatori come l’RSI a 14 periodi, è interessante notare che, su un timeframe settimanale, il livello di 30 punti, tipicamente associato alla zona di ipervenduto, non è ancora stato raggiunto. Questo potrebbe indicare che la pressione ribassista da parte del mercato non si è ancora esaurita del tutto.

Analizzando i due principali indici valutari globali, notiamo che il DXY, l’indice del dollaro, si avvicina alla rottura dei 107 punti, un’area che ha funzionato come resistenza fino all’inizio del 2023. Al contrario, osservando l’EXY, l’indice dell’euro, emerge una situazione diametralmente opposta: la rottura al ribasso del livello di 105 punti sembra sempre più vicina.

Il mercato valutario sta mostrando una notevole decisione in questa direzione, confermando chiaramente i movimenti attuali. Difatti, l’arrivo di Trump sulla scena politica ha cambiato drasticamente le dinamiche del panorama valutario globale, creando incertezza e potenzialmente invertendo le tendenze in corso.

EUR/USD, 1W EUR/USD, 1W Grafico a candele settimanali di EUR/USD. Fonte:baha.com