Solo il 31% è contrario a tassare i grandi patrimoni in Italia. È quanto emerge da un sondaggio di Money.it.
Secondo il sondaggio lanciato su Money.it, il 65% dei lettori è favorevole all’introduzione di una tassa patrimoniale sui milionari, contro il 31% che si dichiara contrario e un residuale 4% di indecisi.
Il 65% è favorevole ad una tassa patrimoniale
Il risultato del sondaggio di Money.it
Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.
Un risultato netto che fotografa un sentimento diffuso nel Paese, soprattutto in un momento in cui il costo della vita resta alto, i salari faticano a crescere e il debito pubblico continua a pesare sulle future generazioni. Molti partecipanti al sondaggio motivano la loro scelta con la percezione di una crescente disuguaglianza.
Per una larga fetta di italiani, chi possiede patrimoni molto elevati dovrebbe contribuire in misura maggiore al finanziamento dei servizi pubblici, alla riduzione del deficit e agli investimenti in welfare, sanità e istruzione. L’idea di una patrimoniale, spesso discussa in campagna elettorale ma mai realmente applicata su larga scala, torna quindi a guadagnare consenso popolare proprio quando l’economia mostra segnali di rallentamento e l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie medie. Dall’altra parte, chi vota no sottolinea i rischi di una tale misura: fuga di capitali all’estero, disincentivo agli investimenti produttivi in Italia e possibile effetto boomerang sul PIL.
Secondo i contrari, tassare la ricchezza accumulata potrebbe spingere i grandi patrimoni a cercare giurisdizioni più favorevoli, riducendo così la base imponibile complessiva e, paradossalmente, facendo pagare il conto alle classi medie attraverso altre forme di prelievo.Il dibattito è destinato a infiammarsi.
In un contesto europeo in cui alcuni Paesi hanno già sperimentato forme di tassazione straordinaria sulla ricchezza (o stanno valutando di reintrodurle), l’Italia si trova di fronte a un bivio. Da una parte la necessità di reperire risorse senza aumentare ulteriormente il carico fiscale su lavoratori e imprese, dall’altra il timore che una patrimoniale possa diventare l’ennesimo strumento per finanziare spesa corrente invece di riforme strutturali.